Il crowdfunding e l’esperienza di Genova

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Si parla sempre più spesso di crowdfunding, lo strumento per finanziare non solo attività imprenditoriali in fase di start up ma anche l’imprenditorialità sociale e cooperativa, nonché le idee, i progetti e le iniziative promosse sia dai cittadini sia dalla Pubblica Amministrazione.

I progetti realizzati attraverso il ‘finanziamento della folla’ sono di qualsiasi natura e budget, e spaziano dall’arte, alla scienza, passando per la formazione, l’hightech, il sociale, l’editoria.

Ma c’è di più nel Crowdfunding oltre alla possibilità di realizzare singoli progetti destinati alla creazione di un bene, la riqualificazione di un luogo o la produzione di un servizio per la collettività: si possono davvero creare i presupposti per la crescita e il supporto a ecosistemi di cultura e creatività diffusa.

Tuttavia, la Pubblica Amministrazione è ancora lontana dall’avere strumenti organizzativi ed amministrativi consolidati per poter gestire il crowdfunding, ed è per questo che è fondamentale sperimentare e provare ad affrontare il tema in qualche forma.

In questo numero di Caffè Digitale andiamo a Genova, a parlare con Walter Vassallo, esperto di crowdfunding e autore del libro ‘Crowdfunding nell’era della conoscenza’, FrancoAngeli editore per vedere come in questa città si stiano creando i presupposti per la nascita di azioni di crowdfunding e alfabetizzazione digitale, attraverso la predisposizione di una “piazza digitale” in cui scambiare idee e proposte di buon utilizzo della cosa pubblica. Walter Vassallo, ci parla di crowdfunding e di una bella iniziativa a Genova: Copia di cr2

Walter, raccontaci qual è il tuo punto di vista sul crowdfunding.

E’ il futuro. E’ un’opportunità di espressione che tutti possono avere, finalmente. Nel crowdfunding tutti sono uguali: vince creatività, ingegno, passione, dedizione, merito, voglia di mettersi in gioco e contribuire. Non è come chiedere soldi in banca, dove sicuramente non sempre una buona idea o progetto puo’ trovare ascolto, e allora finisce che rimane in un cassetto. Con il crowdfunding si possono aprire i cassetti dove abbiamo riposto sogni, idee e progetti e tentare di realizzarli.

Il crowdfunding è in primis capitale sociale. E’ lo strumento per finanziare non solo attività imprenditoriali in fase di start up ma anche l‘imprenditorialità sociale e cooperativa, nonché le idee, i progetti e le iniziative promosse sia dai cittadini sia dalla Pubblica Amministrazione.

Un dato emerge tra tutti: il crowdfunding puo’ rappresentare la spinta iniziale per crescere, per dare un’opportunità di espressione, a tutti. Ed è per questo che l’obiettivo ultimo e più elevato diventa quello di sensibilizzare verso questo fenomeno, che potrà creare lavoro, occupazione, partecipazione, inclusione sociale. Un fenomeno che trae la sua forza dal capitale sociale, ovvero noi.

L’oggetto di tutto siamo noi e non le tecnologie, non Internet. È la massa critica delle persone che utilizzano in modo consapevole le risorse che il mondo oggi sa offrire alla base di un nuovo futuro. Non sono le tecnologie non è Internet ma l’uso che ne sappiamo fare che rappresenta conoscenza condivisa, che, oltre a essere una base per favorire la partecipazione, è il fattore primario di sviluppo, assieme di crescita e inclusione sociale.

Lo stesso capitale sociale con il crowdfunding potrà  validare un progetto, supportarlo finanziandolo e beneficiare dei risultati creati.

Il libro che ho scritto, ‘Crowdfunding nell’era della conoscenza. Chiunque può realizzare un progetto. Il futuro è oggi’ ed. Francoangeli, spiega proprio questo e l’ho scritto con l’intenzione di condividere con gli altri una visione del futuro che presto sarà realtà.

Cos’ha fatto il Comune di Genova per promuovere l’uso partecipato di fondi pubblici?

La PA è ancora lontana dall’uso partecipativo di fondi pubbblici. Serve creare cultura e sensibilizzazione. Molte persone oggi non sanno neppure cosa sia il crowdfunding. A Genova abbiamo provato a sensibilizzare sul tema e i risultati sono stati importanti. Nel progetto civico Partecip@  promosso dall’Associazione OpenGenova e dal Municipio Centro-Est del Comune di Genova, i cittadini sono stati invitati dal Municipio a presentare progetti aventi per oggetto interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione di spazi pubblici e/o edifici comunali in modalità wiki, cioè condividendoli su piattaforma online con la possibilità di essere supportati da Tutor messi a disposizione dal Municipio stesso o da altri partecipanti.

La scelta dei progetti e la conseguente graduatoria è stata subordinata alle preferenze dei cittadini che hanno potuto esprimere la loro opzione con un ‘like’, contribuendo così alle decisioni del Municipio di Genova. La logica non è diversa da quella del crowdfunding, dove i founders contribuiscono con un obolo e solo i progetti che piacciono di più riescono ad essere finanziati. Qui i founders hanno contribuito con un like perchè il budget necessario per la realizzazione dei progetti scelti dalla ‘crowd’ era già reso disponibile dalla PA, ovvero dai contribuenti. Un budget di 28 mila euro che sarà speso per realizzare i primi 5 interventi “più votati”. Ma la graduatoria che ne deriverà, resterà valida per tutto il ciclo amministrativo, con la speranza che le poste di bilancio per le vecchie circoscrizioni diventino un po’ più cospicue e si possano realizzare in futuro nuovi progetti partecipati.

Ed è cosi che Partecip@ è diventato un primo passo concreto nella direzione della partecipazione e della cittadinanza attiva per la cura dei beni comuni e per la tutela del territorio. L’iniziativa che voleva essere un pilot è stata un grande successo di partecipazione, con una trentina di progetti presentati e migliaia di voti. Il progetto Partecip@ si è anche recentemente aggiudicato il premio E-GOV 2014 di Maggioli.

Il sistema abilitante questo scambio di idee è stata la piattaforma collaborativa Open Genova, che dà visibilità e rende attrattive le idee, le persone e le imprese che hanno voglia d’innovare e di mettersi in gioco sul territorio. All’interno della community si sviluppano laboratori progettuali, ovvero gruppi tematici su argomenti eterogenei che spaziano dalla riqualificazione degli spazi pubblici, alla mobilità sostenibile. OpenGenova sta portando avanti interessanti iniziative e progetti insieme alla PA che sicuramete possono essere gemmati in altri contesti territoriali.Copia di cr3

Quali opzioni avrebbe un ente locale per poter utilizzare lo strumento del crowdfunding per sviluppare un nuovo progetto di innovazione?

Un ente locale ha le stesse opzioni di un qualsiasi altro soggetto. Poi dipende dal tipo di progetto. Un progetto di innovazione civico potrebbe essere realizzato attraverso il reward base, ad esempio, dando alla cittadinanza delle ricompense in rapporto al contribuito fornito. Facciamo un esempio: nella cittadina inglese di Mansfield nel 2012 sono state raccolte 37 mila sterline per finanziare la costruzione di un wi-fi hotspot in città.

E come potrebbe un ente utilizzare il crowdfunding per mantenere e gestire a regime una iniziativa di innovazione già realizzata in un precedente progetto?

Credo che in questo caso sarebbe meglio che la PA costituisse una piattaforma di crowdfunding per la gestione e mantenimento del progetto (a prescindere dall’oggetto) precedentemente creato. In questo caso il soggetto atto alla gestione potrebbe creare progetti ad hoc per mantenere alta la partecipazione ed attenzione verso il tema del precedente progetto, attraverso il lancio di iniziative in liason con le esigenze della cittadinanza. Facciamo un esempio: un certo Comune attraverso il crowdfunding è riuscito a ristrutturare e riaprire al pubblico un Palazzo storico. Questo rapresenta il progetto precedente. Il nuovo obiettivo è quello di mantenere e gestire a regime l’iniziativa precedente, ovvero mantenere aperto il Palazzo e garantirne la sostenibilità economica, attraverso il crowdfunding. Bene, un soggetto creato ad hoc, in totale trasparenza potrebbe essere preposto a questo e attraverso il crowdfunding non solo mantenere a regime l’iniziativa precedente, ma dare sempre più valore aggiunto al bene pubblico lanciando ad esempio iniziative per ripotare un opera nel Palazzo (lo ha fatto Palazzo Madama a Torino), creare un evento al’interno del Palazzo, ristrutturare una tela esposta, e qualsiasi altro progetto che possa essere sentito dalla cittadinanza che sarà chiamata a contribuire e che potrà in seguito beneficiare degli obiettivi e risultati raggiunti. E’ questa la chiave di volta! Un cittadino partecipa se gli si da la possibilità di esprimersi e contribuisce se si rende conto che sarà premiato e potrà usufruire del bene o servizio realizzato in totale trasparenza grazie al suo contributo.

E questo dovrebbe essere fatto sempre dalla PA! Purtroppo non è così e i risultati sono evidenti: molti progetti realizzati dalla PA, siano essi beni, infrastrutture o servizi sono inutili, altri non rispecchiano le esigenze della collettività, altri ancora hanno vita breve perchè dopo che vengono creati non si sanno gestire. Inoltre la partecipazione è bassa, come lo è la fiducia dei cittadini verso i soggetti pubblici. Tutto questo puo’ essere rivoluzionato con il crowdfunding.

Come potremo far convivere il crowdfunding con altre linee di finanziamento che, specie quelle europee, hanno spesso vincoli stringenti sulla partecipazione di terzi alla gestione dei prodotti derivanti dai progetti finanziati?

Il crowdfunding rappresenta un altro veicolo per poter raccogliere fondi, ma soprattutto per testare un’idea o un progetto con il mercato senza correre troppi rischi. Chi usa il crowdfunding per supportare un’idea, un progetto, un sogno nel cassetto non dovrebbe escludere altri canali per il finanziamento. Il crowdfunding puo’ essere utile soprattutto nella fase iniziale per dare la spinta per poter crescere. E’ più difficile realizzare un’idea attraverso fondi europei, i bandi europei hanno tempistiche lunghe, mentre i finanziamenti erogati dalle banche richiedono garanzie maggiori, che non tutti posssono permettersi, nonché ritorno di capitale ed interessi, con conseguente maggior rischio per il promotore del progetto.

Il fenomeno crowdfunding è talmente rilevante (735 milioni di euro raccolti in Europa nel 2012 e un bilione di euro nel 2013) che anche la Commissione Europea ha pubblicato il 27 marzo 2014 la ‘”Comunicazione sul potenziale del crowdfunding nell’Unione”, COM europea (2014) 172 def

 

BIO

Walter Vassallo economista con vasta esperienza di policy e ricerca a livello europeo nelle aree del trasporto e politiche energetiche, delle smart city, dell’ambiente e della green economy, delle nuove tecnologie e dell’innovazione.

Coordinatore di progetti europei, ha svolto incarichi per soggetti pubblici e privati per l’implementazione di politiche pubbliche e lo sviluppo del settore privato.

Autore di pubblicazioni, svolge seminari e corsi.

Collabora con il Centro Italiano di Eccellenza per la Logistica Integrata dell’Università di Genova, è membro del Working Group ‘Smart City’ dell’Università Bocconi.

E’ impegnato nell’arte della scoperta per sfidare il pensiero corrente, spingere l’immaginazione e creare il futuro.

Il suo lavoro non è limitato ai progressi della tecnologia, bensì ad una visione più ampia che riguarda l’analisi del futuro che si traduce in opportunità da condividere con gli altri per rivoluzionare il nostro modo di pensare al futuro, per migliorare ed essere protagonisti attivi di un cambiamento sostenibile.

Walter Vassallo ci spiega il crowdfunding ed il suo libro (‘Crowdfunding nell’era della conoscenza. Chiunque può realizzare un progetto. Il futuro è oggi’ Francoangeli http://www.waltervassallo.it/2014/05/23/crowdfunding-era-conoscenza) qui:

https://www.youtube.com/watch?v=m7c6cQmigEc&feature=youtu.be

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About Author

GIANLUCA VANNUCCINI

Ingegnere elettronico, dal 1999 al 2003 si occupa di ricerca e formazione, per Università ed Aziende di TLC nazionali, su reti IP di comunicazioni wireless ed ottiche. Nel 2002, presso gli IBM Zurich Research Laboratories, lavora allo standard per la qualità del servizio nelle reti WiFi (IEEE 802.11e), e nel 2003 è dottore di ricerca in Telematica e Società dell'Informazione all'Università degli Studi di Firenze. Da allora si occupa di innovazione nella Pubblica Amministrazione: eGovernment, data quality, open data, mobile government, app e e sistemi smart per il turismo ed i cittadini. E' autore di oltre venti pubblicazioni scientifiche e di settore, su riviste e conferenze internazionali e nazionali.

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