Tanti esempi virtuosi di nuova comunicazione a Trieste per #pasocial

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La seconda tavola rotonda della tappa a Trieste di #pasocial è stata incetrata su “PA: con i social nuove opportunità e community sempre attive” ed è stata aperta dal video-intervento di Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che ha raccontato come il ministero si sia dotato di un social media manager e di un piano editoriale, e utilizzi i social media e le chat ponendo grande attenzione al modo in cui “confezionare” le informazioni con qualità e attenzione ai dettagli. Giuseppe Ariano, manager culturale ed esperto di comunicazione digitale, ha ricordato che, all’apertura della pagina Facebook del Mibact, l’ente fu sommerso dalle critiche più disparate. Oggi la situazione è cambiata: i social vengono utilizzati soprattutto per raccontare momenti, relazionarsi con altri musei e con i giornalisti. Sulla pagina Instagram @museitaliani, ogni mese viene scelto un tema che rappresenta una “call to action” per invitare i cittadini a visitare i musei statali. All’iniziativa cominciano ad aderire anche musei privati. Ariano ha raccontato anche il lavoro di Agid su Spid, l’identità elettronica. Mariaeva Favoino, membro del media team di terremotocentroitalia.info, ha parlato della nascita del progetto, spinta dal desiderio di costruire uno strumento digitale che fosse d’aiuto nelle emergenze. Si tratta di mezzi di analisi e ampliamento della capacità di reazione delle forze in campo. Non sostituirsi, ma affiancarsi alle amministrazioni coinvolte: questo è l’obiettivo dell’iniziativa. Marina Galluzzo, responsabile della comunicazione e della cultura del Comune di Udine, ha descritto alcuni dei progetti dell’ente: la realizzazione di una social media policy esterna, l’attuazione di una strategia fatta di link per portare gli utenti sul sito del Comune e parlare così con i cittadini. Giovanna Pagan e Aurora Fantin dell’Università di Trieste hanno espresso il loro impegno nel dare agli utenti risposte rapide e personalizzate. Gli studenti sono sui social network, quindi deve farlo anche l’Università. I ragazzi si scambiano consigli e suggerimenti: l’Università deve far parte della conversazione e rispondere anche alle domande inespresse. C’è bisogno di definire una figura professionale che abbia le competenze e le capacità di veicolare il flusso di informazioni.

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