I social network nella comunicazione istituzionale fotografati da un’indagine di Twig

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La centralità dei social network nella comunicazione istituzionale è il titolo dell’indagine effettuata da Twig, agenzia di data management che opera nel campo della ricerca, dell’analisi dei dati e della comunicazione, e presentata all’Università degli studi di Milano-Bicocca dal ceo Aldo Cristadoro.

I social media sono diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione istituzionale: Twig ha analizzato la presenza dei 110 capoluoghi di provincia italiani su Facebook, Twitter e Instagram.

L’85% ha almeno un profilo social, il 31% è presente su tutte e tre le piattaforme mentre solo il 15% non ne utilizza nemmeno una. Facebook è usato dal 79% dei capoluoghi, Twitter dal 72% e Instagram dal 37%.

Nel giro di 10 anni, il panorama è cambiato moltissimo. Nel 2008, infatti, soltanto il 2% dei capoluoghi utilizzava Facebook, contro il 79% di oggi. Tra le città pioniere, Torino e Venezia. Tra gli ultimi arrivati, invece, Verbania, Fermo, Alessandria, Livorno e Benevento. La crescita è stata piuttosto costante: 13% nel 2009, 25% nel 2010, 33% nel 2011, 45% nel 2012, 58% nel 2013, 65% nel 2014, 75% nel 2015. Dal 2016, invece, è invariata.

Suddividendo l’Italia in aree geopolitiche, quella con il maggior numero di capoluoghi su Facebook è il Centro-nord, che raggiunge il 96%. A seguire il Nord-est (92%), il Nord-ovest (80%), il Sud e isole (66%) e infine il Centro-sud (63%).

Dal punto di vista della popolazione, sono su Facebook soprattutto le città con più di 120mila abitanti (91%). Seguono le medie (tra 70 e 120mila abitanti) con l’84% e le piccole (meno di 70mila abitanti) con il 65%.

Twig ha considerato anche la presenza su Facebook in base all’orientamento politico dell’Amministrazione comunale: a pari merito Centro sinistra e Centro/indipendente, con l’83%, poi c’è il Movimento cinque stelle con l’80% e il Centro destra con il 74%.

La comunicazione è costante e continua: per quanto riguarda il numero di post al giorno, che in media sono poco più di cinque, Roma è al primo posto con 11,1. A seguire Crotone, (6,6), Modena (5,7), Rimini (5,4), Bergamo (4,4), Bologna (3,9), Firenze (3,5), Torino (3,4) e, a pari merito, Pescara e Milano (3,3).

Su Twitter esistono due tipi di approccio: da una parte c’è il Comune di Milano, che nel 46% dei casi twitta comunicazioni e nel 54% risponde agli utenti; dall’altra c’è Lodi, che trasmette soltanto comunicazioni.

L’argomento più veicolato sui social è sicuramente la cultura (51%). I servizi al cittadino raggiungono il 16%, le attività della Giunta comunale e del sindaco l’11%, gli interventi di riqualificazione il 10%, il sociale l’8%, la sicurezza il 3%, l’ambiente l’1%.

Considerando di nuovo il Comune di Milano, i temi che suscitano un dibattito maggiore in termini di risposte dei cittadini sono i servizi (33%), la cultura (21%), la riqualificazione (19%), il sociale (11%), le attività dell’Amministrazione (10%), la sicurezza (5%) e l’ambiente (1%).

Nel 44% dei casi, i commenti degli utenti sono critiche. La sicurezza rappresenta il tema rispetto al quale i cittadini criticano di più (57%). Seguono, a pari merito, i servizi e l’attività amministrativa (51%), l’ambiente (48%), la riqualificazione (36%), la cultura (26%) e il sociale (18%).

Per quanto riguarda la comunicazione più efficacie, calcolata in base alle interazioni, alla crescita settimanale dei fan e alla fan-base, al primo posto si trova Bologna. Poi Modena, Rimini, Firenze, Torino, Roma, Milano, Pescara, Crotone e Bergamo. Considerando, invece, le aree geopolitiche, la prima è sempre il Centro-nord. A seguire il Nord-ovest, il Nord-est, il Centro-sud e infine il Sud e le isole.

L’impatto della trasformazione digitale sulla comunicazione della Pubblica amministrazione ha portato a un profondo cambiamento degli strumenti utilizzati, ma non al cambiamento dell’impostazione e della progettazione della comunicazione pubblica. Cambiare approccio significa investire maggiori risorse, governare i processi in maniera coordinata e continuativa, avere uno staff formato all’utilizzo dei nuovi strumenti digitali e cambiare la relazione con il cittadino in un’ottica di interazione costante.

L’indagine completa è disponibile qui.

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