Fondi europei 2021-2027, anche l’Europa punta sui social

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di Claudia Cichetti

Ma perché pago sempre per tutti e nessuno mi ringrazia mai? Che triste destino, sarebbe! Come minimo ci faremmo una domanda e cercheremmo una risposta. E’ quello che, dopo le elezioni di aprile, dopo la vicenda Brexit, in clima di euroscetticismo imperante, cerca di fare l’Europa per la prossima programmazione dei fondi strutturali 2021 2027. Una analisi doverosa, specie in Italia, uno dei paesi euroscettici per eccellenza, più della Gran Bretagna della Brexit, dove il 44% dei cittadini è convinto che l’Italia non abbia tratto benefici dall’appartenenza all’Unione Europea (dati Eurobarometro 2018).

Ora, non volendo fare un discorso, pure doveroso, di valori, resta una questione più pratica legata alla comunicazione: l’Italia è il secondo paese europeo beneficiario dei fondi strutturali, il 60-70% degli investimenti al Sud proviene dall’Europa eppure impera un euroscetticismo che, unito ad una scarsa consapevolezza ci riporta ad una regola-base della comunicazione per cui se il messaggio non passa la colpa è dell’emittente. E l’Europa non solo l’ha capito ma tenta di correre ai ripari. Non nuove regole, ne abbiamo fin troppe, ma semplificazione e trasparenza: il rapporto tra quanto l’Europa fa e il canale diretto coi cittadini, beneficiari ultimi della spesa dei fondi.

Nel summit che si è tenuto in Transilvania, a Sibiu, lo scorso 9 maggio, è stata ribadita la responsabilità condivisa che la comunicazione porta con sé, condivisa tra Europa, Governi nazionali, amministrazioni regionali e locali perché i vantaggi della politica di coesione sono per tutti.

Maggiore conoscenza dei fondi come risposta all’euroscetticismo

Nel processo di europeizzazione dell’euroscetticismo ci sono i partiti che hanno vinto, il ruolo dei social dove i più attivi sono sempre i più facinorosi, perché le condivisioni sono favorite dalla conversazioni che suscitano più reazioni. Poi ci sono i beneficiari di fondi Ue, una fetta importante di popolazione che, grazie alle opportunità delle politiche di coesione, potrebbe diventare testimonial di quanto l’Europa investe su infrastrutture, sviluppo economico, ricerca e innovazione, diritti sociali, strategie territoriali. Una fetta importante. In Italia solo il 37% della popolazione sa che quell’intervento è realizzato grazie ai fondi europei. Perciò la comunicazione dei fondi strutturali è importante e va migliorata. Come? Raggiungendo i beneficiari finali. Poiché 4 europei su 10 visitano quotidianamente i social, l’Europa dedica ai social uno spazio esplicito nella prossima programmazione 2021 2027 (cfr articolo 45 del CDP) In attesa di quella, ha promosso una richiesta di budget per le amministrazioni che vogliano fare campagne sponsorizzate sui social.

La comunicazione, un mezzo veloce per ottenere trasparenza

Avete mai sentito parlare di web reputation? Non nei termini di una pubblica amministrazione e invece è quello che i comunicatori devono iniziare a fare, per la pubblica amministrazione. Pensiamo alla reputazione della amministrazione che gestisce i fondi: è l’ente che si occupa di declinare la programmazione e attuarla, è il modo di gestire di un ente che crea impatto sulla performance stessa dei fondi. Comunicare un bando europeo vuol dire arrivare ad un pubblico più ampio di beneficiari, target specifico di beneficiari Se partecipano più progetti, possibilità maggiore di avere progetti qualitativamente migliori. Più trasparenza vuol dire aumentare una pressione sull’ente attuatore: più comunicazione più aspettative da parte dei cittadini

Capisaldi della nuova programmazione 2021 -2027

1.       Comunicare i fondi è comunicazione della politica di coesione, all’articolo 17 del CDP (Common Provisions Regulation) si dice che la comunicazione parte integrante del ciclo progettuale e non un passo aggiuntivo dopo che altri hanno deciso tutto della programmazione, senza tener conto delle esigenze della comunicazione che sono quelle di aver individuato, nello stesso programma, target, azioni e obiettivi ogni volta definiti. Diventa uno degli indicatori insieme a sorveglianza, controllo, audit, valutazione

2.       Gli Stati membri e le regioni hanno requisiti rafforzati in termini di comunicazione, come l’organizzazione di eventi per l’apertura di grandi progetti finanziati dall’UE e lo sviluppo di piani di sensibilizzazione sui media sociali.

3.       Allo stesso tempo, la comunicazione sui progetti finanziati dall’UE è semplificata, con un unico marchio che copre tutti i diversi fondi dell’UE, un portale unico che mostra tutti i finanziamenti disponibili per le imprese e un database di progetto unico gestito dalla Commissione.

4.       Al capo 31 del CDP si ribadisce la necessità della comunicazione, unendola alla trasparenza. “Le autorità, i beneficiari e tutti coloro che sono interessati ai programmi negli Stati membri dovrebbero diffondere informazioni sui risultati dei finanziamenti dell’Unione e informarne il grande pubblico. La trasparenza, la comunicazione e le attività mirate alla visibilità restano essenziali per conferire visibilità all’azione dell’Unione sul terreno e dovrebbero basarsi su informazioni vere, accurate e aggiornate”.

L’Europa a maggio 2019, Contributo della Commissione europea alla riunione informale dei leader dell’UE a 27 del 9 maggio 2019 a Sibiu (Romania), i principi fondanti:

1.     Riconoscere che la comunicazione sull’Unione europea è una responsabilità comune degli Stati membri dell’UE, dei governi a tutti i livelli e delle istituzioni dell’UE.

2.     Aumentare il dialogo e l’interazione con i cittadini in merito alle politiche e alle questioni relative all’Unione europea.

3.      Garantire che in futuro le istituzioni dell’UE collaborino più strettamente a campagne di comunicazione istituzionale dell’UE basate su valori europei condivisi

4.     Unire le forze per contrastare la disinformazione con una comunicazione dell’UE fondata sui fatti

5.      Promuovere l’insegnamento e l’apprendimento dell’Unione europea a tutti i livelli di istruzione

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