Il Festival dell’Acqua 2017 scorre anche su web e social

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Stato delle risorse idriche del Pianeta, disponibilità e accessibilità, siccità e alluvioni, nuove tecnologie e tematiche sociali, ma anche spettacoli e incontri culturali. Tutto questo è il Festival dell’Acqua, ideato e promosso da Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di acqua, ambiente e energia) in collaborazione con Acquedotto pugliese (AQP), in corso a Bari fino a mercoledì 11 ottobre.

Partecipare agli appuntamenti in programma non è l’unico modo per essere aggiornati sulla manifestazione: il Festival dell’Acqua è presente su Facebook e Twitter, dove racconta in tempo reale incontri, convegni ed eventi. Sulla pagina Facebook, in particolare, è possibile seguire in diretta alcune delle conferenze più importanti. Anche Utilitalia è attiva sui social network: su Twitter condivide aggiornamenti dal Festival, su Instagram pubblica foto scattate durante gli eventi mentre sul canale YouTube vengono caricate soprattutto brevi interviste a relatori e invitati.

Nelle tre edizioni precedenti (Genova 2011, L’Aquila 2013 e Milano Expo 2015) il Festival ha coinvolto complessivamente 429.000 visitatori e 14.800 studenti, proponendo 98 sessioni tecnico-scientifiche e 94 eventi culturali legati al tema dell’acqua. A Bari sono coinvolti i rappresentanti di oltre 500 aziende associate a Utilitalia e centinaia di soggetti istituzionali, scientifici e tecnici che si occupano di servizi idrici e pubblica utilità.

Tra le tematiche affrontate dalla quarta edizione, l’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile al 2030, il diritto all’acqua e sul Mediterraneo, i cambiamenti climatici, gli effetti legati alla siccità e alle alluvioni, la blue circular economy e il riuso delle acque, la nuova vita dei fanghi di depurazione per la valorizzazione energetica.

L’economia circolare dell’acqua è quella che ci porta a restituire alla natura quello che ci ha dato. Vale per i rifiuti, ma per l’acqua è ancora più semplice; e può addirittura creare risorse aggiuntive – ha osservato Gianfranco Grandaliano, vicepresidente Utilitalia −. Una buona sintesi è rappresentata da tre semplici regole. La prima: bisogna riuscire a tenere l’acqua quando c’è. Se la indirizziamo, non solo impediamo gli effetti delle alluvioni ma possiamo anche conservarla per quando non ce ne sarà abbastanza. Seconda regola: non disperderla nel corso della distribuzione. Terza regola: restituirla alla natura come ce l’ha data. Tradotto vuol dire che l’acqua va depurata e poi riportata in natura usandola per l’irrigazione o per il settore industriale. Questo insieme di cose rappresenta il ciclo integrato dell’acqua, un ciclo virtuoso. Che naturalmente non esaurisce tutti i problemi, ma ne affronta almeno il 90%”.

Acquedotto pugliese – commenta il presidente di Nicola De Sanctis − ha rappresentato il primo grande intervento infrastrutturale nel Mezzogiorno. Ancora oggi, la più rilevante realtà del settore in Italia per complessità e numeri. A distanza di cento anni dalla sua realizzazione, la sfida dell’ammodernamento infrastrutturale rimane ancora aperta. La capacità d’investire nel sistema rappresenta la priorità e un’opportunità da cogliere per lo sviluppo e benessere del territorio. Il Festival rappresenta un’occasione straordinaria. Dal confronto tra esperti nazionali e internazionali del settore mi auguro possano giungere nuovi stimoli e, soprattutto, risposte concrete alle esigenze della nostra comunità”.

 

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