Crisis Lab: dalla Sicilia soluzioni innovative per la gestione di crisi sul web 2.0

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Due giovani siciliani, Mauro Pillitteri e Ugo Cerrone, uniti dall’interesse per il social media emergency management hanno dato vita a Crisis Lab laboratorio virtuale per studiare e individuare modalità per la comunicazione del rischio e dell’emergenza legata alla Protezione Civile sui social media.

Prima di tutto chi siete? Di cosa vi occupate? E come nasce CrisisLab?crisis lab

CrisisLab nasce nel 2011 dall’iniziativa di Mauro Pillitteri e Ugo Cerrone.

Ci siamo conosciuti nel 2008 durante il servizio civile dei Vigili del Fuoco, eravamo entrambi studenti universitari e ci accomunava lo stesso interesse verso le tematiche della sicurezza e la prevenzione dei rischi.

Ugo era già un volontario di protezione civile in una associazione della città, frequentava la facoltà di ingegneria dove studiava difesa del suolo, ed è stato cresciuto a pane e protezione civile dal Papà Mario che è stato responsabile del reparto emergenze dell’ufficio di PC del Comune di Palermo.

Mauro studiava comunicazione e si è interessato alla tematica, dopo una serie di corsi sulla sicurezza che aveva seguito per esigenze lavorative. Proprio durante l’anno di servizio presso i vigili del fuoco è maturata la scelta di occuparsi della comunicazione del rischio e dell’emergenza, concentrandosi sul possibile impiego dei nuovi media che iniziavano a diffondersi.

Qualche tempo dopo, una sera davanti a una birra, raccontai a Ugo delle ricerche sul Social Media Emergency Management, delle applicazioni a livello internazionale e dell’assenza, o quasi, (pochi mesi dopo si sarebbe svolto a Bologna il primo CrisisCamp Italia) di un movimento italiano strutturato e operante in materia.

Ugo non era iscritto neanche a un social network, allora, per una scelta di privacy e di poco tempo a disposizione, ma dopo quella chiacchierata non fu difficile convincerlo a iniziare a sperimentare l’utilità che possono avere i social media per comunicare di prevenzione, rischio e sicurezza.

Iniziò un periodo intenso fatto di documentazione e lunghe serate su Twitter per studiare e apprendere dalle best practice di tutto il mondo, per provare a capire come poter operare nello scenario italiano, ma prima ancora regionale e cittadino. Dopo più di un anno da quella chiacchierata, nel settembre 2012, decidemmo di aprire gli account Twitter e Facebook di CrisisLab.

Adesso la mission di CrisisLab è quella di rendere le comunità più informate e resilienti, utilizzando la comunicazione del rischio e i social media.

Nel 2012 avete realizzato Allerta Meteo Palermo, una crowdmap per raccogliere le segnalazioni degli utenti, che risposte avete avuto?

Per sperimentare e mettere in pratica quanto abbiamo appreso ci è sembrato opportuno promuovere un’iniziativa che testasse l’efficacia di nuovi strumenti nel contesto territoriale maggiormente prossimo, ovvero la città di Palermo. Il tema dell’allerta meteo e del livello di resilienza della città agli effetti del cambiamento climatico era il più congeniale su cui sperimentare l’offerta di un servizio alla cittadinanza che aumentasse gli standard di prevenzione in modo collaborativo e attraverso i nuovi media. Per questo abbiamo lanciato una crowdmap e proposto al comune un pacchetto di misure a integrazione del Piano Comunale di Protezione Civile, per la gestione delle criticità determinate da avverse condizioni meteo sul territorio e con l’obiettivo di stimolare meccanismi di sensibilizzazione sulle tematiche del rischio idrogeologico, promuovendo momenti di partecipazione e percorsi di cittadinanza attiva.

Il riscontro è stato molto positivo e abbiamo registrato più di 70 segnalazioni dalla cittadinanza. L’amministrazione comunale, però, non si è mai dimostrata sensibile al problema e non ha appoggiato l’iniziativa, impedendoci di consolidarla e di renderla ancora più efficace.

Che progetti state portando avanti con Crisis Lab?

Ad oggi siamo impegnati al tavolo #SocialProCiv del Dipartimento Nazionale per la definizione di policy e linee guida per l’utilizzo in Italia dei social media nella comunicazione di Protezione Civile, affianchiamo l’operato del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Siciliana, di cui siamo stati social media partner in occasione degli Stati Generali del Volontoriato del Febbraio 2014 #voloDRPC e del convegno “Il ruolo dei sindaci” tenutosi a Caltanissetta nel mese Dicembre 2014 #comunesicuro; inoltre, svolgiamo le nostre attività professionali che sono comunque attinenti al mondo SMEM.

 

Mauro Pillitteri, 29 anni, è laureato in comunicazione presso l’Università degli Studi di Palermo con una tesi in Social Media Emergency Management. Opera nel social media marketing come analista e account di progetti di monitoraggio e ascolto della rete, mentre all’interno di CrisisLab si occupa della comunicazione e dell’attività di ricerca sul Social Media Emergency Management e sugli sviluppi della materia a livello nazionale e internazionale.

 

Ugo Cerrone, 33 anni, è laureato in ingegneria per la difesa del suolo e dal 2008 si occupa di consulenza e formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la protezione civile. Attualmente èconsulente, per il Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Siciliana (@DrpcSicilia), nel supporto alla preparazione e alla realizzazione delle attività esercitative previste nell’ambito del progetto SIMIT da effettuarsi a Lampedusa, a Gozo. In CrisisLab riveste la figura di esperto di sicurezza e prevenzione e promuove l’utilizzo dei nuovi canali di comunicazione per diffondere la cultura della protezione civile e, più in generale, trovare i meccanismi per aumentare la resilienza di tutti i sistemi.

 

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About Author

CHIARA BIANCHINI

Blogger e social media manager. Laureata magistrale in scienze della comunicazione con un forte interesse per la comunicazione del rischio e dell’emergenza sui social media. Partecipante attiva a #SmemchatIT (venite a scoprire su Twitter di cosa si tratta!).

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