La comunicazione trasparente: vaccini tra web e social network

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di Gianmario Piredda (@mandeville62 ‏)

In Italia circa il 70% dei genitori naviga sulla rete in molti casi anche per ricercare informazioni sanitarie, la ricerca on line è più semplice e veloce rispetto a quella effettuata in modo tradizionale con la lettura di riviste o consultando il proprio medico. La rete cambia il modo di fruire le informazioni e in particolare di quelle a contenuto sanitario, molti utilizzatori di internet le ritengono attendibili, ma la possibilità di trovare informazioni non veritiere è molto alta. Ad esempio nel caso delle vaccinazioni è necessario che l’informazione sia autorevole e veritiera, che riporti dati oggettivi prodotti con un metodo valido scientificamente. Se si digita su google.it la parola vaccino, i primi 10 siti trovati sono tutti a favore dei vaccini, idem se si utilizza il termine vaccinazione e immunizzazione, ma se si ricerca la parola su Youtube, tra i primi 7 risultati 4 sono contro le vaccinazioni e 3 favorevoli.

Il tema delle vaccinazioni è molto importante dibattuto anche nei social network e nei blog, soprattutto da mamme che si scambiano informazioni sulle vaccinazioni rivolgendo domande agli esperti. Il propagarsi del pensiero che sono considerate inutili e dannose provoca una certa diffidenza, e spinge a sentire più pareri per cercare di far chiarezza sull’argomento, grazie anche a forum che permettono di creare una rete di contatti aggregando queste informazioni. La vera partita però si gioca su Twitter e Facebook  (la pagina “Consigli da mamma a mamma” conta oggi oltre 18 mila membri, e la nascita della pagina IoVaccino che ad oggi conta quasi 39 mila like) cercando di combattere la disinformazione e supportare le famiglie in ambito vaccinale. Il 48,6% dei genitori richiede informazioni sulle vaccinazioni e i loro effetti, e numerosi siti istituzionali presenti nelle piattaforme social, rispondono fornendo notizie sia sui i benefici che sui rischi che comportano.

Nei social network, in questo caso Facebook, le notizie circolano con una forza e rapidità tali che spesso anche una sola affermazione espressa in un post può aprire un grande dibattito collettivo, com’è capitato a Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook) in occasione della vaccinazione di sua figlia, ottenendo più di due milioni di like con sessantamila commenti! Contrastanti i pareri in merito agli effetti che i vaccini hanno sulla salute dei bambini, ma per non imbattersi in informazioni non veritiere, occorre affidarsi alle fonti ufficiali come il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, o l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che adottano un linguaggio chiaro e comprensibile. Un altro obiettivo importante è favorire l’autonomia decisionale, affinché l’adesione alle vaccinazioni sia volontaria e limiti il più possibile gli allarmismi.

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