Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2017: confermata la ripresa economica, ma il futuro rimane incollato al presente. Il ruolo dei media e il nuovo immaginario collettivo

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LocandinaÈ stato presentato il 15 dicembre, presso la sede del CNEL, il 15° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, il quale rileva e interpreta i dati più significativi dei fenomeni socio-economici dell’Italia. Il Rapporto annuale del Censis fotografa un Paese in cui tutti gli indicatori testimoniano una crescita, seppure contenuta, nei settori dell’economia italiana, e conferma il ruolo decisivo dei nuovi media e della tecnologia.

Il Rapporto di quest’anno fotografa una situazione in chiaro scuro, poiché se crescita c’è stata, sicuramente non ha coinvolto tutte le fasce della società e anche se il PIL è in ripresa, molte sono ancora le lacune che vanno colmate.

Il Paese sta invecchiando e i giovani italiani, poco istruiti, contano sempre meno.

Un altro nodo cruciale riguarda la riduzione delle coorti di giovani, dovuta principalmente a tre fattori principali: la riduzione della fertilità, il trasferimento dei giovani italiani all’estero e il progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi i giovani rappresentano soltanto il 35% della popolazione, non c’è il ricambio generazionale, e le politiche economiche messe in atto privilegiano le tematiche del pensionamento anziché quelle della disoccupazione giovanile. Anche riguardo al titolo di studio, l’Italia si assesta agli ultimi posti della classifica europea con soltanto il 26% di laureati, molti dei quali preferiscono trasferirsi all’estero per cercare migliori condizioni economiche.

PresentazioneTornano ad aumentare i consumi culturali e di intrattenimento.

Gli italiani cercano la qualità e dedicano risorse di tempo e denaro al benessere quotidiano, alla cultura e all’intrattenimento. Dopo anni di crisi le persone tornano a “coccolarsi” e cercano una sorta di micro felicità nel proprio vivere quotidiano e lo fanno ricorrendo al digitale, al low cost e al sommerso, usufruendo di beni e servizi in nero. I consumi culturali e l’intrattenimento rappresentano per gli italiani una sorta di passepartout per stare nella globalizzazione.

Il blocco della mobilità sociale e il rancore.

Tra uno di quei fenomeni da maneggiare con cura, c’è sicuramente quello del timore del declassamento, che si evidenza soprattutto alla base della piramide sociale, dove chi ha acquisito una determinata posizione, tenta di difenderlo a tutti i costi, rimarcando la distanza da chi si trova più in basso. Il “rancore” permea interi strati della popolazione, riversandosi su quelli più deboli, come gli immigrati o le altre categorie minoritarie. Riguardo alla mobilità, l’87,3% degli appartenenti al cento popolare pensa che sia difficile risalire nella scala sociale, una posizione condivisa dall’87,3% del ceto medio e persino dal 71,4% del ceto benestante.

La crisi dell’immaginario collettivo.

Oggi sono i nuovi media a definire i consumi, gli stili di vita e perfino gli obiettivi. L’accesso alle reti informatiche è diventato familiare a tre quarti degli italiani, ed è in grado di controllare l’agenda sociale, influenzando bisogni, priorità e perfino di ridefinire l’immaginario collettivo. In passato, l’Italia del boom economico attingeva forza e stabilità da una costellazione di miti e riferimenti simbolici che fungevano da propellente per tutta la società, favorendo il miracolo economico e collocando il ceto medio ai vertici della piramide sociale. Oggi l’ascensore sociale è bloccato, e i grandi media mainstream di allora, come la televisione e il cinema, non sono più in grado di rilanciare simboli e miti condivisi, e di creare dunque un’agenda sociale largamente partecipata. Negli anni della rivoluzione tecnologica è Internet, attraverso le sue piattaforme online, a imporre nuovi miti e simboli, a spingere gli utenti alla multicanalità, alla personalizzazione dei contenuti e a favorire la creazione di un ambiente digitale dove i social network assumono un ruolo sempre più rilevante nella quotidianità delle persone.

LocandinaAutodeterminazione digitale, Prosumer e Social Network: l’utente al centro.

Il web e i social network, se da un lato favoriscono l’interazione e la socializzazione, dall’altro rimarcano il soggettivismo e l’individualismo, frantumando di fatto il vecchio immaginario collettivo compatto e omogeneo, disarticolando l’agenda sociale in un prisma variegato e delegittimando le figure, i gruppi o le istituzioni di riferimento, per far emergere tutti gli aspetti negativi della disintermediazione. Ai grandi mezzi di comunicazione di massa si sono affiancati i dispositivi digitali personali, i palinsest desincronizzati, gli influencer e i follower, e l’io-utente trovandosi al centro del sistema stesso, svolge il duplice ruolo di prosumer, ovvero di produttore e consumatore. Uno dei processi che ha determinato la centralità dell’utente, è quello che ha riguardato i servizi offerti dalla disintermediazione, come per esempio l’e-commerce, l’home banking e soprattutto l’istituzione dei rapporti in rete con le amministrazioni pubbliche, che ha reso celere e immediata la soddisfazione dei bisogni informativi e comunicativi degli utenti. Autodeterminazione digitale, così è definita, la potenziale emancipazione della comunità basata sul lifelogging, self-tracking e big data, che comunque si presenta ancora in una fase di transizione: vecchi e nuovi valori, offline e online, immagini di alta valenza simbolica e icone della contemporaneità coesistono e affianco ai miti del posto fisso e della casa, emergono Internet, i social network e il primato del corpo in tutte le sue dimensioni. Si tratta dunque di una transizione epocale rimasta ancora incompiuta.

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Assunta D'Aquale

Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

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