Il ruolo del Social Media Manager negli Enti Pubblici

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Se nell’ambito privato il ruolo del Social Media Manager da alcuni anni viene considerato un lavoro a tutti gli effetti, nell’ambito pubblico non si può dire la stessa cosa. Lo scenario italiano è piuttosto vario: si passa da enti in cui è presente un ufficio stampa con al suo interno un addetto alla gestione dei canali social, ad enti in cui il personale si deve ritagliare pochi minuti al giorno per condividere le notizie, o addirittura farlo al di fuori del tempo lavoro, per pura passione.

Ma vediamo cosa dice la legislazione italiana in merito. L’ultimo documento ufficiale, risalente al 2011, è il Vademecum per la Pubblica Amministrazione e social media curato da Formez PA. Obiettivo del Vademecum è approfondire le modalità con le quali i social media possono essere utilizzati dalla PA per migliorare la comunicazione e il contatto diretto con i cittadini.

In realtà in Italia non è ancora prevista per legge all’interno di ogni Ente la figura del Social Media Manager. Anzi spesso si confondono, soprattutto nei Comuni, la gestione istituzionale (che dà notizie neutrali riferite all’Ente) e quella politica (legata invece alle figure politiche degli Amministratori).

Spesso il Social Media Manager negli Enti Pubblici è legato alla figura dell’addetto stampa, se non speculare ad esso; si pensa quindi che debba essere per forza un giornalista iscritto all’albo. In realtà è un professionista con caratteristiche particolari: oltre a padroneggiare perfettamente i canali social e mantenersi costantemente aggiornato deve conoscere bene la struttura del suo Ente per dare le informazioni corrette, deve saper comunicare le notizie in modo corretto, istituzionale e nello stesso tempo non ingessato. È una persona che deve saper gestire una situazione di crisi e mantenere il controllo, deve conoscere gli strumenti del mestiere e avere conoscenze, seppur minime, di grafica e programmazione.

Un’altra riflessione necessaria è quella legata alla tipologia di contratto e al monte orario di queste nuove figure in ambito pubblico. Sicuramente il tempo lavoro di un Social Media Manager per la Pubblica Amministrazione è un tempo lavoro diverso rispetto a quello dei suoi colleghi che lavorano per esempio in un ufficio di segreteria o ragioneria, se vogliamo fare l’esempio dei Comuni. Si tratta di un dipendente “anomalo” che per la natura stessa del suo lavoro deve essere sempre reperibile per poter rispondere velocemente a domande degli utenti: pensiamo, per assurdo, a chi gestisce le pagine social di un Comune colpito da una calamità naturale o anche solo da una nevicata improvvisa che ha causato la chiusura delle scuole. Non è pensabile rispondere dopo un giorno a richieste d’aiuto dei cittadini, o dare informazioni ufficiali in ritardo. Un’amministrazione efficiente deve far sì che la risposta sia immediata, e che arrivi in tempo utile per il cittadino. Come fare, quindi? Una risposta univoca ad oggi non c’è. Alcuni scelgono di far gestire i canali social internamente, e specificare gli orari in cui è possibile contattare la redazione; altre amministrazioni affidano la comunicazione social a collaboratori esterni, che vengono inseriti in organico con contratti di collaborazione temporanei, di solito legati al mandato amministrativo di un candidato politico. Altri ancora – la Regione Emilia Romagna, la Regione Marche – hanno uno staff dedicato.

Probabilmente in futuro si cercherà di stabilizzare a livello normativo queste figure e di prevederne la presenza in ogni Ente, proprio come ora si prevede una persona al centralino che risponde al telefono e che smista nei vari uffici l’utente che si presenta all’entrata e chiede informazioni. Come in ambito privato le aziende si stanno attrezzando per affiancare un custode service “social” a quello classico, probabilmente così farà la Pubblica Amministrazione.

Cosa dobbiamo aspettarci? Corsi di formazione per dipendenti pubblici che dovranno imparare a gestire i canali social del proprio ente, tenuti da professionisti del settore; una normativa ad hoc che regolamenta il ruolo dei Social Media Manager per le amministrazioni pubbliche e che preveda un tempo lavoro elastico; concorsi o meglio selezioni pubbliche tramite curricula e colloqui per la selezione di queste figure; ed eventualmente un albo di professionisti del settore.

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About Author

ROBERTA ABBATANGELO

Classe 1985, lodigiana di nascita ma piacentina d'adozione. Una laurea in Lettere Moderne, un master in Digitalizzazione dei beni culturali, un paio di corsi in comunicazione per gli Enti Pubblici e mille progetti culturali in testa. Dal 2009 sono la responsabile della comunicazione e dei social media per un museo pubblico dell'Emilia Romagna (sì, è un lavoro bellissimo!). Quando non sono sui social mi piace guardare le serie tv, fare trekking, viaggiare e ovviamente visitare mostre.

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