In Veneto una piattaforma tecnologica agevolerà le persone con disabilità nell’accesso alle Ztl

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Facilitare le persone con disabilità nell’accesso alle zone a traffico limitato dei centri storici del Veneto, evitando fastidiosi adempimenti burocratici. È questo il senso del progetto regionale Il circuito veneto delle Ztl.

Il progetto è stato avviato dalla Regione lo scorso gennaio. Il codice della strada stabilisce che gli autoveicoli appartenenti alle persone con disabilità in possesso di Cude (Contrassegno unificato disabili europeo) debbano avere il diritto di circolare in tutte le Ztl del territorio senza incorrere in sanzioni, a prescindere dal Comune di residenza che ha rilasciato l’autorizzazione. Attualmente, però, non vi è condivisione di dati. Ciò significa che per spostarsi fuori dal proprio territorio di residenza, il cittadino in possesso di Cude deve preavvisare in qualche forma (fax, email ecc.) il Comune di destinazione. In mancanza di questa segnalazione, la persona che circola nel territorio di un Comune diverso da quello che le ha rilasciato il permesso viene sanzionata se transita in area Ztl con controllo telematico degli accessi; ne segue un ricorso che comporta disagi e spese sia da parte del cittadino sia della pubblica amministrazione.

Con Il circuito veneto delle Ztl un Comune che rilascia i permessi Cude potrà aderire al circuito stesso, sottoscrivendo un’apposita convenzione con la Regione. In questo modo il Comune caricherà in una piattaforma online i dati dei permessi strettamente necessari, che saranno quindi condivisi in rete con gli altri Comuni, consentendo così di venire concretamente incontro ai bisogni di mobilità delle persone con disabilità e, al tempo stesso, di tagliare le spese che i Comuni devono sostenere per la gestione dei ricorsi.

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