Al via gli Stati generali della nuova comunicazione pubblica: subito i social al centro

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Al via #pasocial  stamani alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Il social media manager”, ovvero gli stati Generali della nuova comunicazione pubblica, dedicato a tutti i social media manager del settore, organizzato da Agid, Agenzia per l’Italia Digitale, insieme a Italia Sicura e con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile.

“Oggi i social devono integrare la comunicazione tradizionale, perché la notizia è lì che arriva innanzitutto. La buona notizia è che l’Italia in questa settore è la locomotiva europea. Siamo primi, per esempio, per utilizzo di WhatsApp nella pubblica amministrazione – ha detto nella sua introduzione il direttore di Cittadini di Twitter Francesco Di Costanzo -. I social hanno creato nuova figura professionale sempre più richiesta: il social media manager, cioè colui che ogni giorno si occupa di informare il paese in tempo reale. Ma hanno creato anche nuovi linguaggi perché aziende e pubblica amministrazione ormai devono parlare come il cittadino per essere comprensibili da tutti. E qui oggi andremo a conoscere le persone che stanno dietro gli account e chi ogni giorno si occupa di informare i cittadini. Infine faccio una proposta: #pasocial portiamola sui territori. Non fermiamoci qui, ma portiamo questa esperienza molto utile per creare un sistema della nuova comunicazione”.

“Se non c’è comunicazione non c’è cambiamento. Se non c’è comunicazione non c’è sviluppo – è stato il salute di Marco Bani responsabile comunicazione Agid (Agenzia per l’Italia digitale) – Il paradosso è che siamo il Paese con più offerta nei servizi digitali, ma penultimi per interagire con la pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione deve riuscire a stare dietro alla velocità con cui oggi si scambiano informazione. Una buona comunicazione non può sostituire una cattiva pubblica amministrazione, ma può supportare una buona pubblico amministrazione”.

“Una differenza di velocità tra pubblica amministrazione e nuova comunicazione rimarrà, è fisiologico – ha spiegato Fabrizio Curcio, capo dipartimento di  Protezione civile – Se per esempio sui social viene lanciato un allarme su uno tsunami al largo di Messina, come Protezione civile abbiamo una procedura complessa di verifica; complessa perché complesso è il problema che deve essere affrontato e verificato. Quindi nei casi di emergenza non ci può essere la stessa velocità di comunicazione. ma è chiaro che anche nella gestione delle emergenze la protezione civile deve fare i conti con la nuova comunicazione“.

“Dobbiamo tutti dotarci di strumenti per legare i cittadini alle informazioni che abbiamo – ha detto Mauro Grassi, direttore #italiasicura Palazzo Chigi – I cittadini vogliono e devono essere informati sui cantieri che apriamo e che vanno avanti. Stiamo spingendo molto su questo punto: creare cioè un sistema open in cui chiunque potrà controllare l’avanzamento dei lavori”.

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