Iperbole, l’esperienza vincente della rete civica di Bologna

0

Una rete civica che negli ultimi vent’anni ha fornito servizi ai bolognesi, accompagnandoli anche nelle evoluzioni della comunicazione pubblica. Ecco questa è Iperbole Bologna e a raccontarla è Luca Zanelli del social media team, che spiega: “Iperbole (Internet per Bologna e l’Emilia-Romagna) è la rete civica di Bologna, nata ufficialmente nel gennaio del 1995, la prima in Italia, seconda in Europa dopo Amsterdam”. Ma il fatto di aver anticipato i tempi a livello italiano non ha rappresentato una chiusura nei confronti delle diverse esperienze di comunicazione cresciute in Italia e non solo: “Abbiamo sempre avuto uno sguardo ampio sui fenomeni della comunicazione pubblica e osservato con curiosità e attenzione le migliori esperienze locali, nazionali e internazionali – racconta Zanelli -. Per i social network però, sin da subito, si è pensato a trovare un proprio modo di “frequentarli”, per avere una “voce” riconoscibile e caratteristica. Anche perché questo è un territorio nuovo, in continua evoluzione, in cui siamo tutti soprattutto alunni, più che maestri, e la pratica nel tempo ti costringe a cambiare e ad adattarti rapidamente; tenendo sempre presenti, però, alcuni principi chiave della comunicazione pubblica, di servizio al cittadino, che valgono sempre”.

I social non sono tutti uguali sia per chi li utilizza sia nelle preferenze dei cittadini ed infatti: “Ora Twitter sembra ricevere molta attenzione rispetto a quando siamo partiti nel 2009, Facebook mantiene però ancora numeri imponenti e poi Instagram registra una crescita rilevante e sempre maggior apprezzamento. Posso dire, invece, che in generale è apprezzato il tentativo delle pubbliche amministrazioni di presidiare i media sociali, ognuno per le proprie specificità”. E ci sono episodi fanno capire l’utilità dei canali di nuova comunicazione come “la grande nevicata del febbraio 2012 – ricorda Zanelli – e, qualche mese dopo, il terremoto dell’Emilia non ha fatto altro che confermarne l’importanza. Durante il “nevone” fu necessario, per esempio, avvisare in tarda serata i cittadini della chiusura delle scuole per il giorno successivo e grazie anche al potenziale diffusivo di Twitter e Facebook  riuscimmo ad avvertire quante più persone possibile. Sempre in quei giorni il sito web spesso diventava irraggiungibile e gli unici canali a disposizione per comunicare erano i social network, anche quali strumenti di raccolta delle segnalazioni dei cittadini”. Così come ci sono eventi particolarmente difficili da affrontare come “il terremoto del maggio 2012. E’ stato davvero un episodio difficile da gestire sul piano comunicativo, non solo per l’impatto emotivo che ebbe in città (anche se non ci furono danni rilevanti), ma per la necessità di esser presenti in pratica 24 ore su 24, per il rumore di fondo che si verifica sempre in questi casi, per la gran mole di dati da affrontare. Ricordo per esempio la mattina in cui alcuni cittadini ci informarono di alcune evacuazioni in corso per falsi annunci di imminenti scosse che avrebbero coinvolto la città. Ecco, questo è uno di quei casi che rivelano l’utilità dei social media e del loro presidio”. L’esperienza di Bologna dovrebbe dunque spingere le amministrazioni a puntare sui nuovi canali di comunicazione e per questo chiediamo a Zanelli quale consiglio darebbe ai Comuni: “Di avere il coraggio di sperimentare, e quindi anche di sbagliare, perché ne saranno ripagati in termini di fiducia, empatia, relazione – risponde  -. E’ un’esperienza entusiasmante, anche se faticosa, e con tutte le difficoltà che ben conosciamo, all’interno delle pubbliche amministrazioni e nei confronti delle stesse”.

 

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

ROBERTA ABBATANGELO

Classe 1985, lodigiana di nascita ma piacentina d'adozione. Una laurea in Lettere Moderne, un master in Digitalizzazione dei beni culturali, un paio di corsi in comunicazione per gli Enti Pubblici e mille progetti culturali in testa. Dal 2009 sono la responsabile della comunicazione e dei social media per un museo pubblico dell'Emilia Romagna (sì, è un lavoro bellissimo!). Quando non sono sui social mi piace guardare le serie tv, fare trekking, viaggiare e ovviamente visitare mostre.

Leave A Reply


*