Digital Woman alla riscossa: l’innovazione tecnologica si tinge di rosa

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Il gap del divario di genere rappresenta ancora un grande problema, tuttavia, nonostante i dati sconfortanti, l’universo femminile è sempre più attivo e in prima linea per operare un cambiamento rivoluzionario.

Global-Gender-Gap-Report-2016Il Global Gender Report, una ricerca introdotta dal World Economic Forum, parla chiaro: dei 3,5 miliardi di donne sul nostro pianeta, il 57 per cento è impegnato in un lavoro fuori dall’ambito domestico, ma soltanto il 17 per cento ha una carriera solida nel mondo professionale. Il report in questione, che si pone l’obiettivo di fissare per ogni nazione un indice che esprime il divario digitale di genere, non lascia dubbi su quale sia la condizione lavorativa della donna a livello globale. Questa ricerca si basa su criteri economici, politici, di educazione e salute, fornendo una classifica dei paesi oggetto di analisi e mentre l’Islanda, insieme agli altri paesi nordici, si conferma al vertice della classifica 2016, l’Italia si trova, purtroppo, solo alla 50esima posizione. noi-italiaGli indicatori analizzati riguardano la salute, l’istruzione, la presenza economica e la partecipazione socio-economica, e nel settore economico l’Italia si colloca nella 117esima posizione, mentre per il tasso di occupazione delle donne la troviamo all’89esimo posto.

Focalizzando l’attenzione sulla situazione italiana, anche l’Istat ci fornisce un quadro molto sconfortante in quanto, nel rapporto Noi Italia del 2016, si evidenzia che soltanto la metà delle donne lavora (51% delle donne contro il 71,7% degli uomini) e guadagnano in media un quinto in meno dei colleghi uomini. Per non parlare poi delle posizioni al vertice dove le donne rappresentano solo una minoranza rispetto al totale (circa 29%).

Questo gap di genere non riguarda solo le posizioni lavorative, ma si ripercuote innanzitutto nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, poiché la presenza femminile in questo settore scarseggia ma non certo per carenze motivazionali, quanto piuttosto a causa di pregiudizi culturali. In campo universitario le facoltà scientifiche mostrano una quota molto esigua di ragazze che intendono intraprendere quei percorsi che in genere sono riservati ai maschi. Eppure la diversità di genere, in ogni ambito, andrebbe intesa come valore, e non come discriminante, poiché solo coinvolgendo le diverse sensibilità afferenti agli uomini e alle donne, si possono cogliere e approfondire tutti gli aspetti dell’esistenza, compresa l’attività lavorativa.

L’agenda digitale di genere

flavia_marzanoL’assessora alla Semplificazione del Comune di Roma, Flavia Marzano, è da qualche tempo impegnata in molte iniziative in tema di divario di genere. Da menzionare è la realizzazione nel 2015 dell’ebook  Anche gli uomini nel loro piccolo, un libro elettronico dove sono contenute una serie di riflessioni che analizzano da punti di vista diversi il problema delle pari opportunità.

A marzo 2017 invece è stata promotrice di una consultazione online sul sito del comune di Roma che intendeva coinvolgere cittadini e associazioni nella declinazione dell’Agenda Digitale in un’ottica di genere. IdearioTale consultazione riguardava nello specifico cinque macro-aree tematiche: Partecipazione e collaborazione, Trasparenza, Servizi digitali e processi, Competenze digitali, Connettività e Accountability.

Il progetto si ricollega a ciò che è indicato all’interno dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da quasi 200 menbri dell’ONU, che propone ben 17 obiettivi, e in particolare sullo sviluppo sostenibile si fa riferimento all’obiettivo 5, che richiede di raggiungere l’uguaglianza di genere per emancipare tutte le donne. Come afferma l’assessora Marzano: “La parità di genere viene vista come un diritto umano fondamentale, ma anche come condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. Tra i traguardi che sono previsti da questi obiettivi, c’è quello di porre fine a ogni forma di discriminazione di donne e ragazze, per garantire un’effettiva partecipazione alle pari opportunità anche di leadership a livello decisionale in ambito politico, economico e di vita pubblica, e inoltre rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti e per promuovere l’emancipazione della donna”.

A fine consultazione sono pervenuti circa 30 contributi, che hanno ricevuto il rete più di 280 voti e 40 commenti, che sono stati illustrati in campidoglio alla presenza delle persone che hanno partecipato alla consultazione: In particolare è molto interessante il suggerimento di declinare in ottica di genere i dati in formato aperto, per definire meglio le politiche che riguardano il mondo femminile. Si propongono altri percorsi formativi di facilitazione digitale, proprio perché il divario digitale non è solo strutturale, ma anche sociologico, economico culturale e soprattutto di genere. Si potrebbe inoltre realizzare un’anagrafe dell’associazionismo femminile di Roma per collaborare, mettendo a rete le competenze. Anche se il divario è crescente, le donne si stanno impegnando per invertire la rotta e specialmente nella PA digitale sempre più numerose sono le figure femminili a capo dei progetti inerenti l’ICT e l’innovazione digitale.

L’educazione digitale deve coinvolgere anche le ragazze in età scolastica: l’esperienza del laboratorio ADA Lab

Ada_LabAda Lab, laboratorio gratuito per avvicinare le ragazze alle tecnologie digitali, è invece l’iniziativa patrocinata dal Comune di Roma, che si è svolta nel mese di maggio. L’evento, organizzato da Codemotion Kids, ha consentito a 45 ragazze provenienti  da Scuole Secondarie di Primo Grado di Roma di muovere i primi passi nella programmazione, realizzando progetti digitali mediante il microcomputer micro:bit, piattaforma realizzata e diffusa nel Regno Unito dalla BBC per l’educazione digitale dei più giovani.

Uno degli obiettivi dell’assessorato di Roma Semplice è proprio quello di sviluppare le competenze digitali dei cittadini in quanto occorre incoraggiare le giovani studentesse a cimentarsi concretamente nell’uso delle tecnologie e a intraprendere percorsi di studio nell’ambito delle competenze Stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), tradizionalmente indirizzati ai maschi poiché si considerano le donne poco adatte a ruoli di rilevanza in questo settore.

Nasce a Roma il Manifesto per l’occupazione femminile

manifestoQuesto divario di genere si nota soprattutto nel settore privato e molte ricerche dimostrano una correlazione tra la diversità in azienda e la capacità di innovare. Maggior occupazione femminile significa più crescita economica non solo per le aziende ma anche per il Paese. Per dare rilievo a questa situazione è stata annunciata da pochi giorni la stesura di un documento programmatico, il Manifesto per l’occupazione femminile dall’associazione Valore D, per diffondere la diversità, il talento e la leadership femminile nell’imprenditoria italiana. Ben 100 imprese hanno sottoscritto il documento, patrocinato anche dalla Presidenza Italiana del G7 e dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nove sono i punti programmatici del Manifesto per definire gli strumenti concreti per valorizzare il talento delle donne in azienda. Maria Elena Boschi, presente alla sottoscrizione del documento, ha sottolineato che l’impegno del Governo in queste tematiche si è concretizzato con la firma del Decreto che favorisce la conciliazione tra famiglia e lavoro con uno stanziamento di 110 milioni di euro proprio per incentivare l’occupazione femminile.

Nel nostro Paese si sta cercando quindi di avviare un profondo cambiamento, che vede impegnati vari soggetti sia nell’ambito della società civile che in quello delle istituzioni e l’innovazione tecnologica sarà di sicuro un campo nel quale le Digital Women avranno un ruolo da protagoniste.

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Assunta D'Aquale

Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

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