Al via una nuova edizione di Museomix: online e sui social gli sviluppi della maratona creativa in tempo reale

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Il conto alla rovescia sta per terminare: Museomix, la maratona creativa ideata per ripensare le modalità di fruizione dei musei, si prepara a replicare il successo dello scorso anno. In programma da venerdì 10 a domenica 12 novembre, l’evento coinvolgerà dodici musei in otto nazioni, connettendo virtualmente Belo Horizonte (Brasile), Biot (Francia), Bruxelles (Belgio), Ferrara (Italia), Montelupo Fiorentino (Italia), Fourmies (Francia), Innsbruck (Austria), Irun (Spagna), Losanna (Svizzera), Città del Messico (Messico), Nimes (Francia), Parigi (Francia) e Terni (Italia). Immutata l’anima di Museomix: tre giorni di lavoro intellettuale e manuale durante i quali una squadra di professionisti svilupperà proposte innovative e creerà prototipi da sottoporre al pubblico per rivoluzionare l’esperienza di visita nei musei.

Nata nel 2015 per volontà di BAM! Strategie culturali e IBC Emilia-Romagna con il supporto di NEMO – Network of european museums organization, la community italiana è coordinata da professionisti provenienti dal mondo dei musei, della progettazione, dell’innovazione e della ricerca sul patrimonio culturale. Riunisce gruppi creativi in Emilia-Romagna, Umbria e Toscana, collegando innovatori e diffondendosi da nord a sud tra amministrazioni virtuose, sognatori, istituzioni lungimiranti e imprenditori pionieri.

Museomix_2016_TerniCosa succederà durante Museomix? Comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali – selezionati attraverso una call internazionale – coopereranno per la realizzazione di un progetto all’interno del museo, che diventerà un’officina dove inventare e realizzare strumenti innovativi di mediazione, utili a migliorare la fruizione e coinvolgere nuovi pubblici. Dopo un’approfondita visita al museo e la spiegazione dei terreni di gioco (suggestioni, personaggi e scenari individuati dagli organizzatori dopo un attento esame delle collezioni e del contesto), i museomixer si uniranno in squadre composte da sei persone con sei diverse professionalità. Il primo giorno sarà dedicato allo sviluppo del concept per definire il progetto da elaborare concretamente. Conclusa la fase di design, nel secondo e nella prima parte del terzo giorno le équipe si concentreranno sulla produzione del prototipo: alcuni costruiranno l’oggetto servendosi del laboratorio di bricolage o del magazzino tecnologico installati per l’occasione, altri elaboreranno il racconto e il brand o svilupperanno la parte elettronica/software. Tutta la macchina organizzativa si attiverà per installare i prototipi e accogliere il pubblico chiamato a sperimentarli durante l’ultimo giorno, domenica 12 novembre.

L’obiettivo più evidente della tre giorni è dotare il museo di nuovi strumenti tecnologici o percorsi di visita che rendano sempre più interattive e accessibili le collezioni. Nelle edizioni passate sono stati sviluppati prototipi che sfruttavano, tra le altre cose, realtà aumentata, ologrammi, riproduzioni audio-video, piattaforme Arduino ma anche la recitazione di attori e l’esperienza di visitatori non vedenti. Un museo che decide di farsi “remixare”, però, mira anche a un risultato a lungo termine: sperimentare un nuovo modo di vivere spazi e collezioni, aprirsi al confronto con nuovi ambiti professionali.

Scopriamo i tre musei protagonisti della seconda edizione italiana di Museomix: si tratta del Museo civico di storia naturale di Ferrara, del Museo della ceramica di Montelupo Fiorentino e dell’Archeologico presso il CAOS – Centro arti opificio Siri – di Terni.

Il Museo civico di storia naturale di Ferrara si trova nella zona modernista della città. Oltre a esporre migliaia di reperti, in collaborazione con l’Università si occupa di ricerca nelle oasi naturali del territorio e offre una ricca programmazione di mostre, sia scientifiche che d’arte, o percorsi didattici che richiamano scolaresche da tutta la regione. Accoglierà i museomixer schierando stampanti 3D, strumenti di programmazione elettronica e bricolage, grazie alle partnership con professionisti dell’innovazione come TryEco, il FabLab di Comacchio e Plastic Jumper.

A Montelupo Fiorentino, il Museo della ceramica si prepara a mixare le sue due anime: museo archivio e biblioteca. Nato dalla scoperta archeologica del Pozzo dei Lavatoi, il museo raccoglie ed espone una produzione ceramica che abbraccia cinque secoli, dal 1200 al 1700. Le ceramiche esposte sono antiche, ma non per questo il museo tiene gli occhi bendati e la testa girata all’indietro, tutt’altro. Sono molti i progetti legati all’arte contemporanea che la Fondazione Museo Montelupo sostiene, organizza e promuove.

Museomix torna per la seconda volta al CAOS di Terni, un centro culturale dedicato alla fruizione delle arti e alla produzione creativa, nato dalla riconversione dell’ex fabbrica chimica Siri. CAOS comprende il Museo d’arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice e il Museo archeologico di Terni. Remixare l’Archeologico significa trasformare il museo in uno spazio energetico nel quale mescolare ere diverse, mettere gli spazi museali in relazione con gli spazi della città, giocare con le nuove tecnologie e le innovazioni digitali che permettono di colmare i vuoti, evocare il passato e soprattutto stimolare l’immaginazione di ciò che sarà.

Museomix Italia ricoprirà un ruolo di interconnessione tra la community globale e i musei italiani candidati. Attraverso il portale Museomix.it, il gruppo Facebook, il canale YouTube, gli account Twitter, Instagram e Flikr oltre a una newsletter periodica, BAM! Strategie culturali gestirà la comunicazione con gli utenti, facendo da connettore tra gli istituti italiani e le community dei Museomix internazionali. I singoli musei candidati, attraverso i loro canali abituali, comunicheranno principalmente a livello locale. Ecco gli hashtag da utilizzare per seguire Museomix sui social: #museomix per essere aggiornati sul progetto nei diversi luoghi del mondo, #museomixIT17 per l’attività dei tre musei italiani.

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Annalisa Sichi

Classe 1986, pistoiese e aspirante giornalista. Laureata in Comunicazione strategica alla Cesare Alfieri di Firenze. Ho lavorato per un anno nell'ufficio stampa del Comune di Pistoia, dove mi sono occupata anche della gestione dei social networ

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