Firenze Sound Map: condivisione degli Open Data sul territorio

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Possiamo vedere gli Open Data come una rappresentazione del patrimonio informativo pubblico che, a sua volta, è prodotto dalla Pubblica Amministrazione. Ma chi l’ha detto che un singolo, o un’associazione, o un ricercatore, non possa produrre un dato sul territorio che possa essere catalogato come di “pubblica utilità”?

Raccontare l’esperimento “Firenze Sound Map” per gli Open Data di Firenze vuol dire proprio questo: gli Open Data di una città possono essere letti anche come uno strumento tramite il quale divulgare contenuti sul territorio che poi possono risultare utili ad altri, prodotti essi stessi da cittadini o ricercatori appassionati. Con un termine più tecnico si parla di “user-generated content”, ed è uno dei temi caldi dei diversi progetti europei in costruzione in questo periodo, sotto l’ombrello Horizon2020.

Riuscire a valorizzare i contenuti prodotti dagli utenti, purchè rappresentino informazioni utili alla cittadinanza e sia dato modo a tutti di poterli proporre alla Città tramite ad esempio dei semplici form sul portale Open Data, può essere quindi un punto di contatto strategico fra cittadini e Pubbliche Amministrazioni, anche per diffondere ulteriormente la cultura del dato, il valore della cura del patrimonio informativo pubblico, e del suo sviluppo in chiave “social”.

In questo numero di Caffè Digitale, Antonella Radicchi ci racconta da un lato la sua idea di ricerca, e dall’altro ci mostra come ha coniugato questo suo lavoro scientifico con gli Open Data di un Comune.

Antonella, raccontaci un po’ come è nata l’idea di una mappa sonora “tenera” su Firenze

Il progetto della mappa sonora “tenera” di Firenze (Firenze Sound Map www.firenzesoundmap.org ) nasce ufficialmente nel 2009 in seno alle mie ricerche di dottorato sulle tematiche del paesaggio sonoro urbano come una piattaforma di base per lo sviluppo di una mappa sonora “tenera” aperta con l’obiettivo di valorizzare, tutelare e diffondere il paesaggio sonoro urbano fiorentino. 

Nel 2011 Firenze Sound Map riceve il sostegno istituzionale di Tempo Reale, centro di eccellenza di ricerca e didattica in campo musicale con sede a Firenze (http://www.temporeale.it). Con il tempo, Firenze Sound Map è diventata una mappa sonora collettiva grazie alla partecipazione degli abitanti, dei turisti e dei city users che contribuiscono alla crescita della mappa attraverso la condivisione di suoni che hanno per loro uno specifico significato emozionale, “tenero” appunto. In questo senso, i suoni raccolti in Firenze Sound Map ci permettono di operare delle riflessioni anche in merito al gradimento espresso dai cittadini in relazione al paesaggio sonoro fiorentino: elemento che dovrebbe essere centrale nei processi di pianificazione acustica comunale. Purtroppo ad oggi l’ambiente acustico urbano viene ufficialmente studiato e analizzato solo nelle sue caratteristiche quantitative e ne viene rilasciata una rappresentazione riduttiva – come nel caso della mappatura acustica di Firenze – che produce di fatto uno scollamento tra quanto viene percepito dai cittadini nell’esperienza sonora del quotidiano e quanto viene rappresentato in queste mappe. L’auspicio è che da parte della pianificazione acustica comunicale si verifichi un’apertura e un interesse ad integrare Firenze Sound Map agli strumenti tradizionali di analisi e progetto”.

Come hai vissuto il rapporto con gli opendata della città di Firenze?

Nel 2012 Firenze Sound Map suscita l’interesse del Comune di Firenze grazie al Premio Ricerca Città di Firenze insignito alla mia ricerca di dottorato che porta come risultato la sua pubblicazione nel libro ‘Sull’immagine sonora della città’. Da questo evento, parlando con i tecnici del Comune e scoprendo il mondo Open Data, è nata l’idea di inserire nel gennaio 2013 Firenze Sound Map nel sistema Open Data del Comune di Firenze, previa creazione di apposito database denominato Beni Culturali Immateriali (http://opendata.comune.fi.it/index.html?canale=beni_culturali_immateriali),  in linea con la definizione di bene culturale immateriale espressa dall’UNESCO nella Convenzione Internazionale del 2003. L’inserimento di Firenze Sound Map nel sistema Open Data attua una vera e propria rivoluzione culturale per una serie di motivi. Al suono viene riconosciuto lo status di dato e inserito nel sistema Open Data permette di essere aggiunto in mappe create ad hoc dagli utenti aggiungendo la dimensione temporale e sonora in uno strumento, la mappa, che storicamente è stata sempre oggetto del senso della visione. Inoltre, Firenze Sound Map non solo rappresenta il “primo dataset pubblicato tra i […] dati aperti, prodotto direttamente da un cittadino [ma]è anche il primo intrinsecamente aperto a una partecipazione diretta della città.” (http://www.chefuturo.it/2013/02/open- data-e-la-mappa-dei-suoni-di-una-citta-firenze/). L’inserimento quindi favorisce la comunicazione del progetto e la crescita del numero dei contributi alla costruzione di Firenze Sound Map”.

Cosa consiglieresti alle città di fare per rendere sempre più utili ed efficaci i loro dati aperti?

Firenze possiede un sistema Open Data molto ricco e variegato che viene costantemente implementato e aggiornato. A mio avviso, per rendere veramente i dati utili sarebbe importante che Firenze, così come le altre città che aprono i propri dati pubblici, si dotassero di un adeguato sistema di comunicazione e informazione rispetto alla tematica degli Open Data e dei potenziali scenari applicativi che essi offrono. Ho avuto modo di constatare in occasione dei seminari che tengo sul paesaggio sonoro e Open Data all’Università che c’è ancora molta ignoranza tra gli studenti – ma anche fra i docenti – rispetto a queste tematiche e al potenziale che raccolgono in termini applicativi e operativi, ma allo stesso tempo anche grande curiosità e interesse!”.

Cosa ti sentiresti di consigliare ad un’altra cittadina o ricercatrice che voglia usare il patrimonio informativo aperto dalla propria città?

Sperimentazione e gioco sono le parole chiave da associare all’Open Data. Accostarsi al patrimonio dei dati aperti in maniera curiosa e cimentarsi in combinazioni libere e inusuali dei dati può aprire scenari inattesi e fertili per la sviluppo di nuove progettualità. Vorrei ricordare in proposito il progetto ‘A scuola di OpenCoesione’, un progetto di Open Data, Data Journalism e Monitoraggio civico che promuove principi di cittadinanza consapevole, attraverso l’impiego di tecnologie di informazione e comunicazione e mediante l’uso dei dati in formato aperto, in corso su 7 scuole italiane, tra cui il fiorentino Liceo Michelangiolo  (www.ascuoladiopencoesione.it)”.

FirenzeSoundMap1

 Short Bio

 

Architetto e dottore di ricerca in Urbanistica, Antonella è ideatrice e curatrice di Firenze  Sound Map. Ha svolto le sue ricerche dottorali presso la SA+P di MIT (Cambridge, USA) e  presso la Facoltà di Architettura di Firenze. Nel 2010 ha ottenuto il titolo di Dottore di  ricerca in Progettazione Urbanistica e Territoriale, con la dissertazione “Sull’immagine  sonora della città”, insignita del Premio INU 2010 per la migliore tesi di dottorato in  Urbanistica e del Premio Ricerca Città di Firenze 2011 – Sezione Pubblicazioni. Ha  insegnato e tenuto talk sia in Italia che all’estero, e ha all’attivo numerose pubblicazioni  internazionali. Dal 2011 collabora con Tempo Reale, Centro di ricerca e didattica musicale  di Firenze, in attività e progetti di ricerca sul paesaggio sonoro urbano.

 

La sua attività di ricerca è centrata sull’interazione tra gli esseri umani, l’ambiente in cui vivono e l’esperienza sensoriale che ne derivano, e praticata attraverso lo sviluppo di strumenti open source utili al coinvolgimento della popolazione e applicati all’analisi e al progetto del paesaggio sonoro urbano.

 

@firenzesoundmap

 

www.firenzesoundmap.org

 

http://opendata.comune.fi.it/index.html?canale=beni_culturali_immateriali).

 

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About Author

GIANLUCA VANNUCCINI

Ingegnere elettronico, dal 1999 al 2003 si occupa di ricerca e formazione, per Università ed Aziende di TLC nazionali, su reti IP di comunicazioni wireless ed ottiche. Nel 2002, presso gli IBM Zurich Research Laboratories, lavora allo standard per la qualità del servizio nelle reti WiFi (IEEE 802.11e), e nel 2003 è dottore di ricerca in Telematica e Società dell'Informazione all'Università degli Studi di Firenze. Da allora si occupa di innovazione nella Pubblica Amministrazione: eGovernment, data quality, open data, mobile government, app e e sistemi smart per il turismo ed i cittadini. E' autore di oltre venti pubblicazioni scientifiche e di settore, su riviste e conferenze internazionali e nazionali.

2 commenti

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