PA umanizzata grazie a Facebook

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Su Facebook gli utenti italiani attivi mensilmente sono 26 milioni, quasi la metà dell’intera popolazione del Paese. Di questi 23 milioni si collegano alla piattaforma da mobile.

Questo dato ribadisce, se mai ce ne fosse bisogno, l’importanza di un social network come Facebook per chi si occupa di comunicazione nella pubblica amministrazione. Ad approfondire l’argomento e illustrare quali preziosi strumenti Facebook mette a disposizione del social media manager pubblico è Laura Bononcini, responsabile Public Policy di Facebook Italia, invitata a intervenire in occasione di Social Media Manager – Gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica, un evento che ha avuto luogo martedì 17 Novembre a Palazzo Chigi.

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L’intervento di Laura Bononcini

La riflessione principale che è emersa durante lo speech riguarda il modo attraverso il quale le persone entrano in contatto con le informazioni. Da tempo l’attività di newsmaking si sta confrontando con la tendenza delle persone ad accedere alle informazioni quasi solo attraverso i social ed in particolare attraverso Facebook. La comunicazione che proviene dal settore pubblico ovviamente non rimane fuori da queste logiche e anche il social media manager pubblico deve fare i conti con queste dinamiche. L’idea di base è che una pagina Facebook non rappresenta la destinazione dell’utente, ma solo la sorgente dalla quale deriva l’informazione con la quale è entrato in contatto. Poiché le persone su Facebook si relazionano concedendosi vicendevolmente fiducia e quindi esponendosi alla condivisione dei contenuti di quegli amici che ritengono più autorevoli, veri e propri influencer, diventa fondamentale il potenziale di shareability, anche per un account istituzionale. Tutto ciò pone le informazioni generate in concorrenza con contenuti molto diversi tra di loro, come le foto delle vacanze degli amici, video di ogni tipo e gli eventi nei paraggi. Insomma la nuova piazza online risulta essere molto affollata, perciò “diamo alle persone le informazioni che cercano – afferma Laura Bononcini – attraverso una strategia orientata alla persona, capace di ascoltare e capire cosa interessa sapere della PA”.

E subito dopo la parola ‘ascolto’ arriva ‘relazione’, perché altrimenti tutto il lavoro fatto verrebbe vanificato: essere sui social senza aprire al dialogo, senza prendersi la responsabilità di rispondere all’utente è un atteggiamento completamente sbagliato. Al contrario il largo uso di mention, la moderazione dei commenti seguendo le linee guida di una policy condivisa e la pubblicazione di contenuti che stimolino l’utenza, sono gli strumenti più potenti del social media manager pubblico. A questi appena citati si affianca Q & A, l’ultima idea nata in casa Facebook per la creazione di un luogo di botta e risposta (question and answer) con la propria audience.

Cambiano i contenitori e cambiano anche i contenuti dunque e il copia incolla del vecchio comunicato stampa diventa obsoleto: occorre essere multimediali e comunicare anche attraverso altri formati, come i video. Laura Bononcini esorta a osare, “I social nella PA devono umanizzare l’istituzione, darle un volto e mostrare ciò che altrimenti non si vedrebbe, il dietro le quinte della macchina amministrativa per esempio”.

Per le slide dell’intervento di Laura Bononcini e degli altri speech dell’evento Social Media Manager – Gli Stati generali della nuova comunicazione pubblica, visita la sezione Materiali di Cittadini di Twitter.

 

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ELEONORA MARINI

Italo-francese. Laureata in comunicazione. Le mani sulla tastiera e l'orecchio teso alle novità dal mondo del web, che poi non è separato da quello reale.

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