Messaggistica istantanea, Whatsapp prima in Italia

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Sempre più amministrazioni pubbliche usano canali social e li presidiano per comunicare con i cittadini ed erogare servizi. Un percorso di trasformazione della Pa in #pasocial trainato dalla digitalizzazione, ma anche dalla presa d’atto della necessità di seguire il cittadino lì dov’è, studiando i suoi comportamenti. Da qui il fiorire di account social pubblici, su Facebook, Twitter, Instagram, ma anche sui canali di messaggistica istantanea, soprattutto per quanto riguarda erogazione e gestione dei servizi.

Una scelta “giusta” visto il massiccio uso delle app di messaggistica istantanea, secondo i dati sugli utilizzatori attuali in Italia pubblicati dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

Dai numeri su base mensile, riferiti a gennaio 2017, emergono due informazioni principali: Whatsapp al top della lista con 22 milioni di utenti attivi (1,2 miliardi a livello mondiale), cresciuto del 19% rispetto al 2016; Telegram in crescita vertiginosa, più 150% rispetto al 2016, con circa 3,5 milioni di utenti mensili in Italia per un utilizzo medio mensile di 2 ore e 30 minuti a persona, mentre sono oltre 100 milioni al mese gli utenti/mondo.

Alla base del gradimento di Whatsapp – 11 ore e 30 minuti a testa la media mensile di utilizzo – c’è la semplicità di iscrizione e di avvio (prende in automatico la rubrica del telefono), spiega Cosenza. E’ questo uno dei fattori che ne hanno fatto un medium trasversale dal punto di vista anagrafico  anche se il segmento degli “heavy users”, che usano più volte al giorno l’app, è quello tra i 15 e i 24 anni.

Il successo di Telegram, 4° in classifica dopo Facebook Messenger (2° posto, 15 milioni di utenti, 1,2 miliardi mensili nel mondo, cresciuto del 25% rispetto al 2016, heavy users 25-44 anni) e Skype (8 milioni di utilizzatori, in calo del 16%, poco usato per l’instant messaging), si spiega secondo il ricercatore soprattutto perché è stato il primo tra i social a criptare le conversazioni end-to-end, e con la possibilità di usare i BOT, software per l’invio in automatico di pacchetti di messaggi. (vedi Piersoft).

In coda alla classifica Viber, a quota 1 milione circa di utilizzatori mensili in Italia, in calo del 40% rispetto al 2016; WeChat, in calo del 25% con 280.000 utenti e Windows Live Messenger, 150mila utenti.

La trasversalità anagrafica accomuna tutti i canali presi in considerazione dallo studio: le chat infatti, osserva Cosenza, con la ricchezza di funzioni che offrono (invio di files di testo, video, audio, possibilità di creare e gestire gruppi, ecc.) attraggono anche quella fascia di utenti che non vuole rinunciare a queste possibilità pur non volendo esporsi su altri social.

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MARIA GRAZIA LORETO

Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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