Le smart city mettono insieme le intelligenze per la sostenibilità energetica

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Con questo numero il Comune di Firenze e l’Università di Bristol – partner di un progetto europeo di ricerca e innovazione denominato STEEP -, ci racconteranno come sia possibile pianificare in modo partecipato e condiviso un masterplan energetico di una città, introducendo sistemi intelligenti per prevedere e misurare le varie ricadute delle azioni di efficientamento energetico sulla città.

Alessandra Barbieri, referente per il Comune di Firenze del progetto STEEP, e Mike Yearworth, dell’Università di Bristol, partner ICT del progetto ci spiegheranno il significato di questo approccio e la sua utilità per le città “smart”. Come vedremo, e come abbiamo visto anche nel numero precedente di Caffè Digitale con il racconto di SmartPuglia, ancora una volta la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interesse rappresentano un elemento fondamentale per poter pianificare una città intelligente, anche per poter ottenere una visione complessiva dei diversi aspetti legati al consumo ed alla gestione energetica in città.

Il gruppo di lavoro di STEEP a San Sebastian

Il gruppo di lavoro di STEEP a San Sebastian

Alessandra, raccontaci in cosa consiste il progetto STEEP:

Il progetto STEEP – System Thinking for a comprehensive city Efficient Energy Planning – ha lo scopo di creare un modello digitale per la redazione di masterplan energetici che tenga in considerazione tutti i sistemi e le infrastrutture che all’interno di un ambiente urbano presentino impatti significativi sul consumo energetico. Il tutto combinando un approccio di sistema con un’innovativa tecnologia open source. In questo modo sarà fornito un supporto per raggiungere elevate efficienze nei flussi energetici selezionando l’insieme delle misure più efficaci da effettuare.

Un ambiente urbano è popolato ed è pertanto anche il risultato dei comportamenti di chi lo vive: una fase fondamentale del processo è infatti la partecipazione ex-ante, durante ed ex-post degli stakeholders, parte attiva anche alla cosiddetta “Pestel analysis”, che permetterà la redazione di differenti scenari futuri a supporto di una intelligente pianificazione urbana.

I settori interessati sono quelli che hanno dimostrato di impattare principalmente sui consumi energetici e la sostenibilità, ovvero l’efficientamento energetico degli edifici, la mobilità ed il ricorso all’ICT.

Firenze, Bristol (UK) e San Sebastian (Spagna) sono 3 città con simili caratteristiche e condizioni geografiche, economiche, industriali e di servizi, e con esperienza nei piani e nelle politiche di sostenibilità ambientale ed energetica, con ambiziosi obiettivi di riduzione di energia ed emissioni di CO2, che sono in linea con gli intenti europei. In ognuna di queste città sono già attive iniziative e misure per ridurre gli sprechi energetici, ma non sempre queste azioni vengono attuate e proposte in tutti i settori che impattano sui consumi energetici. Questo ha portato le città a riconoscere l’importanza di considerare gli stakeholder ed il sistema città nel momento in cui vengono prese misure atte a implementare la sostenibilità, e di considerare questo processo di condivisione quale parte integrante della loro pianificazione urbana. Sono città che ambiscono ad essere definite e riconosciute come città intelligenti, e la partecipazione degli attori direttamente interessati non può essere una componente secondaria.

Il progetto, che si sviluppa su un modello cosiddetto di “system thinking” è strutturato sulla base della teoria per cui per avere successo la strategia Smart City dei 3 comuni pilota deve essere basata sulle quattro ‘I’ ovvero Integrazione (di tutti i possibili settori e aspetti che sono di competenza comunale), Innovazione (diffusa, nel modo più ampio possibile: una città intelligente deve essere un precursore nella sperimentazione di approcci, tecnologie o servizi innovativi), Intervento (degli stakeholder, nella definizione molto ambiziosi obiettivi “visionari”, rispetto alla situazione attuale) e Informazione (in termini di ICT, come strumento per la relazione con i cittadini e per il monitoraggio e controllo delle strategie).

Mike, raccontaci in cosa consiste il system thinking

Il System Thinking è un sistema capace di analizzare i diversi bisogni da soddisfare, calcolando i relativi benefici e svantaggi di tutti gli elementi che lo compongono. Tramite un sistema di modellazione viene calcolata la rilevanza di diverse tipologie di interventi, sia isolati che in interazione con altri, fornendo un prezioso supporto di analisi e comprensione. Una volta completato, il modello smart di Bristol così come quello di Firenze e San Sebastian permetteranno di calcolare i flussi energetici che caratterizzano ogni genere di intervento collegato alla città, individuando nello stesso tempo le misure più efficaci e con maggiore consenso per migliorarne l’efficienza energetica.

Mike sta spiegando il Systems Thinking all’incontro di Bristol

Mike sta spiegando il Systems Thinking all’incontro di Bristol

Il systems thinking assume che si possa leggere una città come una entità altamente interconnessa dal punto di vista sociale e tecnologico. Lavorando con gruppi di stakeholders e costruendo modelli concettuali siamo in grado di sviluppare una comprensione condivisa di come potremmo più efficacemente procedere per raggiungere certe trasformazioni sulle nostre città.

La metodologia di STEEP adotta workshops fra gruppi di lavoro di modellazione per sviluppare modelli concettuali per la pianificazione energetica.

Una volta individuate con il Systems Thinking le possibili opzioni di implementazione di misure di efficientamento energetico, esse possono poi essere investigate con tecniche di valutazione più standard come l’analisi PESTEL, per sviluppare poi il master plan energetico per la regione metropolitana delle città.

Alessandra, quali benefici concreti avrà una città come Firenze dal progetto STEEP?

Con il progetto STEEP si creerà un masterplan energetico dapprima in un’area pilota – per Firenze il Parco delle Cascine – e poi lo si estenderà a tutta la città, il tutto utilizzando l’approccio di partecipazione degli stakeholder unito ad un sistema di modellazione, che selezionerà il migliore mix di azioni integrate, aiutandoci a riflettere ed analizzare le stesse nell’ambito di un masterplan. In questo modo, si inviteranno gli stakeholders stessi a dare vita ad un approccio integrato alle proprie azioni sostenibili.

Firenze è nota per essere una città partecipata: lo dimostrano i town meeting del piano strutturale, gli incontri effettuati in occasione del regolamento urbanistico e del piano d’azione per l’energia sostenibile.

Con STEEP il processo si intensifica, le azioni si finalizzano, i risultati si misurano: sarà così possibile dimostrare, anche quantitativamente, quanto si possa guadagnare e migliorare in ambito ambientale con l’applicazione di una buona pratica o un insieme di esse, per esempio diminuendo il valore di C02 immessa nell’ambiente con una pedonalizzazione e/o con il maggior ricorso alla mobilità elettrica. Tramite un sistema logico viene calcolata la rilevanza di diverse tipologie di interventi, sia isolati che in interazione con altri, fornendo un prezioso supporto di analisi e comprensione. Una volta completato, il modello smart di Firenze permetterà di calcolare i flussi energetici che caratterizzano ogni genere di intervento collegato alla città, individuando nello stesso tempo le misure più efficaci e con maggiore consenso per migliorarne l’efficienza.

Con gli Open Data abbiamo messo a disposizione i dati ed i numeri della città, adesso li rielaboriamo e li utilizziamo per esplorare le strategie migliori anche in ambito energetico.

Si tratta di unire le forze per raggiungere un obiettivo comune che banalmente possiamo tradurre in una città innovativa, sostenibile ed intelligente in grado di soddisfare sempre meglio le esigenze di tutti i cittadini.

Gianluca Vannuccini (@gvannuccini)

 

 

 

 

 

 

 

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About Author

GIANLUCA VANNUCCINI

Ingegnere elettronico, dal 1999 al 2003 si occupa di ricerca e formazione, per Università ed Aziende di TLC nazionali, su reti IP di comunicazioni wireless ed ottiche. Nel 2002, presso gli IBM Zurich Research Laboratories, lavora allo standard per la qualità del servizio nelle reti WiFi (IEEE 802.11e), e nel 2003 è dottore di ricerca in Telematica e Società dell'Informazione all'Università degli Studi di Firenze. Da allora si occupa di innovazione nella Pubblica Amministrazione: eGovernment, data quality, open data, mobile government, app e e sistemi smart per il turismo ed i cittadini. E' autore di oltre venti pubblicazioni scientifiche e di settore, su riviste e conferenze internazionali e nazionali.

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