I social media più utilizzati dai Comuni italiani nell’indagine realizzata da FPA per Dedagroup

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Quali sono i social media più utilizzati dai Comuni italiani? Lo rivela l’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata, per il secondo anno consecutivo, da FPA in esclusiva per Dedagroup Public Services, società impegnata nella costruzione delle nuove infrastrutture pubbliche digitali del Paese, con l’obiettivo di misurare l’avanzamento della PA italiana nel suo percorso di innovazione attraverso un’approfondita analisi qualitativa di un campione di 109 enti, aggiornata al 31 maggio 2020.

Il canale social più diffuso è Facebook (utilizzato da 95 amministrazioni), seguito da Youtube (attivo in 93 città), Twitter (85) e LinkedIn (84). Più basso il dato relativo a Instagram, con soli 67 Comuni attivi. Ancora poco diffuso Telegram, utilizzato soltanto da 45 città come strumento per informare tempestivamente la cittadinanza su novità, eventi e servizi erogati. Complessivamente, solo 23 Comuni tra i 109 monitorati utilizzano tutti i 6 strumenti analizzati.

Sono state tre le dimensioni analizzate dall’indagine per valutare la maturità digitale delle città: Digital public services, che misura il livello di disponibilità online dei principali servizi al cittadino e alle imprese erogati dai Comuni capoluogo; Digital PA, che misura il livello di integrazione dei Comuni rispetto alle principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (SPID, PagoPA e ANPR); Digital Openness, che misura il livello di apertura dell’amministrazione comunale in termini di numerosità e qualità dei dati aperti rilasciati e il livello di comunicazione con la propria comunità di riferimento attraverso l’attivazione dei principali canali social.

L’indagine ha evidenziato come la digitalizzazione non sia più un percorso riservato solo alle amministrazioni più grandi, più strutturate e dotate di maggiori risorse economiche e professionali. Cosa incide quindi maggiormente sulla maturità digitale dei Comuni? Più che la collocazione geografica o la dimensione demografica, a contare sono altri fattori.
In primis la capacità di integrare i propri servizi con le piattaforme e gli strumenti realizzati a livello centrale dal Team per la trasformazione digitale in collaborazione con AgID, che oggi sono a disposizione di tutte le amministrazioni italiane rappresentando delle formidabili “cassette degli attrezzi” che consentono ad enti di ogni dimensione di effettuare un deciso cambio di passo nel proprio percorso di digitalizzazione. 
Influisce anche la capacità dei Comuni di “fare rete” con altre amministrazioni. La condivisione di esperienze, risorse e professionalità e lo sviluppo di progettualità condivise rappresenta un aspetto chiave per raggiungere gli obiettivi definiti dal Piano triennale.
Ultimo cruciale aspetto è la capacità di sfruttare le opportunità offerte dall’accelerazione del Cloud PA. L’avvio del Cloud marketplace, accompagnato dall’obbligo di approvvigionarsi esclusivamente di soluzioni SaaS qualificate da AgID, in virtù del principio cloud first, consente alle amministrazioni di usufruire di soluzioni per la gestione dei procedimenti amministrativi flessibili e scalabili, facilmente gestibili da parte delle amministrazioni ogni ordine e grado.

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