Il ruolo strategico dei social network nel processo di trasparenza e partecipazione nella Pubblica Amministrazione

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Oggi una delle espressioni più ricorrenti nell’ambito della comunicazione pubblica è: Open government. Questo termine, divenuto oramai pervasivo sia nel web che nell’ambiente più specifico delle istituzioni pubbliche, fa riferimento a una strategia di governance basata principalmente sui principi della trasparenza, della partecipazione e collaborazione. Focalizzando l’attenzione sul profondo significato di questa “triade” concettuale, proviamo a immaginare quali incredibili cambiamenti può provocare l’attuazione pratica di questi nobili principi sulla nostra società. In primo luogo, l’idea della trasparenza fa presumere che tutti i cittadini siano in grado di controllare direttamente l’operato della Pubblica Amministrazione, mentre i concetti di partecipazione e collaborazione attribuiscono loro un ruolo attivo nei processi decisionali. In questo modo sarebbe definitivamente superata la logica top-down tipica dell’e-government, nel cui ambito le decisioni sono prese esclusivamente dall’alto, senza tener conto delle reali esigenze dei cittadini. Oggi le istituzioni pubbliche, a livello centrale e locale, puntano a un rapporto collaborativo, basato sulla fiducia reciproca e tesa soprattutto a coinvolgere i vari attori sociali, comprese le comunità dei cittadini e le altre espressioni della società civile.

Il ruolo abilitante delle tecnologie digitali

In questo contesto di innovazione digitale, anche la Pubblica Amministrazione non può sottrarsi alle inevitabili e necessarie trasformazioni necessarie all’erogazione di servizi efficaci ed efficienti. Pensiamo per esempio alla pubblicazione dei dati aperti che deve transitare necessariamente attraverso le infrastrutture digitali. I documenti, in questo caso i “dati” devono essere innanzitutto in formato usabile e modificabile, inoltre l’utente deve avere la possibilità di ridistribuirli e riutilizzarli. Altre specifiche riguardano l’aspetto della proprietà intellettuale, cioè i dati sono liberi da licenze e universalmente utilizzabili, mentre riguardo al formato, devono presentarsi completi, aggregati, costantemente aggiornati e grezzi, per distinguerli dai risultati prodotti a partire da essi.

La Riforma dell’Amministrazione Digitale e il FOIA

FOIAIn Italia la normativa di riferimento riguardo agli open data e il loro riuso, è un complesso di norme articolate che risponde a direttive europee. Il Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs 82/2005) è stato il primo provvedimento  legislativo ad affrontare il tema dei dati aperti delle pubbliche amministrazioni. Recentemente se ne è occupata la Riforma Madia della Pubblica Amministrazione (L.124/2015) con il d.lgs 97/2016 relativo al diritto all’accesso civico generalizzato, introducendo di fatto anche in Italia il cosiddetto FOIA (Freedom of Information Act). Se facciamo un confronto con la legge 241/ 90 sull’accesso documentale, si evidenzia quanto sia profondamente cambiato l’approccio normativo nei riguardi del cittadino, poiché in base a tale legge, egli aveva la facoltà di presentare istanza di accesso agli documenti pubblici soltanto in presenza di uno specifico interesse e il concetto della trasparenza non doveva essere intesa come una forma di controllo generale sull’operato della Pubblica Amministrazione. Ora con la normativa vigente, soprattutto con la Riforma Madia e l’introduzione del FOIA, i principi sono completamente ribaltati: oggi, indistintamente tutti i cittadini possono chiedere e pretendere una risposta che deve corrispondere ai canoni dell’alta qualità e standardizzazione. Oltre che esigere un riscontro, i cittadini possono verificare, ribattere, proporre innovazioni e soprattutto partecipare all’orientamento dei servizi.

Il principio della trasparenza e lo stretto collegamento con i social media

imagesCH2X8SYJLa circolare 2/2017 con cui la Funzione Pubblica ha emanato una direttiva per regolare l’accesso civico generalizzato presenta delle importanti novità sul rapporto tra le istituzioni e i cittadini-utenti. L’ordinamento italiano riconosce la libertà di accedere alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni come diritto fondamentale in base ai principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e come ribadito anche nelle Linee guida A.N.A.C. l’accesso generalizzato promuove il dibattito pubblico al fine di esercitare un controllo diffuso sull’azione ammnistrativa. Nel testo della circolare si fa riferimento al dialogo cooperativo e alla pubblicazione proattiva, termini che richiamano l’attenzione sul tipo di relazione che la pubblica amministrazione intende instaurare con i richiedenti, basata essenzialmente sulla comunicazione bidirezionale. Si parla anche di un rapporto speciale con i media e le organizzazioni della società civile, in base al quale le informazioni fornite dall’amministrazione ai soggetti riconducibili a queste categorie, devono essere sottoposte a verifiche accurate prima di essere divulgate e addirittura dovrebbero anticipare le richieste dei cittadini-utenti. Si raccomanda quindi alle amministrazioni di pubblicare anche i dati che non sono soggetti a pubblicazione obbligatoria, specialmente se si tratta d’informazioni di carattere generale e che quindi il cittadino vorrebbe conoscere. Ma quale strumento potrebbe utilizzare la pubblica amministrazione per sapere in tempo reale quali dati sono interessanti per gli utenti? A questo proposito la circolare si riferisce esplicitamente al ruolo che le piattaforme di social network assumono nella divulgazione delle informazioni d’interesse generale e invita le istituzioni a valorizzare il dialogo con le comunità di utenti dei social media.

Si tratta di una svolta epocale, di un vero e proprio cambiamento di paradigma che tende a superare la normativa della legge 150 (Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni) considerata oramai inadeguata alle logiche della comunicazione digitale, poiché oggi gli utenti cercano principalmente le informazioni sui motori di ricerca del web e difficilmente si rivolgono agli URP o agli altri uffici deputati a fornire informazioni. I confini tra il mondo virtuale e quello reale sono sempre più labili e le persone trascorrono molto tempo navigando in rete, interagendo e confrontandosi con gli altri utenti sulle personali esperienze. In questo modo, monitorando il web con strumenti mirati, come per esempio la sentiment analisys, è possibile intercettare le opinioni sulla fruizione di una data prestazione o percepire bisogni che non sono stati ancora soddisfatti. Il fine ultimo è quindi l’erogazione di servizi efficienti e al passo con le trasformazioni tecnologiche della società.

Pasocial: il tavolo sulla Trasparenza, accesso civico, Foia. Il ruolo dei social

pasocialsitoLe tematiche legate al principio della trasparenza sono oggetto di continue analisi e discussioni poiché, come detto precedentemente, hanno effetti rilevanti in diversi ambiti. Recentemente anche PA Social, la prima associazione italiana dedicata allo sviluppo della nuova comunicazione attraverso le piattaforme di social network, si è occupata di questo tema in occasione della presentazione di PA Social in uno dei 10 tavoli di lavoro organizzati per tema. tavoli-1Il resoconto ufficiale del tavolo sulla Trasparenza, accesso civico e social media, è stato pubblicato sul sito dell’associazione e offre interessanti spunti di riflessione riguardo l’attuazione delle recenti norme in materia di trasparenza amministrativa (in particolare, il c.d. “Foia” o “diritto di accesso generalizzato” introdotto dal D. Lgs. n. 97/2016) fino a questo momento.

L’auspicio è che sia riconosciuto a tutti i livelli il ruolo strategico degli strumenti che oggi la comunicazione digitale mette in gioco, abilitando sia il processo di trasparenza nella Pubblica Amministrazione, sia la possibilità da parte delle istituzioni di percepire i bisogni reali dei cittadini-utenti al fine di poter garantire l’efficacia e l’efficienza dei servizi offerti.

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Assunta D'Aquale

Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

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