Autography, la App che salva i monumenti dai graffiti

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E’ dal mondo della cultura, e più in particolare dal settore museale, che stanno arrivando le proposte più fresche e creative di nuova comunicazione. L’obiettivo è spesso coniugare promozione e informazione a gestione delle risorse e a coinvolgimento reale del pubblico, con risultati anche nel breve periodo.

Oggi vi racconto com’è nata l’idea di  Autography, la App del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze che trasforma il vandalismo del mondo reale contro i monumenti in segni del mondo digitale.    aut2

Ne ho parlato con Alice Filipponi, la giovane e preparatissima responsabile della comunicazione, edutainment & new media dell’Opera, che gestisce il Grande Museo del Duomo: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore con la Cupola del Brunelleschi e la Cripta di Santa Reparata, il Museo dell’Opera, il Battistero di San Giovanni e il di Campanile di Giotto, visitabili con un unico biglietto valido 48 ore.

Com’è nata l’idea del progetto Autography? – Gli interni del Campanile di Giotto versavano in condizioni di degrado e sporcizia, deturpati da scritte, graffiti, lesioni sui muri, scagliature delle pietre, muffe e guano. All’inizio della scorsa estate abbiamo effettuato il sopralluogo per programmare la ripulitura e il restauro e per la prima volta nella storia del monumento avremmo effettuato un vero e proprio intervento di rimozione dei segni non storicizzati presenti sui vari tipi di supporto: marmo, pietra, laterizio, bronzo, ferro, intonaco e legno.aut3

Per portare a compimento il ripristino sono stati necessari tre mesi di lavoro e la competenza dello staff di nove restauratori. Ci siamo interrogati dunque sulla possibilità di proteggere l’immenso patrimonio monumentale dell’Opera e allo stesso tempo ricercare un dialogo con i visitatori e dare sfogo al desiderio di dire “io c’ero!”. La salvaguardia passa soprattutto dalla prevenzione e dalla sensibilizzazione, mentre abbiamo notato che i divieti vengono disattesi. Ecco l’idea che ha portato alla creazione di Autography, una App molto semplice che trasferisce sul piano virtuale quell’impulso che porta a imbrattare ed offendere il nostro patrimonio artistico. Dopo il restauro del Campanile, terminato a dicembre 2015, abbiamo messo in cantiere la App. Autography è il primo progetto di sensibilizzazione contro i graffiti che promuove i graffiti stessi, ma in una dimensione altra, quella del digitale.

Ma come funziona Autography?I visitatori sono invitati a lasciare il proprio graffito su superficie digitale in una delle tre postazioni con tablet appositamente messi a disposizione dei visitatori all’interno del Campanile di Giotto, al primo, terzo e quarto livello.

Per scrivere e disegnare è possibile scegliere la superficie (marmo, intonaco, bronzo, legno o pietra), lo strumento (pennarello, rossetto, taglierino, chiavi, spray o matita) e tra sette colori.

In questo modo il desiderio di “lasciar il segno” della propria visita non viene represso e può anzi esprimersi liberamente, non solo senza arrecare offesa e danni, ma con la certezza di non scomparire rimosso da restauri, da ora in poi immediati, e con la prospettiva di poter essere pubblicato sul portale appositamente creato dall’Opera; i più belli inoltre saranno stampati e rilegati in un libro firma che sarà pubblicato annualmente, quindi un documento destinato a durare nei secoli come tutti i documenti dell’Archivio storico del Museo.aut4

Continua Alice – L’idea è molto semplice, così come il funzionamento stesso della App; dopo aver lasciato il messaggio, chiediamo nome, indirizzo email e accettazione delle condizioni, mentre la data viene registrata automaticamente. Vengono approvati e pubblicati sul sito tutti i graffiti realizzati, eccetto quelli che contengono offese, materiale oltraggioso o giudicato non appropriato. Effettuo l’operazione di filtraggio ogni sera, e nonostante nelle prime cinque settimane siano arrivati quasi 2000 graffiti, questo comporta un piccolo impegno di circa mezz’ora.

I visitatori possono poi rivedere sul sito web il proprio messaggio, metterci un like, e condividerlo sui social network: sono già presenti i bottoni automatizzati per Facebook, Twitter, Google+ e Pinterest.

Davvero tutto molto semplice, attraverso una piattaforma digitale ben curata graficamente e responsive. Così impostato, il progetto consente l’implementazione in tempo reale di un database che permette statistiche sui visitatori (es. nazionalità) e l’arricchimento dell’indirizzario per fini informativi e promozionali (es. newsletter).

L’Opera di Santa Maria del Fiore ha in cantiere nuovi progetti: nel mese di maggio sarà completato il restauro della campana, che avviene in loco (è appoggiata al terzo livello) e dunque sotto gli occhi dei visitatori; dopo, attraverso Autograph, sarà possibile “scrivere” anche su questo pezzo del Campanile. A seguire inizieranno i sopralluoghi e il conseguente restauro della salita al Cupolone, e dunque nuovi postazioni con la App, per lasciare un segno digitalmente tangibile del proprio passaggio su quello che è l’emblema stesso della fiorentinità.

L’Opera di Santa Maria del Fiore è social!

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FRANCESCA CECCONI

Co-fondatrice cittadiniditwitter.it Social media strategist - teams coordinator / Copywriting e content editor / Formazione - Digital coach / PR e management eventi

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