Grande successo per la tappa a Trieste di #pasocial

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Grande partecipazione per la tappa triestina di #pasocial, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il gruppo #PAsocial, l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’evento, introdotto e moderato da Francesco Di Costanzo, è cominciato con i saluti del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha sottolineato come, grazie al web, la comunicazione tra l’ente e i cittadini non avvenga più esclusivamente attraverso la mediazione dei giornali, ma utilizzi canali propri.  Di Costanzo, coordinatore #pasocial e direttore di cittadiniditwitter.it, ha ribadito l’importanza dell’istituzionalizzazione della figura del social media manager. Il Comune di Trieste è stato un innovatore al riguardo, mentre nel resto d’Italia questo ruolo viene spesso ricoperto da soggetti ibridi ai quali sono assegnate funzioni improvvisate. La pubblica amministrazione non può mancare dove sono presenti i cittadini e deve impegnarsi a essere un punto di riferimento anche sui social network. Tra gli obiettivi principali: velocità e concretezza nelle risposte ai cittadini, rafforzamento della rete di comunicatori pubblici già esistente. Cristiano Degano, presidente dell’ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ha raccontato che l’innovazione tecnologia sta rivoluzionando la professione giornalistica e l’informazione. Anche la figura dell’addetto stampa per la pubblica amministrazione comincia finalmente a essere riconosciuta. La parola è poi passata a Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, che ha posto l’accento sul fatto che sul web non sempre gli utenti si comportano correttamente e spesso circolano notizie non attendibili. La pubblica amministrazione, quindi, deve assumersi la responsabilità di comunicare consapevolmente la propria attività quotidiana via social. Marco Bani, capo segreteria tecnica dell’Agenzia per l’Italia digitale, ha inviato un videomessaggio nel quale ha espresso la convinzione che qualcosa stia cambiando, non solo nella comunicazione pubblica, ma anche nel modo di offrire servizi ai cittadini.

La parola è così passata ai protagonisti della prima tavola rotonda sul tema “I nuovi servizi e la risposta dei cittadini”. Alessia Freda, dell’ufficio stampa del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, tramite un videomessaggio ha affermato che, per essere davvero al servizio dei cittadini, è necessario considerare a quale target ci si rivolge, offrire risposte precise, chiarire funzionalità, far conoscere le eccellenze italiane. Essere sui social non basta: questi strumenti vanno utilizzati al meglio scegliendo cosa dire, quando e come. Sergio Talamo, giornalista, docente e dirigente Formez, ha evidenziato come i social media non debbano basarsi sull’esibizione ma sui contenuti. Grazie ai social, la pubblica amministrazione può avere un rapporto in tempo reale con i cittadini. Il vero valore di questi strumenti è la condivisione al fine di riorganizzare e migliorare i servizi offerti. Servono regole e un team organizzato, composto da membri competenti. Francesco Nicodemo, membro dello staff del presidente di Palazzo Chigi, ha fornito alcuni dati: il media più utilizzato dagli italiani resta la tv, quello che cresce più rapidamente è internet mentre la crisi maggiore ha riguardato i giornali. Il mezzo d’informazione preferenziale resta il telegiornale, ma segue Facebook. La pubblica amministrazione non può ignorare la questione: deve investire sul digitale e affidare la gestione del social a un vero e proprio curatore della community che diffonda notizie corrette. Christian Tosolin, social media manager del Comune di Trieste, ha parlato dell’avventura dei canali social dell’ente, nati nel 2014 per affiancare i mezzi più tradizionali. Ascoltare la cittadinanza significa raccogliere non solo segnalazioni, ma anche critiche. Compito della PA è divulgare informazioni sui servizi che offre e ricevere feedback per sapere se la strada che ha intrapreso è giusta. Fiducia da parte dell’Amministrazione, strumenti tecnologici adeguati, uffici collaborativi e autonomia sono le condizioni essenziali per una buona gestione dei social. Sara Sanson, responsabile Urp dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, ha spiegato che i social non sono gli unici mezzi di comunicazione di cui si servono: ci sono anche la rubrica in una tv locale e il blog online sul giornale Il Piccolo. Sui social vengono condivise attività di prevenzione della salute ma anche avvisi per la sicurezza. Non manca il live tweeting durante cerimonie o conferenze stampa. Cristina Zannier, social media manager del Comune di Grado, ha ricordato che nel 2013 fu pubblicata una nuova versione del sito turistico e in contemporanea venne aperta anche una pagina Facebook, gestita però da un ufficio stampa esterno. La gestione da parte dell’ufficio stampa divenne un problema, finché non si decise di affidarla al personale dell’ente, in grado di mantenere relazioni esterne e interne in tempo reale. Scopo dei social del Comune di Grado è offrire a residenti e visitatori informazioni tempestive e corrette, ma anche fare promozione turistica

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