Con Seriously, non chiamatele più serie tv

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House of Cards, Game of Thrones, The Walking Dead… Per comodità le chiamiamo ancora serie televisive ma si sono rapidamente trasformate in ben altro: un fenomeno crossmediale dove tv, internet e social network si fondono in un prodotto innovativo, che migra da piattaforme in streaming come Netflix, viaggia negli spoiler su Twitter, atterra sulle tv commerciali e si riflette nell’universo dei videogame.

Nasce un pubblico adulto e consapevole che non si accontenta più dell’intrattenimento ma vuol essere coinvolto in prima persona partecipando ai nuovi fenomeni di culto, si pensi ai “subbers”, la comunità dei sottotitoli online, che spesso spontaneamente e per passione traducono alla velocità della luce l’ultima puntata dei nostri beniamini.

Il fenomeno delle serie tv non poteva che attrarre l’attenzione del mondo accademico, impegnato a studiare questa “cultura sottile” dove si fondono highbrow e lowbrow, cultura alta e bassa, citazioni colte e personaggi dei fumetti. Ed è grazie al loro dna multimediale che le serie rinnovano anche l’offerta didattica, i television studies, il concetto stesso di edutainment, all’insegna dell’imparare divertendosi.

Le serie, insomma, fanno comprendere meglio la realtà in cui viviamo. In Italia se n’è accorto un peso massimo della politica come il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che nella primavera del 2014 rilascia una dichiarazione destinata a fare rumore: “Dobbiamo individuare un numero fisso di persone da formare con strumenti tradizionali di formazione politica ma anche con le serie tv americane”, aggiungendo non contento “so che adesso qualcuno si metterà le mani nei capelli ma imparare da un racconto è importante”.

Noi che conosciamo il potere dei racconti e il loro tumultuoso amplificarsi tra Twitter, Blog, You Tube e Fan Page Facebook, abbiamo creato un sito dove fare formazione (e informazione) con le serie tv. Una sfida alla politica old style? Può darsi, ma è anzitutto un modo nuovo di partecipazione dal basso. Perché è una storia seria. O per meglio dire, Seriously.

Visita www.seriouslysocial.it

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Roberto Santoro

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