Estate di maltempo ed eventi, nei piani d’emergenza anche Twitter e i social

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Estate pazza. Clima invernale, piogge, bombe d’acqua, alluvioni, frane. E’ stata fino ad ora una stagione estiva all’insegna delle emergenze dovute al maltempo e ancora oggi, per chi legge le notizie e i bollettini di Comuni, Regioni, enti e aziende pubbliche su Twitter, la timeline è piena di allerta meteo, fiumi a rischio esondazione, versanti a rischio frane, divieti di balneazione e molto altro. Ma l’estate è sempre l’estate e resta anche piena di eventi e di stagioni estive organizzate dai Comuni per chi resta in città. Emergenze ed eventi, il campo perfetto per la nuova comunicazione attraverso Twitter. Più volte l’abbiamo sottolineato anche noi di Cittadini di Twitter, prendendo spesso in prestito anche un tweet di Giorgio Gori “Nelle emergenze Twitter dà il meglio di sé. Per informare, per coordinare i soccorsi. Sembra pensato per la protezione civile” (dedicato al mio libro “Cittadini di Twitter” del novembre 2012, ma visto il quadro dalla nuova comunicazione italiana ancora attuale) e invitando i cittadini a seguire gli account di enti pubblici per essere aggiornati in tempo reale e correttamente sul da farsi e sulle notizie in caso d’emergenza ma anche per scegliere e orientarsi quando si parla di eventi. L’hashtag azzeccato può essere utilissimo quando si cerca un’informazione in emergenza, pensiamo ai drammatici eventi a #refrontolo in Veneto o alle continue esondazioni estive del #seveso a Milano. Pensiamo con maggiore serenità alle tante “estati” gestite con account dedicato in tanti territori e città d’Italia. In ogni caso credo che sia tornato d’attualità e soprattutto sia ormai irrinunciabile per gli enti pubblici non solo avere profili e account attivi e aggiornati sui social, ma anche la previsione di un vero e proprio spazio dedicato ai social network nei piani d’emergenza e nei piani di comunicazione per la gestione di eventi ed emergenze. Twitter ha pregi e difetti, ma è ormai chiaro a tutti come la chiarezza, velocità e brevità del messaggio sia utile e spesso decisiva in certe occasioni. E allora dibattiamo pure sulla superficialità dei 140 caratteri, ma diamo un aiuto e una spinta ai Comuni e agli enti pubblici in generale. Serve semplicità, non complicazione. Twitter in questo non ha rivali. Invitiamo i Comuni, piccoli o grandi che siano, a prevedere un vademecum di come gestire l’evento di difficoltà o di grande partecipazione popolare attraverso Twitter, ben consapevoli che poi sarà il coinvolgimento dei cittadini ha creare il valore aggiunto e soprattutto la qualità dei risultati che si otterranno dal punto di vista della comunicazione e della gestione del territorio. Chi si occupa dell’account sarà così pronto in qualsiasi momento a far partire una costante attività di aggiornamento e informazioni in emergenza. L’utilizzo di un hashtag azzeccato e magari non lunghissimo (ricordiamoci sempre che più è lungo e più spazio ruberà ai 140 caratteri per il resto del messaggio) è un veicolo fondamentale per raccogliere tutte le informazioni e per aver una timeline completa e aggiornata sia per chi gestisce i soccorsi e le segnalazioni sia per chi cerca informazioni o ne invia di nuove. L’hashtag funziona da parola chiave e tutti gli interessati troveranno il massimo del tempo reale dell’emergenza in corso. Chi è su Twitter da molto sa che utilizzare l’hashtag dà più visibilità al proprio messaggio e fa sì che arricchisca la timeline generale dell’emergenza, ma in molti casi anche il cittadino più inesperto ha capito velocemente il meccanismo e si è allineato ad una forma di comunicazione molto efficace e intuitiva. Nei casi d’emergenza e di eventi pubblici è molto importante avere una rete già esistente con tutti gli attori che hanno ruoli operativi (ad esempio Comuni, Protezione Civile, aziende di servizio pubblico, Polizia Municipale etc) in modo da creare un flusso di informazioni il più completo possibile, scambiarsi le segnalazioni e aggiornarsi reciprocamente sullo sviluppo della situazione in città. Non è un caso che i cosiddetti “distretti cinguettanti”, per dirla con Giovanni Arata, funzionino molto bene se c’è un’emergenza o un evento da gestire. Più amministrazioni, aziende, enti, associazioni sono presenti con il proprio account all’interno dello stesso territorio di competenza e più l’informazione data al cittadino sarà veloce, precisa, spesso risolutiva. L’obiettivo finale, speriamo in tempi non lunghissimi, sarà quello di avere un’amministrazione che attraverso Twitter riesce a gestire non solo la comunicazione da ufficio stampa, ma anche un’attività di Urp e cabina di regia delle emergenze ed eventi. Gli esempi statunitensi e di alcune città europee come Londra ci consegnano amministrazioni che riescono a legare Twitter e la rete civica ai servizi e agli interventi da fare anche in caso d’emergenza. La gestione delle emergenze e dell’evento pubblico può quindi rappresentare un elemento concreto di come Twitter può migliorare il Governo delle città e il rapporto (in termini di soluzioni concrete ai problemi) tra cittadini e propria amministrazione. Da parte nostra non mancherà l’aiuto e il supporto, continueremo a raccontare le best practices e a “spingere” chi nicchia. Sperando di vedere meno tragedie ed emergenze e più feste ed eventi in timeline, ma anche amministrazioni ed enti preparati a gestirle sui social, con più organizzazione e meno improvvisazione.

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About Author

FRANCESCO DI COSTANZO

Fondatore e direttore di cittadiniditwitter.it. Promotore di #pasocial, gruppo formato da capo uffici stampa, comunicatori e social media manager del Governo, Presidenza del Consiglio e Ministeri, per lo sviluppo della nuova comunicazione in enti e aziende pubbliche, sia livello centrale che sui territori. Esperto di comunicazione, social network e autore dei libri "PA Social. Viaggio nell'Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione" (2017. Franco Angeli Editore), “Cittadini di Twitter. La nuova comunicazione nei servizi pubblici locali” (2012, Indiscreto Stefano Olivari Editore), “Comune di Twitter” (Anci Toscana – Polistampa Editore, 2013) e “WhatsApp in città? La nuova frontiera della comunicazione pubblica” (Di Costanzo - Marrucci, 2015, Indiscreto Stefano Olivari Editore). Collaboratore per la comunicazione di #italiasicura, Struttura di Missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Un blog su Tiscali. Organizzatore di numerosi convegni, corsi, lezioni e presentazioni sulla nuova comunicazione via web e social network. Fondatore con numerose aziende di trasporto pubblico italiane del network #socialbus, prima rete europea per lo sviluppo della comunicazione social nel settore dei trasporti. Promotore di numerose iniziative e campagne per lo sviluppo e la promozione dell’utilizzo di web e social network per l’informazione pubblica e di servizio ai cittadini.

5 commenti

  1. il problema potrebbe essere, anzi è, l’elevatissimo numero di buontemponi – o di cialtroni dipende dalla terminologia – che in casi del genere perturbano il canale per distrarre il social tema. Su InfoAtac è capitato diverse volte

  2. Redazione

    E’ un problema reale, ma non si può farla vinta ai buontemponi rinunciando all\’enorme potenzialità e utilità dei social in certe situazioni. Il tutto ben gestito e organizzato, appunto inserito nei piani di comunicazione per emergenze ed eventi. Francesco

  3. sono assolutamente d’accordo, per quanto ci riguarda rispondiamo a tutti e facciamo anche assistenza clienti in situazioni di criticità ma siamo inflessibili con i perturbatori dolosi. è un argomento però da tenere presente, evidenziare e sviluppare

  4. Redazione

    Sicuramente da tenere presente e sviluppare. Atac fa un ottimo lavoro e non a caso è in cima alle classifiche anche per velocità di risposta. Magari inviateci un contributo dedicato a questo problema così apriamo un dibattito costruttivo. Grazie

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