I social nella gestione delle emergenze

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Come affrontare un’alluvione? I social sono uno strumento potentissimo e utile per raggiungere chi ha bisogno di aiuto, per scambiarsi informazioni tra cittadini e autorità. A #pasocial una tavola rotonda ad hoc per discutere qual è lo stato dell’arte e gli scenari futuri dei nuovi media nella gestione delle emergenze

“La protezione civile per sua natura è una rete. In situazione di emergenza messaggio non deve essere equivoco – ha spiegato Titti Postiglione, direttore ufficio emergenze Protezione civile – I sindaci sono i primi soggetti coinvolti nell’informazione da dare ai cittadini e quindi devono essere messi in condizione di fare sistema”.

“C’è un mondo che cambia e i Comuni ne devono prendere atto – ha spiegato Federico Piazzarotti, sindaco di Parma che ha racconta l’alluvione che colpì Parma più di un anno fa – Social usati in modo bidirezionale, comunicare direttamente ma anche andare a cercare su Twitter, dove è più facile, e su Facebook ciò che gli altri cittadini segnalano. I social sono grande opportunità, ma anche una grande pericolosità in senso generale. Devono essere usati in modo accurato e preciso”.

“In questo momento non c’è altra strada che utilizzare i social nella gestione delle emergenze – ha detto Matteo Biffoni, sindaco di Prato – Il 5 marzo scorso, quando si abbatté la tempesta su Prato, abbiamo ringraziato di avere pagina twitter e pagina Facebook del Comune con le quali comunicare con i cittadini. Anche nella tragedia di Parigi sono stati usati per aiutare i sopravvissuti. Anzi, dobbiamo educare l’utilizzatore a usare questi strumenti perché in caso di emergenze gli hashtag devono essere lasciati liberi per comunicare in modo diretto. E’ lo strumento più immediato per veicolare le informazioni”.

“Non ha senso dare tante notizie su Facebook e Twitter – ha detto Paolo Tessadri, dipartimento Protezione civile provincia autonoma di Trento – Al contrario, ha senso ed è molto utile, usare questi strumenti per comunicare in caso di necessità.

“Abbiamo iniziato un percorso con i ragazzi per far conoscere il lavoro quotidiano della Protezione civile, non soltanto nel momento dell’emergenza – ha detto Francesca Bellenzier, dirigente Protezione civile e Comunicazione operativa del Comune di Genova – E sempre con i ragazzi stiamo cercando di creare un rete di monitoraggio per tenere sotto controllo tutti i torrenti che insistono nella zona di Genova”.

“Nel 2011 in pia emergenza alluvione a Genova il sito del Comune collassa per il troppo traffico delle persone in cerca di informazioni – ha spiegato Francesca Puddu, funzionario sito istituzionale del Comune di Genova – I social network hanno quindi sostituito e supportato nella gestione dell’emergenza”.

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