Vacanze finite… anche sui social! Ma non perdiamo lo spirito buono del Natale

0

Il Natale è sempre più social. Durante le vacanze natalizie, conclusesi pochi giorni fa, 8 italiani su 10 (indagine Doxa dicembre 2017) hanno utilizzato i social network per condividere sulle piattaforme più note – da Facebook a Instagram, da Twitter alle chat di WhatsApp – i momenti più significativi delle loro festività.

E, se da una parte viene da pensare che la faccenda si sta facendo pure un po’ noiosa tra fiumi di selfie sullo sfondo di alberi di Natale e tavolate imbandite, dall’altra questo contagiante fenomeno ci ricorda che a Natale siamo tutti più buoni. E anche i social network diventano un luogo più vivibile.

Lo abbiamo ripetuto più volte, anche dalle pagine di questa testata giornalistica: i social non sono un bene o un male, sono semplicemente un mezzo. Nuovo, diverso, multiforme, per questo complesso. Ma è solo l’utilizzo che ne viene fatto a stabilire da che parte penda la bilancia: il web è una grandissima opportunità, ha aperto mondi e strade inesplorate, consente di abbattere muri e di costruire ponti partendo dalla possibilità di relazione che concede anche a due persone situate geograficamente ai perfetti antipodi.

Un mezzo straordinario dal potere smisurato che, proprio per questo, va gestito con intelligenza. Con prudenza e con coraggio, insieme. Spesso non si ha la percezione dell’importanza di educare alla navigazione sul web, alle modalità di presenza e di interazione sui social network e alla presa di coscienza della dimensione pubblica delle parole e delle azioni che condividiamo sui social.

Non è raro vedere che i social network – per la loro stessa etimologia piazze sociali il cui obiettivo è di far incontrare e dialogare le persone – si trasformano in un ring in cui le solitudini si combattono a colpi di urla e offese. Per poi ritrovarsi, dopo l’exploit sui social, ancora più soli e rancorosi di prima. Se i social diventano questo, ovvero uno “sfogatoio” pubblico senza il limite del buonsenso, allora tradiscono la loro missione e non aiutano l’umanità a progredire nel cammino di edificazione di comunità coese e solidali, siano esse reali o virtuali.

Ecco perché dicevamo che, se il Natale rende i social un posto più sereno in cui muoversi con tanti post gioiosi e intrisi di speranza, ben venga. Abbiamo sopportato volentieri qualche selfie di troppo, pur di avere a disposizione contenuti che sveglino le coscienze e stimolino tutti a creare una società più giusta e bella.

Adesso, che siano le piazze virtuali o quelle reali i luoghi in cui abbiamo respirato l’aria positiva del Natale, tocca a noi rimboccarci le maniche e far sì che la magia della festa diventi una realtà quotidiana in cui, anche nello svolgimento del mestiere di comunicatori, ci sia più posto per la fedeltà ai fatti, per il rispetto nei confronti dell’altro, lontano o vicino che sia, per l’ascolto e l’accoglienza di chi ci sta di fronte, anche e soprattutto se ha storia e opinioni diverse dalle nostre. Perché, alla fine, quello che conta è che il Natale concede ogni volta una nuova possibilità, un nuovo inizio, una nuova alba di speranza.

Adesso il Natale è passato, le vacanze sono concluse e siamo tornati alla quotidianità, bella e faticosa. Il rischio è di dimenticare anche la gioia della festa, nella vita e sui social. Continuiamo ad avere l’atteggiamento del Natale e anche i social saranno un posto migliore da frequentare, utile per attingere notizie e informazioni che ci aiutino a riflettere e ad essere buoni cittadini, un ottimo strumento per educare ed educarci al tempo dei social. #Buon2018!

 

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

RICCARDO CLEMENTI

Giornalista, addetto stampa, scrittore, opera nel settore della comunicazione aziendale. Ha pubblicato opere di argomento sportivo come l’ebook 30. Sul campo, nella vita e il cartaceo Generazione Juventus. Storia di un gruppo di ragazzi innamorati della Vecchia Signora (Urbone Publishing) e due volumi sul tema della spiritualità nel mondo giovanile: Quando una pedalata ti cambia la vita. Due pontassievesi in sella verso Santiago (Comunità dei Figli di Dio) e Noi, pellegrini del nuovo millennio. Due pontassievesi in sella verso Colonia (Editrice Cattolica Sion). Nel 2013 ha narrato la vita di La Pira nel libro La forza della speranza. Giorgio La Pira, storia e immagini di una vita, il più ampio repertorio di immagini fotografiche sul “Sindaco Santo” (Polistampa). Nell’ottobre 2013 ha pubblicato per Mauro Pagliai il libro Dio è giovane! Settanta volte sette buoni motivi per crederci, un saggio che propone 70 riflessioni sul tema del Dio giovinezza dell’umanità. Nell’aprile 2015 ha fornito contenuti e informazioni per il libro Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata (Effigi Editore). Nel luglio 2015 ha pubblicato con Mauro Pagliai il libro Il Contadino 2.0. Tutte le T della Toscana: dalla Terra alla Tavola passando per il Tablet che, partendo dalla storia di un giovane allevatore della Valdisieve, racconta come l’incontro tra antichi mestieri, innovazione tecnologica e nuovi mezzi di comunicazione possa tracciare la strada per uno sviluppo sostenibile e per una nuova ecologia umana. *** Tutti gli articoli indipendentemente dai giorni e dalle ore di pubblicazione, vengono composti nelle ore di ispirazione notturna o all'alba, fuori da ogni orario di lavoro e altri impegni, e costituiscono la personale opinione del sottoscritto.

Leave A Reply


*