Il Comune di Firenze contrasta il gioco d’azzardo sul territorio e in rete con due nuovi progetti

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Il Comune di Firenze è schierato in prima linea nella lotta alla ludopatia, per combattere la quale sono in arrivo due progetti che si rivolgono a giovani e meno giovani poiché il problema del gioco d’azzardo interessa in modo trasversale tutte le età e tutti i ceti sociali: si tratta di Reti di prevenzione e Play off – Switch on, il gaming in adolescenza. Due progetti che prenderanno il via a partire dal prossimo mese di ottobre e coinvolgeranno l’assessorato al welfare, guidato dall’assessore Sara Funaro, insieme alla Società della salute di Firenze (soggetto titolare) e all’azienda Usl Toscana Centro (soggetto attuatore insieme al Comune). Il progetto Play off – Switch on vede anche il coinvolgimento del Centro di ascolto regionale e di due istituiti superiori fiorentini: l’istituto tecnico per il turismo Marco Polo e il liceo Capponi-Machiavelli.

Il gioco d’azzardo patologico è un problema di salute pubblica e coinvolge non solo il giocatore e la sua famiglia, ma anche la comunità locale − ha detto l’assessore Funaro −. Pertanto, il lavoro di rete rappresenta una strategia necessaria sia per la complessità dei bisogni delle persone, sia per la maggiore efficacia terapeutica derivante dalla sinergia tra servizi formali e agenzie informali del territorio”.

Come risulta da vari studi condotti negli Stati Uniti, l’adolescenza è un periodo critico dello sviluppo in cui si manifesta un’alta prevalenza di assunzione di comportamenti a rischio, tra i quali vi è sicuramente il gioco d’azzardo. Sempre secondo studi americani, i tassi di gioco problematico nella fascia di popolazione giovane risultano essere quasi il doppio di quelli riscontrati negli adulti. Nel contrasto alla ludopatia, oltre alle varie istituzioni è importante anche il ruolo dei genitori, dal momento che i giochi di strategia multiplayer in tempo reale sono tra le applicazioni più scaricate per iPhone nel 2016.

Queste applicazioni richiedono un’alta frequenza al gioco che crea dei problemi all’interno del contesto familiare e scolastico − ha dichiarato Stefano Alemanno dell’Ufficio progetti innovativi del Comune −. Per questo è importante che i genitori sostengano e accompagnino i giovani giocatori nella loro vita di tutti i giorni e siano in grado di identificare i primi segni di un possibile comportamento di gioco eccessivo”.

Reti di prevenzione. Tra gli obiettivi del progetto, oltre alla sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo patologico, c’è la promozione di stili di vita salutari, finalizzati a prevenire e contrastare il gap, e di percorsi di informazione e accoglienza rivolti ai giocatori e/o loro familiari. È prevista la creazione di un tavolo interistituzionale locale con funzioni di coordinamento delle azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno: del tavolo faranno parte l’azienda Usl Toscana Centro, la Società della salute, il Comune, le forze dell’ordine, le fondazioni antiusura e il mondo dell’associazionismo con gruppi di auto aiuto su questi temi.

Play Off – Switch on. Promosso e gestito dalla Direzione sicurezza sociale del Comune in collaborazione con il Centro di ascolto regionale e l’azienda USL Toscana Centro, il progetto prevede l’attivazione di un’area di sostegno psicologico e di consulenza online riservata e anonima sul web, gestita da psicologi e peer opportunamente formati per la promozione di stili di vita salutari finalizzati a prevenire e contrastare il rischio da gioco d’azzardo, con particolare attenzione ad adolescenti, giovani adulti e ai loro familiari.
In questa prima fase, 30 operatori dei servizi del territorio (educatori, psicoterapeuti, medici) saranno formati e supervisionati da una equipe di professionisti provenienti dalle realtà più avanzate in Italia nel campo della gestione dei conflitti e delle dipendenze in adolescenza (Fondazione il Minotauro di Milano, Policlicnico Gemelli di Roma). Il progetto coinvolgerò poi l’istituto Marco Polo e il liceo Capponi – Machiavelli con percorsi di alternanza scuola-lavoro che vedranno coinvolti circa 60 studenti i quali, opportunamente formati, in qualità di peer presenteranno e condivideranno il progetto nelle classi del biennio dei due istituti. I peer, successivamente, utilizzeranno questa metodologia di peer education nelle classi del biennio dei propri istituti, affiancandola sperimentalmente ai tradizionali percorsi sulla prevenzione e sugli effetti provocati dai consumi di alcol e tabacco.

La necessità di adattare le azioni progettuali ai percorsi specifici di insegnamento dei due istituti − ha spiegato Stefano Alemanno − ha poi fatto sviluppare in accordo con i docenti dell’Istituto per il turismoMarco Polo un ulteriore e originale percorso sul gaming turistico. Verrà quindi ideato e realizzato un travel game multilayer e multiplayer sulla città, ovvero una sorta di PokemonGo per adolescenti (e non) che visitano per la prima volta Firenze, per scoprire e rispettare, giocando, la nostra città”.

Le attività verranno svolte all’interno degli istituti scolastici e presso il Centro Java di via Pietrapiana, gestito dal Comune. Il lavoro sul territorio sarà inoltre affiancato dalla creazione e promozione online di piattaforme social (Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter e Telegram) con relative pagine dedicate al problema del gioco; dalla creazione di una app specifica per simulare i rischi da gioco, in grado di facilitare l’accesso al portale, a un sistema di geolocalizzazione che permetta di visualizzare orari e accessi dei servizi del territorio dedicati.

 

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