Cinguettando di twitteratura a scuola: #TwPinocchio e #PetitPrince

2

Le nuove generazioni di studenti vengono definiti M-generation (mobile generation) o D-generation (digital generation) o, come li ha definiti Marc Prensky,  nativi digitali. In realtà molti di loro non  conoscono molte delle funzioni di un Pc e Internet è solo Facebook. Un’associazione e un’equazione errate e che generano fraintendimenti anche per molti adulti, e dunque per i professori delle nostre scuole superiori.

Ma in aiuto della nuova didattica e del buon uso della Rete e dei social media ecco la #twitteratura, una sperimentazione che sta per  #tweetletteratura. Un grandissimo esercizio di fantasia e una bella riscoperta di libri, di classici, un gioco originale e stimolatore di menti, ideato da Paolo Costa (@paolocosta), Edoardo Montenegro (@edmonten), Pierluigi Vaccaneo (@piervaccaneo), che utilizza in @TwLetteratura la strategia della (ri)scrittura e (re)invenzione  creativa dei testi letterari più conosciuti. Un modo molto alternativo di fare narratologia a scuola con il proprio smartphone o tablet, sfruttando Twitter.

Ne parliamo con Angela Cino (@AngelaCino), professoressa di un Istituto professionale di Castellana Grotte, in provincia di Bari, e assidua twittatrice:

“Tutto è cominciato a settembre scorso, quando, con la voglia di trovare nuove strategie per arrivare in maniera diretta ai ragazzi, esordii dicendo: -Ragazzi, cosa ne pensate di leggere e riscrivere in Twitter il romanzo di “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi?- Sguardi sorpresi ed increduli …  – Eh!…che cos’è Twitter? …Pinocchio? Ma non è un libro per bambini?-. Ho mostrato alcune pagine di Twitter ai ragazzi attraverso il mio profilo personale e, con l’ausilio della LIM e del mio tablet, ho presentato alcune funzionalità del social network. Insieme abbiamo ripassato cos’è un social media e network, cos’è Twitter, perché 140 caratteri, account e regole  di base della digitazione corretta, come lo spazio dopo la virgola e non prima, niente spazio tra le parentesi, ecc.. Le prime prove tecniche di elaborazione dei tweets sono state fatte sul quaderno, alla lavagna  e su schede cartacee che ho predisposto per imparare come contare i caratteri e gli spazi usati. Vi garantisco che, dopo qualche piccola esitazione iniziale, hanno imparato in fretta. L’impegno e la gioia riscontrati dagli studenti mi hanno molto emozionata e divertita. E così ci siamo imbarcati nell’avventura di #TwPinocchio con altre 52 scuole d’Italia. Siamo stati molto prolifici, con più di 650 tweets abbiamo letto in classe e riscritto tutti i trentasei capitoli del celeberrimo romanzo collodiano, da novembre 2014 a febbraio 2015. Alla fine dell’esperienza abbiamo anche prodotto un TweetBook, anzi tre, che potete leggere su http://beta.trytweetbook.com/user/3719.

Nei famosi 140 caratteri, dotati rigorosamente di #cancelletto/n.capitolo con relativa mention a @TwPinocchio, all’interno del progetto @TwLetteratura, sono emerse le riflessioni dei ragazzi, l’utilizzo di rime e giochi linguistici, l’ironia e l’astuzia e anche tanti spunti gastronomici. Dai loro tweets ho preso spunto per spiegare che avevano usato delle metafore, dei calembour, delle similitudini, rime baciate. Abbiamo scritto dei tweet anche sperimentando la metrica giapponese degli Haiku (5,7,5). Ecco come un grande classico si è tolto la polvere di dosso e diventato vivo e dinamico. “Rivivisce”, come chiede Pinocchio alla sua fatina dai capelli turchini che credeva morta di dolore per lui. Nella lettura e scrittura non eravamo mai soli, con noi dialogavano i vari personaggi del romanzo @pinocchio, @fataturkina, @grilloparl e tanti altri, era come se la scuola e noi tutti uscissimo  dalle mura e il mondo entrasse a scuola. Una sensazione inedita e stimolante. Una scuola che, anche in altri progetti e contesti, mi piace definire antropologica, “connessa” e che “connette” emozioni , conoscenze, competenze  ed esperienze.

Ho utilizzato il circle-time per invitarli alla lettura  e i banchi ad isole per una scrittura consapevole, condivisa  e partecipata. Abbiamo registrato file audio, dove il vincolo era di non sbagliare nella lettura, rispettando rigorosamente la  punteggiatura e utilizzando una certa enfasi. Ho utilizzato la tecnica del role-playing: drammatizzando le scene più divertenti e quelle più drammatiche, inventando anche rumori di sottofondo. Ecco il trailer dell’attività https://www.youtube.com/watch?v=zv_E29yiMB4

La metodologia adoperata non è banale né improvvisata. E tenendo conto che il retroterra culturale degli alunni di un Istituto professionale è in generale povero di stimoli, che pochi leggono narrativa per difficoltà di base pregresse (lettura/scrittura/comprensione), che non tutti dispongono di Internet a casa, i risultati sono stati  molto soddisfacenti. Da semplici consumatori digitali gli studenti con la twitteratura diventano produttori attivi di contenuti. I pochi caratteri a disposizione 140 li costringono a un lavoro di sintesi con la scelta minuziosa delle parole. Si educano i giovani a un uso critico dei social media, attraverso un modo nuovo di avvicinarsi ai libri cartacei, i ragazzi tornano ad apprezzare lettura e riscrittura creatività, confrontandosi con altre scuole, con esperti di scrittura  e altre realtà territoriali. Inoltre, leggere Pinocchio ha “scombussolato” un po’ tutti.  Nel romanzo abbiamo riscoperto una ricchezza emotiva molto particolare. In tanti momenti ci siamo soffermati a riflettere di noi stessi. La considerazione più nota è stata quella di ammettere che tutti mentono. La bugia è stata indiscussa protagonista e argomento di pagine di scrittura autobiografica.

I ragazzi si sono incontrati anche a casa per registrare file audio da riascoltare in classe. Si sono divertiti da matti!  Mi hanno raccontato che passavano ore per leggere e registrare un capitolo. Ma avevano passato ore insieme, cercando di modulare con i loro coetanei quegli stati d’animo negativi associati alla solitudine che l’uso non consapevole di smartphone, tablet e playstation  sempre più spesso  produce negli adolescenti. Tantissimi sono stati gli spunti di ricerca. Bellissimo e interessante spaziare tra mille sfumature che vanno dall’alimentazione povera, alla diversità, ai proverbi, ai modi di dire, ai toscanismi, agli arcaismi della lingua italiana alla povertà, emigrazione, fame, ecc. Attenzione particolare è stata data alla cucina del Gambero Rosso, e anche al famoso manuale di cucina di Pellegrino Artusi”.

Una nuova didattica sicuramente vincente e avvincente per ripensare e ricollocare la missione educativa della scuola nell’era del web attraverso la semplicità accattivante dell’apprendimento digitale. Un processo semplice affidato alle menti dei ragazzi che si attivano curiose per capire, al dito che pigia sul tasto tweet e invia per condividere in rete. Le difficoltà che incontrano i professori nuovi sono molte, le incomprensioni con i dirigenti scolastici tante. Ma lavorare con la twitteratura paga in termini di risultati scolastici. La lettura diventa attenta, approfondita, altrimenti l’operazione di destrutturazione e riscrittura del testo sarebbe impossibile. Si insegna la concentrazione, l’attenzione, la scoperta del testo e delle sue regole.

Dopo il successo di #TwPinocchio, che ha visto la partecipazione della classe @PrimaClasseD al Festival delle Generazioni (Roma – Università La Sapienza) il 27 febbraio scorso, Angela è ripartita con la nuova proposta di @TwLetteratura e di riscrittura de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Un altro “classico”, un altro esercizio di lettura, smontaggio e riscrittura in 140 caratteri, che si riconoscono dall’hashtag #PetitPrince/pv, online dal 2 al 28 marzo. Ancora la professoressa:

“Per questa ri-lettura ho preparato una lezione dal titolo “A scuola di Netiquette per blogs e social network”. Non vi dico l’audience! Stiamo sperimentando 140 caratteri con tautogrammi e il famoso haiku. Sto cercando di dare un carattere diverso alla didattica, attraverso un’analisi dei capitoli molto creativa e individuando temi, messaggi impliciti e riflessioni: riscritti e reinventati attraverso suggestioni: sogno, arcobaleno, svolgimento, passato remoto, i cinque sensi, esclamazioni, interrogatorio, botanico e soprattutto gastronomico. Un altro gioco-social da fare con gli studenti, per promuovere l’amore per l’arte della scrittura e lettura e per educarli a un uso positivo e critico dei social network, e della Rete in generale. Che dire? Ho ritrovato la gioia e l’entusiasmo di insegnare che nella scuola spesso, per svariati motivi, manca. Insomma, sento di aver fatto insieme agli studenti della @PrimaClasseD un passo per definire buona la scuola pubblica italiana.  Una qualificata esperienza di studio e di condivisione di buone pratiche per la ricerca d’interventi didattici innovativi e sperimentali per l‘insegnamento dell’Italiano, il tutto con un aggiornamento personale e autonomo”.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

2 commenti

  1. Pingback: A Siena la tweetteratura conquista gli studenti - cittadini di twitter

  2. Pingback: Con la #TwLetteratura a scuola si insegna anche la felicità - cittadini di twitter

Leave A Reply


*