I social, le due facce della medaglia

0

Leggere facebook in queste ore suscita sentimenti contrapposti. Nel momento della tragedia, dal terremoto alla neve con la valanga sul resort Rigopiano, gente che comincia a postare di tutto: offese, link, condivisioni contro tutto e tutti. Non verificando manco la fonte. È un vomitare parole figlio dell’emotività incontrollata. Quando ci sono drammi, l’emozione è forte. La tensione e l’adrenalina salgono. Servirebbe anzitutto calma. Molto silenzio prima di parlare. Utilizzare i social per condividere informazioni utili, di servizio. Costruttive. Il resto è populismo. Il che non significa non denunciare ciò che non va o non è andato. Ma nell’immediato non serve. È soltanto una reazione istintiva che, in quel preciso momento, non aiuta nessuno. Perciò, quando avvengono sciagure, fate una cosa: per qualche ora non postate niente che sia legato alle vostre emozioni. Parlate di quel tema per aiutare e dare un valore aggiunto, condividendo informazioni utili. Il resto rimandatelo al dopo.

È anche vero che, quando per esempio i Vigili del Fuoco, eroici nello svolgere il loro mestiere con passione e competenza, estraggono bambini, uomini e donne ancora vivi dalle macerie del Rigopiano, l’emozione è bella e contagiante. E vedere tante persone che, finalmente, si lasciano andare a parole di bene, commenti positivi, esclamazioni di gioia, riempie il cuore di fiducia. Il video di quel salvataggio deve fare il giro del mondo. Non per vantarsi, ma per dire che la vita può vincere anche quando sembra finita. Il bene può trionfare anche quando sembra sepolto.

Ecco, proviamoci tutti: riempiamo i social di contenuti positivi. Non perbenisti. Ma buoni. Anche nell’esprimere critiche, utilizziamo un linguaggio severo, duro, ma mai rancoroso. Non serve, sporca e basta. Lascia tracce di melma che poi si attaccano addosso alla gente in un vortice di rabbia e livore. Sui social non bisogna essere falsi. Ma bisogna essere ragionevoli. Utilizzare il cervello. Pensare prima di parlare. Altrimenti diventano il catino dell’orrore. Quando invece possono essere la piazza in cui si può mettere un pezzettino di mondo migliore.

 

 

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

RICCARDO CLEMENTI

Giornalista, addetto stampa, scrittore, opera nel settore della comunicazione aziendale. Ha pubblicato opere di argomento sportivo come l’ebook 30. Sul campo, nella vita e il cartaceo Generazione Juventus. Storia di un gruppo di ragazzi innamorati della Vecchia Signora (Urbone Publishing) e due volumi sul tema della spiritualità nel mondo giovanile: Quando una pedalata ti cambia la vita. Due pontassievesi in sella verso Santiago (Comunità dei Figli di Dio) e Noi, pellegrini del nuovo millennio. Due pontassievesi in sella verso Colonia (Editrice Cattolica Sion). Nel 2013 ha narrato la vita di La Pira nel libro La forza della speranza. Giorgio La Pira, storia e immagini di una vita, il più ampio repertorio di immagini fotografiche sul “Sindaco Santo” (Polistampa). Nell’ottobre 2013 ha pubblicato per Mauro Pagliai il libro Dio è giovane! Settanta volte sette buoni motivi per crederci, un saggio che propone 70 riflessioni sul tema del Dio giovinezza dell’umanità. Nell’aprile 2015 ha fornito contenuti e informazioni per il libro Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata (Effigi Editore). Nel luglio 2015 ha pubblicato con Mauro Pagliai il libro Il Contadino 2.0. Tutte le T della Toscana: dalla Terra alla Tavola passando per il Tablet che, partendo dalla storia di un giovane allevatore della Valdisieve, racconta come l’incontro tra antichi mestieri, innovazione tecnologica e nuovi mezzi di comunicazione possa tracciare la strada per uno sviluppo sostenibile e per una nuova ecologia umana. Nel febbraio 2018 ha pubblicato con Urbone Pubishing il libro Un Pirata in Cielo. 14 volte Pantani, dalle vette delle Alpi alle stelle del firmamento, che a 14 anni dalla morte di Marco Pantani ripercorre la vita del Pirata lungo le vie delle sue vittorie.

Leave A Reply


*