Museomix, la maratona creativa per ripensare i musei da seguire sui social

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Importato dalla Francia dalla cooperativa BAM! Strategie Culturali insieme all’Istituto per i beni artistici culturali e naturali  dell’Emilia-Romagna con la collaborazione di Nemo, il supporto di Aster, Nemech e Puglia Musei, Museomix è una maratona creativa di tre giorni concepita per ripensare il modo di vivere il museo individuando le risposte ai bisogni della comunità.
Quest’anno Museomix si tiene da venerdì 11 a domenica 13 novembre e, per la prima volta, coinvolge anche quattro musei italiani: il Tolomeo di Bologna, il Carlo Zauli di Faenza, il Caos di Terni e il civico del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara. A livello internazionale, invece, interessa sei istituzioni in Francia, tre in Québec, due in Svizzera e una in Belgio.

Museomix è una grande opportunità per quei musei che saranno in grado di migliorarsi, rinnovarsi o dotarsi di nuove infrastrutture e strumenti tecnici utili.
Nella prima giornata i Museomixer si radunano in squadre formate da sei persone con professionalità diverse ─ esperto di comunicazione, grafico/designer, artigiano/maker, programmatore informatico, esperto delle collezioni e mediatore culturale ─ e si dedicano allo sviluppo del concept.
Durante il secondo giorno e nella prima metà del terzo, le squadre sono concentrate nella produzione dei prototipi. L’ultimo giorno, dalle 16 del pomeriggio, il pubblico è chiamato a sperimentarli.
Per l’occasione le community attive attorno ai musei organizzano un’accoglienza speciale dedicata ai visitatori, per avvicinarli a un modo alternativo di vivere il museo e alla filosofia di Museomix, il cui motto è People make museums!

Museomix Italia svolge un ruolo di interconnessione tra la community globale e i musei italiani candidati. Attraverso Museomix.it, il gruppo Facebook, il canale YouTube, gli account Twitter, Instagram e Flikr oltre a una newsletter periodica, BAM! Strategie Culturali gestisce la comunicazione con gli utenti, coordinandone la pianificazione insieme ai quattro musei e facendo da connettore tra gli istituti italiani e le community dei Museomix internazionali. I singoli musei candidati, attraverso i loro canali abituali, comunicano principalmente a livello locale.
Museomix non dura solo il tempo dell’evento, ma richiede una lunga preparazione: vagliare le candidature, conoscere le comunità locali e il personale dei musei, predisporli ad accogliere l’evento, scegliere i membri delle equipe… C’è moltissimo da raccontare, quindi la comunicazione ricopre un ruolo principale nel coinvolgimento di tutte le persone che fanno parte del progetto.

mmx_rush-22Tra i requisiti che un museo deve avere per prendere parte a Museomix c’è la predisposizione della Mixroom, un’area che si occupi esclusivamente di comunicare all’esterno cosa sta accadendo nel museo e preparare contenuti da condividere con le altre istituzioni coinvolte nell’evento in altre parti del mondo. Ogni giorno la Mixroom deve produrre un video che verrà caricato su un apposito canale YouTube e mostrato a tutti gli altri Museomix alle 18 del pomeriggio, durante l’assemblea plenaria.
La Mixroom usa i canali social del museo che la ospita e i canali di Museomix Italia saranno pronti a dar loro supporto nella divulgazione. L’obiettivo è attirare l’attenzione degli addetti ai lavori e coinvolgere il pubblico che, l’ultimo giorno dalle 16, dovrà partecipare attivamente a Museomix testando i prototipi.

Conosciamo meglio i musei coinvolti in Museomix dall’11 al 13 novembre.
Il museo Tolomeo combina memorie, conoscenze e testimonianze relative alla storia di Bologna, intrecciata in modo indissolubile con quella dell’istituto Cavazza che lo ospita. Rappresenta il punto di partenza per intraprendere, da un punto di vista diverso, un viaggio nel capoluogo emiliano e scoprire che visivo e non-visivo sono modalità complementari per conoscere la realtà.
Il museo Carlo Zauli è un contenitore che esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale. Si trova all’interno dei locali dal 1949 che furono di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia. È un punto di riferimento nella produzione e nella divulgazione dell’arte contemporanea.
Il Caos (Centro arti opificio Siri), di proprietà del Comune di Terni e nato dalla riconversione dell’ex fabbrica chimica Siri, è dedicato alla fruizione delle arti e alla produzione creativa. Si articola in una pluralità di spazi che comprendono il museo d’arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice e il museo archeologico di Terni, una vasta area dedicata alle esposizioni temporanee, punti destinati alle performance, atelier per la creazione tecnologica, laboratori didattici, un magazzino con opere a vista, un cinema, una biblioteca specializzata e un caffè ristorante, il tutto aggregato intorno ad una piazza all’aperto.
Il museo civico del Risorgimento e della Resistenza, nato nel 1903, fa capo all’amministrazione comunale di Ferrara e sorge all’interno del sito Unesco Ferrara, città del rinascimento e il suo Delta del Po. Raccoglie rare e preziose testimonianze della partecipazione dei patrioti ferraresi all’epopea risorgimentale a cui si sono aggiunti, nel corso dei decenni, materiali sulla prima guerra mondiale e le guerre coloniali. Negli anni ’50 fu costituita la sezione dedicata alla Resistenza.
Museomix potrà essere un’occasione per saperne di più e vederli sotto una nuova luce: i musei restano aperti  durante la maratona e l’ultimo giorno, dalle 16 in poi, il pubblico è atteso più che mai per testare i prototipi realizzati.

Ecco gli hashtag da utilizzare per seguire Museomix sui social: #museomix per essere aggiornati sul progetto nei diversi luoghi del mondo, #museomixIT16 per l’attività dei quattro musei italiani, #museomixBO #museomixFE #museomixMCZ #museomixCAOS per seguire in diretta e interagire con ciascuno di loro.

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Annalisa Sichi

Classe 1986, pistoiese e aspirante giornalista. Laureata in Comunicazione strategica alla Cesare Alfieri di Firenze. Ho lavorato per un anno nell'ufficio stampa del Comune di Pistoia, dove mi sono occupata anche della gestione dei social networ

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