Open data, il monitoraggio del bacino Fiume Arno

0

Ancora una volta raccontiamo di una storia di buona innovazione sul territorio, legata stavolta ai dati di monitoraggio del bacino del Fiume Arno, e anche in questo caso abbiamo una congiunzione astrale di persone giuste nel posto giusto e nel momento giusto, che hanno prodotto servizi utili ai cittadini e, in particolare, alla prevenzione da rischio idrogeologico a Firenze e dintorni.

Rispetto al patrimonio informativo pubblico, i dati derivanti dal monitoraggio del territorio da un lato rappresentano gli elementi informativi più “maturi”, che spesso e volentieri erano già pubblicati sul Web anche prima dell’ondata degli Open Data, e dall’altro risultano ancora oggi tra i dati più richiesti e scaricati sia dai professionisti del settore che da chi vuole esplorare in modo completo la propria città ed il proprio territorio.

Bernardo Mazzanti, dirigente dei Sistemi Informativi dell’Autorità di Bacino Fiume Arno a Firenze, lavora da tanti anni nella cura ed apertura dei dati pubblici trattati dalla sua Amministrazione, e ci racconta il suo punto di vista di veterano sia del mondo dei dati GIS che dei dati aperti sul territorio.

Bernardo, l’Autorità di Bacino del Fiume Arno ha attivato il suo portale Open Data da molto tempo, in anticipo rispetto all’ondata di iniziative e di norme che poi hanno spinto verso l’apertura in tutta Italia: quanto è stato difficile aprire i dati nel tuo Ente?

“Non è stato difficile. Anche perché fin dall’inizio della sua attività (1990) l’Autorità di Bacino del Fiume Arno ha perseguito una politica di trasparenza e di apertura verso l’utenza, molto in anticipo sui tempi. Probabilmente grazie alla sua natura “ibrida” e assolutamente innovativa nel panorama istituzionale italiano, l’Autorità di bacino ha goduto di una autonomia, per esempio dagli apparati centrali, che per questi aspetti ha portato ad indubbi benefici”.
BacinoFiumeArno2

 Seppur dislocata a Firenze, l’Autorità appartiene comunque ad una PA  centrale, quali sono stati a tuo avviso gli accorgimenti più efficaci, tecnici  relazionali o organizzativi, per poter procedere speditamente ad aprire i  propri dati superando la burocrazia?

La catena decisionale tra vertice e chi deve applicare in pratica la scelta (di liberare  i dati) era (ed è) molto breve, e una volta scelta la strada “open”, questa è stata  percorsa senza troppi se o ma… Da un punto di vista tecnico, ritengo che ci siano tre  scelte fondamentali: il coinvolgimento diretto e profondo del personale interno, che  deve avere gli strumenti per gestire quotidianamente ed autonomamente le basi dati  e i relativi cataloghi; la scelta di strumenti “open source” per sganciarsi dai vincoli di flussi di finanziamento alti, non sostenibili; l’impegno a non subire il rispetto degli standard (per esempio dei metadati) come un vincolo o un compito da adempiere con noia, bensì come un’opportunità per organizzare al meglio le proprie informazioni, facendo uno sforzo per adattare la propria organizzazione a tali standard. In altre parole: da noi i metadati si utilizzano anche internamente per scambiarsi le informazioni sui dati, per comunicare ai colleghi dove possono trovare lo strato X o Y, quando è stato aggiornato, eccetera. Se li usi, li mantieni; se li mantieni, anche altri li useranno…”

BacinoFiumeArno3

Dal tuo punto di vista, di “data opener della prima ora”, qual è stata l’utilità che tu hai percepito nei cittadini dei dati che avete aperto?

Noi abbiamo a che fare con una platea relativamente ristretta di tecnici. Ma anche in questa “nicchia”, sapere che alcuni utenti basano la loro attività regolare sulla possibilità di accedere liberamente ai nostri dati, ci rende molto orgogliosi. In particolare, per la predisposizione di pratiche anche nei confronti di amministrazioni terze, per la progettazione, o addirittura per la creazione di app dedicate alle attività di protezione civile (facendo riferimento alle aree a pericolosità idraulica)”.

Quali sono le prossime iniziative che ti piacerebbe avviare in questo contesto?

Senza dubbio la frontiera dei Linked Open Data è una sfida, molto intrigante e non banale. Inoltre, vogliamo proseguire la bella esperienza che ci vede coinvolti con Provincia di Prato, di Firenze e di Pistoia (quindi, diciamo già con l’Area Metropolitana) nel progetto “opendatanetwork” per la creazione “dal basso” di un’infrastruttura dati territoriale a rete, mettendo a disposizione le nostre competenze e confrontando con i partner i nostri dati e metadati per un continuo miglioramento della qualità e per una vocazione alla sussidiarietà, che personalmente trovo essere la vera virtù intrinseca, il grande valore aggiunto della Pubblica Amministrazione”.

 

http://www.adbarno.it/opendata/

BernardoMazzanti_BacinoFiumeArno Bernardo Mazzanti, Ingegnere Civile e Dottore di Ricerca in “Metodi e Tecnologie per il Monitoraggio  Ambientale”, ha lavorato come funzionario prima presso l’Ufficio Idrografico e Mareografico di Pisa, struttura  periferica dei Servizi Tecnici Nazionali sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi, dal 2002, presso la  Regione Toscana. Nel 2006 gli viene affidato l’incarico di responsabile del Settore “Servizio Informativo  Territoriale e Centro Documentazione” dell’Autorità di bacino del fiume Arno. Autore di numerose pubblicazioni  in materia di idrologia e sistemi di monitoraggio, ha inoltre svolto e svolge occasionalmente docenze universitarie  presso l’Ateneo fiorentino e attività formativa per strutture di Protezione Civile.

 

 

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

GIANLUCA VANNUCCINI

Ingegnere elettronico, dal 1999 al 2003 si occupa di ricerca e formazione, per Università ed Aziende di TLC nazionali, su reti IP di comunicazioni wireless ed ottiche. Nel 2002, presso gli IBM Zurich Research Laboratories, lavora allo standard per la qualità del servizio nelle reti WiFi (IEEE 802.11e), e nel 2003 è dottore di ricerca in Telematica e Società dell'Informazione all'Università degli Studi di Firenze. Da allora si occupa di innovazione nella Pubblica Amministrazione: eGovernment, data quality, open data, mobile government, app e e sistemi smart per il turismo ed i cittadini. E' autore di oltre venti pubblicazioni scientifiche e di settore, su riviste e conferenze internazionali e nazionali.

Leave A Reply


*