MaBasta! de-bullizziamoci tutti… L’idea di 14 studenti di Lecce conquista i social

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MaBasta bullismo! Era ora che a dirlo fossero proprio quelli che spesso indossano anche i panni del bullo-carnefice… i ragazzi. Il Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti (MaBasta!) nasce dall’idea di 14 adolescenti tra i 14 e i 15 anni dell’istituto tecnico economico Galieli-Costa di Lecce, che hanno scelto di reagire, prendere posizione e, come si dice, metterci la faccia, dopo uno degli ultimi episodi saliti agli ‘onori’ della cronaca, il tentato suicidio, il 18 gennaio scorso, di una dodicenne di Pordenone, che non reggeva più isolamento e prese in giro.Classe debulizzata-MaBasta 550x

Dopo la pagina Facebook , ora è in costruzione anche il sito web, dal quale si può già scaricare la scheda per ottenere il bollino di ‘Classe de-bullizzata’, una specie di certificazione di qualità che attesta la mancanza di forme di condizionamento, sopruso, violenza e l’impegno a dire no a 360° al bullismo, come spiega il post del Movimento:

“Hai una classe priva di bulli? E’ una classe che vuole impegnarsi contro ogni forma di bullismo? Allora anche la tua può essere una classe “debullizzata”. E’ la nuova, tosta campagna di ‪#‎MaBasta. Vai su www.mabasta.org, scarica, stampa e compila il modulo di richiesta. Dopo che TUTTI gli alunni della classe l’avranno firmato, inviacelo a e20@clio.it oppure postalo su questa pagina. La tua classe sarà pubblicata sul nostro sito e riceverà la locandina di Classe Debullizzata!”.

L’obiettivo, spiega Mabasta sul sito, è quello di “scovare in tutta Italia le tante classi che non presentano alcun fenomeno di bullismo al loro interno…”, per “dimostrare al paese intero che sono molto più numerose le classi (e di conseguenza gli alunni) immuni al fenomeno che quelle invece in cui il bullismo vive e vegeta”, sperando di “riuscire a far sentire additati e in minoranza i bulli e le bulle”.

La campagna piace molto sui social, tanti i tweet su #MaBasta e i like su Facebook, e crescono le classi che aderiscono da tutta Italia.

E’ la risposta ‘dal basso’ che ci voleva contro un fenomeno pesante, che nel 2014, secondo dati Istat, ha colpito circa il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, “vittima di episodi offensivi, non rispettosi e/o violenti”, mentre il 19,8% è stata vittima assidua, cioè più volte al mese, di una delle “tipiche” azioni di bullismo, mentre il 9,1% li ha subiti almeno una volta a settimana.

I più esposti sono stati i ragazzi 11-13enni (22,5%) rispetto ai teen ager 14-17enni (17,9%); le femmine (20,9%) più dei maschi (18,8%). Tra gli studenti delle scuole superiori, riporta ancora l’Istat, il 19,4% sono liceali, il 18,1% frequentano istituti professionali, il 16% quelli tecnici. Il 63,3% dei ragazzi e adolescenti è stato, invece, testimone di comportamenti vessatori di ragazzi verso altri ragazzi nei 12 mesi precedenti.

Gli atti di bullismo, secondo un’indagine condotta dal portale Skuola.net su 15.268 ragazzi per la Polizia postale e delle comunicazioni nell’ambito della campagna ‘Una vita da social’ 2014/2015, avvengono nella maggiorparte dei casi nella vita reale, come è accaduto all’87% delle vittime ‘emerse’ dal campione. Degli intervistati, 1 su 3 si è dichiarato vittima di episodi di bullismo, i più esposti hanno tra i 14 e i 17 anni, ‘colpiti’ 2 volte su 5. Dal lato dei bulli, per lo più preferiscono agire in gruppo (72%), e tra loro cresce la componente femminile, come emerge dalle testimonianze di 1 su 3 delle vittime intervistate. Anche la dimensione ‘cyber’ del fenomeno non scherza: la Polizia postale nel 2015 ha trattato 228 casi di cyberbullismo tra stalking, diffamazione online, ingiurie, minacce, molestie, furto di identità digitale sul social network, diffusione materiale pedopornografico, denunciando 64 minorenni.

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MARIA GRAZIA LORETO

Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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