Domani a Firenze la presentazione del libro su #pasocial

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Una rivoluzione. E’ quella in corso nel mondo della pubblica amministrazione italiana e nel rapporto tra enti e aziende pubbliche e cittadini. Una rivoluzione portata dal web e dai social network e dal radicale cambiamento che sta vivendo la figura del comunicatore pubblico. Negli ultimi anni molte cose stanno cambiando, in positivo, la pubblica amministrazione sta lentamente abbandonando la sua immagine burocratica, lenta, lontana, grazie all’impronta che stanno lasciando social e chat (da Facebook a Instagram, da Twitter a You Tube, da Snapchat a WhatsApp fino a Telegram, Facebook Messenger, Linkedin) attraverso nuove figure professionali, nuovi servizi e linguaggi, innovazione. Stare dove stanno i cittadini, informarli dove preferisconoPa Social Firenze, essere punto di riferimento sui principali social network, questo è l’obiettivo da raggiungere per un settore pubblico davvero a portata di smartphone. Servono voglia di fare, professionalità, cambiamento culturale nell’approccio, nell’organizzazione e negli strumenti di lavoro. I social e le chat non sono solo un passatempo, sono uno straordinario strumento di servizio pubblico.

Da qui è nato il gruppo di lavoro #pasocial, formato da comunicatori e giornalisti del Governo, con l’obiettivo di sviluppare la nuova comunicazione pubblica, sia a livello centrale che sui territori. Il lavoro, che coinvolge la pubblica amministrazione centrale e locale, aziende pubbliche e aziende dei social e che si sviluppa da più di un anno con appuntamenti di divulgazione, confronto e formazione e con la nascita di nuovi account e profili del settore pubblico, è anche un volume: “PA Social. Viaggio nell’Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione” (Franco Angeli Editore) a firma di Francesco Di Costanzo, giornalista e comunicatore pubblico, ideatore e coordinatore di #pasocial e con i contributi della Presidenza del Consiglio, di tutti i Ministeri e di strutture collegate.

Il libro sarà presentato a Firenze domani in Consiglio Regionale della Toscana (Via Cavour 4, ore 1030 – Sala Gigli) con l’autore Francesco Di Costanzo, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, il direttore centro sud dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto, Nicoletta Besio (Government Industry Lead Google Italia), Laura Bononcini (Head of Public Policy Facebook Italia) e Germano Buttazzo (Sales Manager Italia Linkedin).

Un racconto completo dell’Italia della nuova comunicazione che traccia e ci fa scoprire una PA diversa con fermento, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco, bravissimi professionisti. Un focus, per la prima volta in Italia, sul rapporto tra PA, nuovi strumenti di comunicazione e lavoro grazie ad una ricerca ad hoc, realizzata dall’Istituto Piepoli per ItaliaCamp e contenuta nel volume. Così scopriamo che per il 60% degli italiani i social network sono importanti strumenti di utilità e sono, e lo saranno sempre di più in futuro, un’importante occasione anche per il mondo del lavoro: 6 italiani su 10 considerano le piattaforme di nuova comunicazione professionalmente importanti (social ma anche chat come WhatsApp e Telegram) e un po’ a sorpresa sono gli italiani dai 55 anni in su a pensare che i social network rappresenteranno sempre di più un’occasione di lavoro. Gli italiani chiedono alla Pubblica amministrazione, ma anche alle aziende private, di usare di più i social network e soprattutto vogliono poter partecipare maggiormente e avere un dialogo diretto: informazioni in tempo reale (91%), avere la possibilità di segnalare disservizi e problematiche (90%), trovare informazioni su prodotti e promozione del territorio (89%), poter proporre eventi e nuove iniziative (89%). In molti considerano i social network strumenti utili: nella pubblica amministrazione per avere un rapporto migliore con i cittadini (63%), nelle aziende per migliorare i propri servizi (77%) e incrementare il fatturato (73%), sia per il settore pubblico che per quello privato sono un valore aggiunto per trovare lavoro (71%). Quanto i cittadini credono affidabili le informazioni fornite sui social network da PA e aziende? Per il 56% degli italiani sono molto/abbastanza affidabili le notizie che arrivano dalle aziende, si scende al 48% per quanto riguarda la pubblica amministrazione. I dati dimostrano come resti forte ancora la diffidenza dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione e che proprio strumenti di apertura e vicinanza come i social network siano considerati positivi per un nuovo rapporto con la cittadinanza.

copertina pasocialIl libro è un viaggio nel viaggio anche tra i Comuni, le Regioni e le aziende pubbliche italiane. Nel volume sono contenuti contributi di molti giornalisti, comunicatori pubblici, esperti del settore, del Governo e di strutture collegate: Roberta Maggio, Francesco Nicodemo, Marco Bani, Alessandra Migliozzi, Caterina Perniconi, Francesca Maffini, Marco Laudonio, Giuseppe Ariano, Letizia Santangelo, Sergio Talamo, Davide Russo, Laura Cremolini, Luisa Gabbi, Andrea Marrucci, Danilo Moriero, Sandro Giorgetti, Simone d’Antonio, Livio Gigliuto, Lorenzo Carella, Mario Viola, Sarah Scola, Luca Cari, Erminio Englaro, Tania Valentini, Leonardo Andreaus, Claudio Rizza, Fabio Mazzeo, il Dipartimento della Funzione Pubblica, la redazione web del Viminale e l’ufficio stampa del Ministero dello Sviluppo Economico.

“I cittadini indicano la strada, il servizio pubblico deve esserlo anche dal punto di vista della comunicazione – spiega l’autore Francesco Di Costanzo – i social offrono un’opportunità straordinaria, una rivoluzione già in corso. Da queste semplici considerazioni è partito il percorso #pasocial, un’idea che abbiamo condiviso con numerosi comunicatori del Governo, ma anche con enti e aziende pubbliche del territorio e aziende dei social. Nel libro raccontiamo un lavoro e un viaggio che significa tante cose: lavoro, innovazione, nuovi servizi e linguaggi a disposizione dei cittadini. Il percorso va avanti, la PA sta cambiando e come comunicatori cerchiamo di dare il nostro contributo perché sia sempre più a portata di smartphone. I social sono ormai strumenti di utilità, di servizio pubblico, fonte di lavoro e di un nuovo rapporto tra Pa e cittadini”.

 

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