Helsinki, quando l’innovazione è “normale” e app e social migliorano la qualità della vita

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In che modo app e social media possono migliorare la qualità della vita delle persone e la partecipazione civica? Ma soprattutto, cosa rende l’innovazione qualcosa di “normale” o comunemente accettato nella governance dei processi locali? L’esperienza di Helsinki e della sua area metropolitana mostra quanto stia proprio in questa “normalità” la vera chiave nel produrre cambiamenti sul territorio. La traduzione in pratica di principi come open government e accountability delle scelte pubbliche, ancora tema di dibattito in Italia ma raramente realizzati in concreto da ogni livello amministrativo,  è figlia di un impegno politico chiaro, che origina da uno scambio continuo tra decision maker e innovatori presenti nella pubblica amministrazione. Un hackaton permanente, che incrocia capacità e competenze diverse avendo come faro la qualità della vita del cittadino.

Molteplici le possibili cause: dalla volontà di trasparenza dopo secoli di dominazione russa fino, più ai giorni nostri, alla capacità di creare un ecosistema adatto all’innovazione guidata da sostegno pubblico e collaborazione costante con imprese, creativi e developers. Vanno in questo senso iniziative promosse da Forum Virium Helsinki come Helsinki love developers o gli oltre 1100 data set liberati dall’Helsinki Region Infoshare, che costituiscono una base di informazioni utilissima per programmare politiche pubbliche efficaci e offrire servizi sempre più avanzati ai cittadini.

La mobilità pubblica è senza dubbio il campo in cui la maggior parte delle app sta contribuendo ad un miglioramento concreto delle abitudini di vita dei residenti dell’area metropolitana ma l’utilizzo di strumenti sempre più innovativi e completi per favorire la partecipazione civica (come Open Ahjo, che consente di geolocalizzare dove avranno impatto le decisioni comunali) e il racconto condiviso dei luoghi di vita si fanno strada nell’azione quotidiana delle amministrazioni pubbliche finlandesi.

Esperienze come stadi.tv, basata sui contributi giornalistici prodotti dai residenti, con particolare attenzione alle zone più difficili, o l’omologo canale online del comune di Vantaa vantaakanava.fi rappresentano utili complementi alle azioni di partecipazione civica e realizzano ogni giorno uno storytelling partecipato capace di migliorare il modo in cui la comunità percepisce sé stessa e le sue sfide.

Ciò vale anche sul fronte dell’inclusione sociale, in un paese caratterizzato da un’immigrazione ancora recente specie se paragonata al resto della Scandinavia ma non meno problematica se non gestita efficacemente nei quartieri più a rischio. Contrastare la ghettizzazione integrando le politiche per i migranti al resto delle politiche sociali è la strada che Helsinki e molte città europee hanno intrapreso negli anni, ma la capitale finlandese è una delle poche ad aver basato sulla comunicazione con i cittadini buona parte di questa strategia. Basti pensare al peso anche simbolico dello spostamento dell’ufficio dedicato agli stranieri da Helsinki Est all’edificio comunale di Aleksanterinkatu, accorpandolo all’efficiente ufficio informazioni Virka che fornisce al contempo informazioni a residenti e turisti e prevede addirittura un servizio di consueling via chat rivolto a chi dall’estero intende venire a stabilirsi ad Helsinki. Un’idea semplice e forse banale che però integra e completa l’azione di un amministrazione attenta alla quotidianità delle persone e a contrastare ogni forma di esclusione sociale. Anche in Finlandia un tasso di disoccupazione giovanile al 10% preoccupa come anche la paura di perdere le tutele di un solido stato sociale, testimoniata anche dal 9,79 ottenuto alle ultime europee dai Perussuomalaisset (gli euroscettici Veri Finlandesi). Le sue città però guardano con ottimismo al futuro e c’è da chiedersi quale sia il loro segreto: aver creato un ecosistema favorevole all’innovazione oppure, più semplicemente, come ripetono i funzionari dell’associazione finlandese dei comuni Kuntaliitto “siamo soltanto ben organizzati”.

 

Qui lo storify realizzato da @Cittalia in cui si racconta l’innovazione e la partecipazione nelle città finlandesi 

 

Simone d’Antonio (@Simonedantonio)

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