Autore: LUCIA BIGOZZI

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Toscanissima. Giornalista per passione. Ventiquattro anni fa avevo due opzioni: o l’insegnamento (laurea in lettere classiche) o quella di chi mi diceva “Giornalista? Per carità, trovati un uomo ricco e sposalo". Ho scelto la mia di strada, controvento. Dal 1988 duri anni di gavetta, puro precariato, eppure preziosi perchè mi hanno fatto scuola. Prima sui campi di calcio di una piccola squadra di provincia per il Corriere dell'Umbria, poi undici anni nella redazione del tg di Teletruria (emittente televisiva di Arezzo). In quegli anni arrivò l'assunzione al quotidiano Il Corriere di Arezzo, l’esame a Roma per diventare giornalista professionista e di lì a poco la collaborazione con l'Ansa (per quattro anni corrispondente da Arezzo). Dopo l'esperienza televisiva e quando tutto sembrava andare storto, mi sono aperta una piccola agenzia di stampa fornendo notizie a radio, quotidiani e tv locali. Chiusa quella fase, ci fu la corrispondenza per Il Giornale della Toscana (dorso regionale de Il Giornale) e un anno dopo l'assunzione nella redazione del quotidiano di Firenze dove sono rimasta per dieci anni (dalla nera alla bianca), scalando piano piano i gradini della carriera professionale fino a diventare caposervizio del politico. Anni bellissimi durante i quali ho avuto l'opportunità di scrivere anche per il quotidiano nazionale. Infine nel 2009, il 'grande salto' a Roma con l'entusiasmo di rimettermi ancora una volta in gioco, ricominciando da me. Quattro anni alla redazione de L'Occidentale (vicecaporedattore), sempre a tu per tu con la 'politica-mon-amour', il desk e la gestione delle piattaforme web. Oggi, nella redazione del quotidiano online Intelligonews. Le mie parole-chiave: avanti, coraggio, tenacia, umiltà, obiettivo. Ultima “conquista”: Sommelier del vino!

Due “C”: cucina e cantina. Coordinate che scandiscono il tempo e lo spazio di Larissa e Mario. L’insegna del Larys Restaurant Rome racconta molto del loro feeling, nel lavoro e nella vita. Mestiere: ristoratori. Impegno e responsabilità che valgono il doppio ai tempi della crisi e nel tempo delle pizzerie al taglio a ogni angolo di strada o dei ristoranti più o meno stellati ma a ‘prezzi da street food’ (è lo specchietto per le allodole) . Non è facile tenere alta la bandiera del gusto, della cultura enogastronomica, delle radici che affondano nel terroir di un vitigno o nei…

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Due calici di Frascati Superiore e un tagliare di formaggi della migliore selezione laziale. Nemi, un pugno di case a strapiombo sul lago e sui colli che dominano Roma. Pomeriggio di un giorno di maggio: profumi nell’aria, colori ovunque. Conversazione sul vino e dintorni con Fabio Ciarla, giornalista, sommelier e blogger, protagonista di corsi sulla comunicazione social applicata al mondo del vino, ma sopratutto mente e anima di un nuovo modo di comunicare il vino e l’enograstronomia: si chiama Enoagricola e nella parola c’è tutta la passione di Fabio, coi piedi ben piantati sul terroir e il naso che affonda…

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In una mano il mestolo di legno, nell’altra lo smartphone. Accanto ai fornelli il tablet collegato al profilo Facebook. Il mestolo affonda nella pentola che fuma, un giro lento tra il ribollire di pesci, brodetto e spezie. Un gran profumo in tutta la cucina. Grembiule bianco, come i folti capelli che raccontano di una passione sedimentata negli antichi saperi, nella tradizione enogastronomica millenaria. Cibo e vino come un comandamento, come una religione. Fin da piccolo, quando osservava la mamma fare il pane in casa: “La mattina mi alzavo presto, mettevo una cassetta di legno per la frutta sotto i piedi…

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Nel sole che sorge c’è il simbolo di una filosofia e una storia antichissima.  Vino dai vigneti popickych alla corte di Maria Teresa d’Austria, imperatrice del Sacro Romano Impero, regina di Boemia, Croazia e Slavonia. Ma le radici delle barbatelle di Pàlava, vitigno autoctono della Moravia, regione meridionale della Repubblica Ceca, a pochi chilometri dal confine austriaco, sono ancora più profonde: tredicesimo secolo, come attesta un documento che narra di colline vestite a vigne che affacciano sul respiro dolce e lento di un lago. Luogo d’incanto, quaranta ettari vitati dove l’azienda Sonberk cura e vinifica bianchi dai profumi intensi, in…

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Nel suo vino c’è la forza del vulcano, il profumo della brezza del mare e quello, inebriante, delle ginestre che vestono l’Etna. A Linguaglossa lo chiamano la Montagna, declinazione al femminile con il rispetto e l’amore che si deve a una madre. Perchè la Montagna per gli etnei è tanto, tutto. La Montagna  “ti dà molto e un po’ ti toglie” spiega Rocco Trefiletti che su fianchi dell’Enta ha due ettari e mezzo di vigne e fa Etna Bianco, Etna Rosso e Syrah: vitigni autoctoni, è la regola di casa Aìtala. Carricante (60 per cento), Cattarratto (40 per cento) e…

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Un tam tam sui social network si trasforma in evento. Arte, vino e cucina: mix d’èlite sotto un cielo di stelle, tra le guglie e i giochi di architettura liberty del quartiere Coppedè, cuore di Roma. Location: Spazio Cima. Avanguardia, scoperta, artisti emergenti selezionati da una scouting di classe che usa i social come la chiave per entrare nel mondo della bellezza: Roberta Cima. Vini dal mondo: dall’Austria con un Riesling Mosella (Ring) dai profumi intensi, Shyrah del Sudafrica (Alle Bleue)  dai sentori di ciliegia matura e note di salmastro. E ancora: Franciacorta (Barone Pizzini): un tuffo nelle bollicine dal…

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Il racconto del Vinitaly sull’autostrada dei social network. Tweet, Facebook, Instagram per comunicare le immagini e le sensazioni della grande kermesse del vino, quest’anno la kermesse dei record. Da Verona al mondo. Gianluca Minutolo, patron di Enologicamente, cammina tra gli stand, saluta gli amici viticoltori, scartabella contratti: tutto in tempo reale e on line. Tra un selfie sui vini più amati e quelli da ‘conquistare’ a uno dei tantissimi eventi che fanno da cornice alla manifestazione, Gianluca è come una “molla”. Enologicamente è un esempio di come fare ‘impresa’ tra i piccoli produttori, aziende micro e medie, spesso guidate da…

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Foto, racconto, click. Social network come il buongiorno alla compagna di vita, come il caffè: indispensabili. Il grande camino dove le fiamme ‘giocano’ sui ciocchi di legna è il canovaccio della storia che ogni giorno Luca La Paglia scrive nel suo “regno”. Trattoria del Fosso, Roma Nord, Olgiata. Ogni giorno diverso dall’altro. La sera, quando l’ultimo cliente se ne va, scatta il briefing per il domani. Luca e lo chef Umberto Arcioni, allievo di Gualtiero Marchesi: soli; silenzio intorno, un calice di vino tra le mani e le idee prendono forma. Menù con le materie prime di stagione e del…

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I capelli bianchi di Alberto sono le radici delle barbatelle di Sangiovese. Gli occhi di Tommaso, colore del mare, sono lo sguardo aperto sulle colline che come le onde, seguono il movimento lento dei dolci pendii toscani: un mare di viti e olivi. Quarantacinque ettari, di cui trenta vitati. Tenuta Il Sosso, a Lucignano, borgo medievale di rara bellezza che segna il confine tra le province di Arezzo e Siena. Qui tutto è slow come lo scorrere del tempo: il vento pettina le vigne e gioca tra i filari, il sole accende i colori di una campagna che per la…

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Trazzèra in siciliano è la stradina di campagna, sterrata, bianca, polverosa. Segna le vigne, si inerpica su e giù per le colline, corre al mare. La Trazzèra è Social e gli Amici della Trazzèra il gruppo del rendez vous a Trastevere, nel core de Roma. Da qui si sente il mare di Menfi. Il vento carico di salmastro e macchia mediterranea è Marilena Barbera, “vulcanica” vignaiola per scelta. Cantine Barbera il suo “regno”, i Social la sua strada aperta sul mondo. Con un click Marilena ha ‘acceso’ la Rete e organizzato l’evento romano. Location: il ristorante La Scala. Mauro Gallinelli…

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