Forum Public Affairs: formazione, cambiamento culturale e nuove tecnologie per avviare il processo di innovazione

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Si è svolta a Roma, a cura di Comunicazione Italiana, la quinta edizione di Forum Public Affairs, l’appuntamento presso la Camera in cui imprese e istituzioni si sono confrontate sui temi del lavoro, degli investimenti e dell’innovazione.Forum Public Affairs 4

L’incontro si è aperto con il saluto istituzionale di Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha fornito alcune riflessioni sugli argomenti trattatati nei due Panel previsti, sottolineando soprattutto l’aspetto positivo del confronto tra imprese e istituzioni nell’ambito del processo decisionale. L’innovazione è una conseguenza irreversibile dello sviluppo tecnologico della nostra società, ma ha bisogno di essere governata sia con il concorso di chi si trova all’esterno delle istituzioni, sia con la collaborazione di tutti i cittadini. L’attuale impianto normativo ha introdotto numerose novità inerenti al mondo del lavoro: Forum Public Affairs 2dal Jobs Act, allo Smart Working fino ad arrivare all’alternanza scuola-lavoro, ed è possibile fare un primo bilancio sulle riforme attuate fino a questo momento. La vicepresidente Marina Sereni ribadisce che il tema del lavoro è molto complesso e la legislatura ha necessità di analizzare i risultati ottenuti per capire che iniziative intraprendere per il futuro.

Il divario tra la realtà e l’immagine ricostruita dai media

Nel primo panel si parla soprattutto di Jobs Act, che ha inevitabilmente trasformato il mondo del lavoro, e in tutti gli interventi dei relatori si nota come due tematiche siano preponderanti: il cambiamento della cultura e la formazione dei lavoratori. Riguardo al primo aspetto l’avvocato Francesco Rotondi, giuslavorista e socio fondatore LabLaw, evidenzia il divario tra la realtà dell’impianto normativo e l’immagine fornita dalla comunicazione dei media. Stessa riflessione fatta da Bernardo Quaranta, vicepresidente Unindustria, il quale ribadisce la necessità di ridurre la distanza tra la realtà effettiva e la realtà mediatica, citando il caso attuale della controversa alternanza scuola-lavoro. Forum Public Affairs 1La realtà restituita dai media non ha tenuto conto delle situazioni positive e delle aziende serie che hanno offerto esperienze interessanti e qualificanti agli studenti, ma solo dei pochi, sporadici casi negativi, enfatizzando il lato negativo di questa normativa che invece è essenziale per accorciare la distanza tra scuola e mondo del lavoro. Maurizio Sacconi, presidente XI Commissione lavoro Senato della Repubblica, torna a elencare le novità introdotte dall’impianto normativo, affermando che bisogna rendere più fluido il lavoro e aggiunge: “meno legge, più contratti”. Il diritto all’occupabilità e il welfare sono alcuni degli altri punti cardini su cui puntare in futuro e conclude il suo intervento affermando che occorre far “prevalere l’uomo sulle macchine”.

Barriere che vanno abbattute

Nel suo intervento, Walter Rizzetto, vicepresidente XI Commissione lavoro pubblico e privato Camera dei Deputati, sottolinea alcuni aspetti negativi dell’odierno impianto normativo rilevando che ancora mancano gli strumenti per far crescere in modo adeguato l’economia ed evidenzia come certe zone dell’Italia risultano ancora sottosviluppate sotto il profilo tecnologico e che la stessa Amministrazione pubblica non è in grado di utilizzare gli strumenti informatici per fornire i servizi ai cittadini. Bisogna puntare sicuramente sulla formazione, che va profondamente riformata, e sugli interventi strutturali. Anche per Marco Lenonardi, professore associato di Economia politica dell’Università degli studi di Milano, gli italiani non hanno recepito il cambio culturale che ha investito il mondo del lavoro e propone, tra varie iniziative, un rafforzamento delle politiche attive e l’alternanza scuola-lavoro. Gigi Bettemi, membro della segreteria Cisl, è sulla stessa lunghezza d’onda e sostiene che gli studenti devono conoscere il mondo del lavoro e al tempo stesso che i lavoratori devono essere formati per affrontare le nuove sfide dell’economia 4.0 e che quindi per attivare il processo di innovazione “ognuno deve fare la sua parte”.Forum Public Affairs 3
Anche secondo Luigi Petrillo, professore di Teorie e tecniche del lobbynig LUISS, occorre dare una sistematizzazione all’impianto normativo che a volte appare “schizofrenico” perché da un lato si varano leggi e dall’altro in qualche modo se ne ostacola l’applicazione. Il contesto è molto complesso e c’è necessità di far emergere gli interessi espressi dalle lobby verso i decisori attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. La conciliazione di un interesse di parte con un interesse generale è anche per Francesco Fabrizio Delzio, direttore relazioni esterne di Autostrade, fondamentale per raggiungere risultati soddisfacenti, e la comunicazione gioca un ruolo importante, sia per l’immagine dell’azienda che per il processo di trasparenza, a patto che sia una comunicazione orizzontale e diffusa, preferibilmente attraverso i social media. Alessandra Santacroce, direttore relazioni istituzionali di IBM, afferma che “le nuove tecnologie della comunicazione consentono di essere più pervasivi e abbattere i tempi”.

La comunicazione e i social media

Forum Public Affairs 6Il tema della comunicazione che utilizza le nuove tecnologie è ripreso anche nell’Open Executive Circle, e Marco Laudonio, del Comitato promotore dell’associazione nazionale PA Social, sostiene che si può comunicare con i cittadini in modo diverso attraverso i social media, i quali sono mezzi di interazione efficaci, vicini all’esperienza quotidiana delle persone, e non devono essere utilizzati per fare propaganda gratuita. La via della comunicazione è come un’autostrada, dove circolano tantissime auto, che rappresentano le persone, ma anche grandi camion, che sono tutti i soggetti forniti di autorevolezza, i quali sono un grande punto di riferimento e contribuiscono a ricostruire una reputazione mediatica che a volte è travisata da immagini distorte e fuorvianti.

L’incontro si è concluso con una serie di interessanti riflessioni sui temi affrontati, ma soprattutto con la consapevolezza che il processo di innovazione potrà decollare soltanto con la collaborazione di tutte le parti coinvolte, con imprese e istituzioni in prima linea.

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Assunta D'Aquale

Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

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