La comunicazione diretta e immediata del Mipaaf sui social

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Sono stati attivati a marzo 2014 gli account social Facebook e Twitter del Mipaaf, il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali. L’obiettivo è quello di avere un canale di comunicazione diretta e immediata con i cittadini, i quali per troppo tempo hanno percepito la pubblica amministrazione come qualcosa di lontano, confuso, terribilmente burocratico. “Se i cittadini ignorano il funzionamento della pubblica amministrazione è perché questa non ha saputo spiegarsi bene”, ha affermato Caterina Perniconi, capo ufficio stampa del Mipaaf intervenuta a Social Media Manager – Gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica lo scorso 17 novembre a Palazzo Chigi, per illustrare il lavoro portato avanti attraverso gli account social del Ministero.

Il piano editoriale del Mipaaf sui social prevede infatti che gli account si pongano prima di tutto come delle fonti di informazione per spiegare in maniera chiara e autorevole di cosa si occupa il ministero. Per facilitare questo flusso, la redazione ha deciso di lanciare alcuni hashtag che mettono a fuoco determinate tematiche. Come #dallaterraallatavola, che valorizza le buone abitudini alimentari e le tecnologie applicate all’agricoltura, oppure #expodopoexpo che mette in luce le eredità culturali lasciate dalla manifestazione mondiale sul tema dell’alimentazione.

Oggi più che mai non esiste una buona comunicazione senza l’ascolto, questo il Mipaaf lo ha ben capito e ha deciso di realizzare consultazioni pubbliche su tematiche di vario genere, per le quali la promozione sui social si è rivelata fondamentale e ha generato buona parte degli atterraggi sul sito. È il caso di #etichettatura, un campagna in cui è stato chiesto direttamente ai cittadini quali informazioni vorrebbero trovare sull’origine dei prodotti in commercio. Proprio nell’ambito di campagne ed eventi di interesse pubblico emerge un tema delicato, quello del rapporto tra pubbliche amministrazioni e advertising a pagamento sul web. Una discussione che divide fra favorevoli e contrari, ma che – secondo la social media manager – deve partire dalla consapevolezza che, soprattutto per i ministeri le classiche pubblicità in televisione non sono più sufficienti.

Questi ed altri interrogativi sono emersi durante lo speech di Caterina Perniconi, che oltre ad illustrare le ottime pratiche social portate avanti dal Mipaaf, fa riflettere riguardo ad alcune situazioni che creano criticità e dubbi nel lavoro quotidiano del social media manager pubblico. Il capo ufficio stampa del Mipaaf riprende per esempio lo spunto lanciato da Alessandra Migliozzi del Miur (ne abbiamo parlato qui) e conferma la necessità di un maggior coordinamento fra i ministeri nella loro attività sui social. Infine pone un’importante questione di interesse lavorativo-giuridico: “Perché non esiste un bando pubblico per il social media manager di un Ministero, ma bensì si tratta spesso di incarichi diretti?”. La necessità di definire meglio la figura professionale del social media manager all’interno della pubblica amministrazione, è infatti un tema centrale e merita una riflessione, soprattutto per le ricadute concrete che può avere nello svolgimento quotidiano del lavoro, che deve poter essere libero da qualsiasi ingerenza politica.

Per reperire le slide dell’intervento di Caterina Perniconi e degli altri speech dell’evento Social Media Manager – Gli Stati generali della nuova comunicazione pubblica, visita la sezione Materiali di Cittadini di Twitter.

 

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ELEONORA MARINI

Italo-francese. Laureata in comunicazione. Le mani sulla tastiera e l'orecchio teso alle novità dal mondo del web, che poi non è separato da quello reale.

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