Tartufo social, a Forcoli la pepita d’oro brilla su Facebook

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Sono tartufai toscani da quattro generazioni. Da quando, nel 1920, Giuseppe Savini si dilettava ad andar in cerca di tartufi, trasmettendo poi la passione al figlio Zelindo, vero artefice della fortuna di famiglia. Fu lui che, da semplice guardiacaccia, diventò prima un punto di riferimento per i nobili del Nord arrivati in Toscana in cerca di tartufi, poi comprò una bottega a Montanelli, vicino Forcoli, dove preparava merende ai tartufai aiutato, in cucina, dal figlio Luciano. Sono passati quasi cento anni da allora e oggi i nipoti Carlo e Cristiano gestiscono un’azienda che ha clienti in quaranta Paesi in tutto il mondo. Dall’America all’Australia, passando per Giappone, Cina, Olanda, Danimarca, Belgio, oggi i Savini esportano ovunque tutto l’anno. Nel 2007 sono arrivati anche due riconoscimenti tanto attesi: hanno conquistato un doppio guinness dei primati con il tartufo più grande della storia (1,497 chili) che è stato anche il più pagato (battuto all’asta per 330 mila dollari).

La Savini tartufi, a Pontedera, in provincia di Pisa, rappresenta perciò un’altra grande eccellenza italiana legata al territorio e alla tradizione che però strizza l’occhio anche alla comunicazione 2.0, come ci ha raccontato Cristiano Savini.

 

Forcoli VIVI VALDERA Tartufi Savini

 

Quali sono le principali attività dell’azienda?

“Il tartufo è un elemento essenziale della natura italiana e soprattutto della Toscana. Delle nove varietà di funghi presenti in tutto il Paese nel nostro territorio abbiamo la fortuna di trovarne ben sette: dal bianco al nero, dallo scorzone al bianchetto. Questo perché la nostra regione offre un territorio molto variegato, con clima e altitudini diverse. Noi abbiamo circa seicentocinquanta raccoglitori che garantiscono tartufo fresco tutto l’anno, da gennaio a dicembre. Dopo la raccolta facciamo la selezione del prodotto fresco riservato a ristoranti e alta gastronomia mentre quelli scartati vengono lavorati per realizzare salse, paté, burro, affettati, cioccolatini, bruschette, fondute, mostarde, olii e acciughe destinati a negozi specializzati e catering”.

Con un patrimonio così prezioso non sarà difficile utilizzare i social media per avvicinare gli appassionati al vostro mondo.

“In realtà, finché non siamo approdati su Facebook, avevamo solo un pubblico di rimbalzo, cioè i clienti dei nostri fornitori che ci conoscevano attraverso di loro ma non avevamo un contatto diretto. Da quando abbiamo aperto la nostra pagina siamo riusciti a raggiungerli direttamente”.

 

Avete anche un profilo twitter ma con pochi followers, lo usate poco?

“Sì, ci interessa meno perché è destinato soprattutto agli operatori del settore mentre noi privilegiamo il rapporto con il privato che poi è quello che, attraverso Facebook, ci conosce e viene a trovarci in azienda ad assaggiare i nostri prodotti”.

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Da quanto usate Facebook?

“I nostri maggiori clienti solo all’estero e già diversi anni fa, esportando molto in America, abbiamo scoperto questa importante opportunità e ho iniziato a comunicare le nostre attività attraverso il mio profilo personale, che aggiornavo personalmente. Oggi abbiamo invece due figure professionali che si occupano di hospitality e anche della comunicazione online: solo dallo scorso ottobre abbiamo aperto la pagina che ha già più di 4.000 like”.

 

Quali sono i contenuti che veicolate sui social?

“Sfruttiamo le grandi potenzialità del mezzo per la promozione dei nostri eventi. Dal 2006 abbiamo una nuova sede a Montanelli (Forcoli) con una bottega per il ristoro. Qui abbiamo recentemente inaugurato il museo Savini, dedicato alla storia del tartufo in Toscana che si intreccia a quella della famiglia Savini, e proponiamo ai nostri visitatori la Truffle Experience. Un viaggio a 360° grandi nel mondo del tartufo con tre percorsi diversi: una degustazione a base di tartufo oppure la caccia al tartufo per i boschi con degustazione o ancora la caccia, il corso di cucina su piatti al tartufo e la degustazione dei piatti preparati. Ce n’è per tutti i gusti, basta prenotare sul nostro sito www.savinitartufi.it”.

 

Savini Tartufi

Come è cambiato il vostro rapporto con i clienti grazie ai social?

“C’è più curiosità e interesse verso di noi, con Facebook abbiamo un grande passaparola che ci fa ottenere tante visite in più in azienda. Inoltre riusciamo ad avere continuità con i nostri clienti, feeling e in alcuni casi nasce anche un’amicizia. Per chi come noi viaggia in tutto il mondo è uno strumento fondamentale per pubblicizzare le nostre attività anche all’estero. Alcune volte è capitato di ritrovare, ad alcuni nostri eventi negli Stati Uniti, dei clienti americani che ci erano venuti a trovare a Forcoli e che, grazie a facebook, avevano scoperto che facevamo una serata proprio nel loro paese. E’ stato bello ritrovarci dopo anni a tanti chilometri di distanza!”.

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Silvia Mastrorilli

Silvia Mastrorilli, giornalista professionista, addetta stampa, social media manager, appassionata di enogastronomia, mamma e autrice del blog Mamme in blog

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