“Bull-OFF. Spegniamo bullismo e cyberbullismo”, un bel progetto che semina la speranza anche sul web

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La cosa più difficile da imparare? Mettersi nei panni degli altri. L’antidoto al bullismo? La solidarietà, ma anche la fiducia in se stessi perché, come ha detto una ragazza di una scuola media di Pisa: “Riuscire a difendersi dalle cattiverie non può dipendere dagli altri, dipende da me”. È quanto è emerso nelle 45 classi delle scuole elementari e medie di Firenze e Pisa dove è arrivato il progetto “Bull-OFF. Spegniamo bullismo e cyberbullismo!”, realizzato dall’Istituto degli Innocenti grazie al contributo di Enel Cuore Onlus e di Enel Energia. Il progetto è stato ideato per dare a ragazzi e docenti delle scuole strumenti utili per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo ed è stato presentato pochi giorni fa nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti di Firenze. Un’iniziativa che semina speranza e che costituisce un ottimo modello di educare al tempo dei social.

All’evento finale di Bull-Off, svoltosi nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze, sono intervenuti Maria Grazia Giuffrida, Presidente Istituto degli Innocenti; Marcello Cavicchioli, responsabile Toscana Mercato Enel Energia; Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana; Sara Funaro, Assessore al Welfare Comune di Firenze; Alessandro Salvi, dirigente Regione Toscana Settore Innovazione sociale; Giuseppe Solimene, Vicario della Questura di Firenze; Anna Chiti Batelli, capo di Gabinetto Prefettura di Firenze e Saverio Tommasi, attore, scrittore e giornalista che ha intrattenuto i ragazzi delle scuole con “La gentilezza è un bel gioco. Le storie che possono cambiare il mondo”.

Maria Grazia Giuffrida1Il progetto ha coinvolto, da novembre 2017 a giugno 2018, 1.200 studenti e 80 insegnanti di 4 istituti comprensivi (IC Galilei di Pisa, IC Toniolo di Pisa, IC Calamandrei di Firenze e IC Ghiberti di Firenze) nei quali è stata allestita la stanza “Spazio Enel Cuore Bull-OFF” con computer e strumenti per la produzione di materiale multimediale, dove i ragazzi hanno imparato a usare le tecnologie in modo costruttivo e utile alla didattica.

L’iniziativa di Bull-OFF ha avuto soprattutto il merito di portare i ragazzi a raccontare le loro esperienze, a spiegare il loro punto di vista di fronte a episodi di prepotenza di cui sono stati testimoni e a volte anche vittime. In classe davanti agli psicologi e ai “mediaeducatori”, che hanno condotto i laboratori, i bambini hanno raccontato di quando hanno fatto ricorso alle maestre o ai genitori per parlare di brutti momenti vissuti da un compagno a causa delle prepotenze di altri coetanei, di quando hanno sofferto per l’esclusione da un gruppo Whatsapp, di come spesso il bullo sia identificato anche con il “vincente”, hanno imparato come una vittima di bullismo può soffrire e perdere la fiducia negli altri e in se stessa: esperienze, fantasie e paure si ritrovano nei fumetti creati dai ragazzi e nei video messi in scena a scuola che fanno parte del materiale raccolto nel blog bulloff.trool.it dove si ritrovano i passi del percorso laboratoriale di “Bull-OFF. Spegniamo bullismo e cyberbullismo”.

Il progetto ha previsto anche attività di formazione, che sono state molto partecipate e nel corso delle quali è stato evidenziato il bisogno di attivare una maggiore collaborazione tra scuole e famiglie. In ogni istituto comprensivo è stato poi organizzato un evento aperto ai genitori in cui è stato condiviso il percorso progettuale e sono stati affrontati alcuni temi legati a bullismo e cyberbullismo anche su un piano giuridico-legale.

“Siamo convinti che di fronte alle sfide della società contemporanea – commenta la presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida – serva costruire già dai banchi di scuola gli anticorpi migliori per contrastare ogni tipo di comportamento violento, sia psicologico che fisico. Ci auguriamo che il progetto Bull-OFF possa dar vita a una strategia di azione da replicare anche in altri contesti scolastici. Ringraziamo pertanto Enel Cuore e Enel Energia per il loro prezioso contributo, i docenti e i dirigenti scolastici per la sensibilità dimostrata verso questi complessi temi e i ragazzi per aver partecipato con entusiasmo agli incontri”.

I dati toscani su bullismo e cyberbullismo

Sono circa il 19% i ragazzi toscani che hanno dichiarato di aver subito prepotenze nel corso dell’anno secondo un’indagine dell’Ars Toscana (Agenzia Regionale di Sanità) su dati 2015.

Le forme di prepotenza più frequenti, nell’anno 2015, sono state le prese in giro, che mostrano un incremento nel corso dell’ultima rilevazione rappresentando quasi il 22% di tutte le prepotenze subite, seguite dalle offese (18,6% del totale). In diminuzione, invece, le forme di bullismo agite fisicamente (minacce, aggressioni, furti ed estorsioni di denaro). Il cyberbullismo interessa il 19,6% dei ragazzi che subiscono prepotenze con un coinvolgimento del genere femminile doppio rispetto ai coetanei maschi (femmine: 25,7%; maschi: 12,8%).

Un numero maggiore di ragazzi che subiscono prepotenze presenta un livello elevato di stress (20,8%) rispetto ai coetanei non coinvolti da questo fenomeno (16%). Approfondimenti sul tema hanno infatti dimostrato l’associazione con vissuti di bullismo con l’instaurarsi di forme depressive, condotte di aggressività, ansia individuale e sociale, iperattività e problemi di apprendimento.

Una rilevazione del novembre 2015 che ha coinvolto 156 scuole (e più di 11 mila ragazzi tra gli 11 e i 17 anni) – “Generazione Z. Quale benessere per le ragazze e i ragazzi toscani?” – promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, e realizzata dall’Istituto degli Innocenti e Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, ha fatto emergere che l’81% dei ragazzi più piccoli e il 74% dei ragazzi più grandi dichiara di aver avuto a che fare con almeno una situazione legata al bullismo. Una percentuale che diminuisce all’aumentare dell’età. Assistere alle prepotenze commesse da altri è la situazione che si verifica di più.

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RICCARDO CLEMENTI

Giornalista, addetto stampa, scrittore, opera nel settore della comunicazione aziendale. Ha pubblicato opere di argomento sportivo come l’ebook 30. Sul campo, nella vita e il cartaceo Generazione Juventus. Storia di un gruppo di ragazzi innamorati della Vecchia Signora (Urbone Publishing) e due volumi sul tema della spiritualità nel mondo giovanile: Quando una pedalata ti cambia la vita. Due pontassievesi in sella verso Santiago (Comunità dei Figli di Dio) e Noi, pellegrini del nuovo millennio. Due pontassievesi in sella verso Colonia (Editrice Cattolica Sion). Nel 2013 ha narrato la vita di La Pira nel libro La forza della speranza. Giorgio La Pira, storia e immagini di una vita, il più ampio repertorio di immagini fotografiche sul “Sindaco Santo” (Polistampa). Nell’ottobre 2013 ha pubblicato per Mauro Pagliai il libro Dio è giovane! Settanta volte sette buoni motivi per crederci, un saggio che propone 70 riflessioni sul tema del Dio giovinezza dell’umanità. Nell’aprile 2015 ha fornito contenuti e informazioni per il libro Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata (Effigi Editore). Nel luglio 2015 ha pubblicato con Mauro Pagliai il libro Il Contadino 2.0. Tutte le T della Toscana: dalla Terra alla Tavola passando per il Tablet che, partendo dalla storia di un giovane allevatore della Valdisieve, racconta come l’incontro tra antichi mestieri, innovazione tecnologica e nuovi mezzi di comunicazione possa tracciare la strada per uno sviluppo sostenibile e per una nuova ecologia umana. Nel febbraio 2018 ha pubblicato con Urbone Pubishing il libro Un Pirata in Cielo. 14 volte Pantani, dalle vette delle Alpi alle stelle del firmamento, che a 14 anni dalla morte di Marco Pantani ripercorre la vita del Pirata lungo le vie delle sue vittorie.

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