La tecnologia contro il coronavirus. CSI Piemonte al lavoro per superare la crisi

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Allargamento dello smart working, potenziamento del sistema di videoconferenze, supporto all’Unità di Crisi della Protezione civile piemontese e al sistema sanitario e scolastico regionale. Sono alcune delle attività che Csi Piemonte – il Consorzio per il sistema informativo della Regione – sta portando avanti in questi giorni per aiutare i propri consorziati ad affrontare l’emergenza coronavirus con responsabilità, sicurezza ed efficienza. E a rispondere con sempre maggiore tempestività alle domande e alle esigenze di tutta la comunità piemontese.

Dall’inizio dell’emergenza il Csi ha progressivamente allargato il ricorso allo smart working e al telelavoro da parte dei propri dipendenti, arrivando fino a circa l’80% del personale. A seguito dell’emanazione del Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) dell’11 marzo 2020, infine, il Csi ha deciso che tutti i dipendenti del Consorzio fossero abilitati al lavoro agile, con la sola eccezione dei presidi alle Unità di Crisi e di chi si occupa di servizi infrastrutturali, facility management e servizi essenziali.

Ma il Consorzio sta lavorando anche per ridurre le necessità di mobilità e di spostamento dei dipendenti di Regione Piemonte, Città di Torino e Città Metropolitana di Torino, operando da remoto grazie alla virtualizzazione delle postazioni di lavoro che accedono ai servizi di Csi Piemonte.

A oggi i tecnici del Csi hanno già provveduto alla remotizzazione di circa 4000 postazioni di lavoro, che nei prossimi mesi diventeranno circa 7000. Tutte saranno raggiungibili da rete pubblica per favorire la possibilità di smart working e telelavoro.

Grazie al lavoro del Csi, il governo regionale può contare su sistemi di videoconferenza che permettono a presidente, assessori e Consiglio regionale di lavorare in piena sicurezza ed efficienza. Si sta però lavorando per estendere questa possibilità al maggior numero di utenti: 60 le utenze di video conferenza disponibili già oggi, che saliranno nell’immediato futuro a circa 150 (+90).

Intanto il 10 marzo il Consiglio regionale del Piemonte ha effettuato una riunione in videoconferenza della Commissione Sanità per la gestione dell’emergenza, e l’11 marzo si è tenuta, sempre in videoconferenza, la seduta dei capigruppo del Consiglio.

Personale del Csi sta affiancando dal primo giorno di emergenza l’Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Piemonte per fornire assistenza sistemistica. In totale si tratta di oltre 10 professionisti del Csi coinvolti ogni giorno dalle 8 alle 20 e, in reperibilità, in orario notturno. Fra le principali attività ci sono la gestione delle videoconferenze, l’elaborazione dati e la fornitura e manutenzione dei collegamenti di rete più che mai necessari in questo momento.

L’operatività del numero del Contact Center regionale è stata potenziata per rispondere al meglio all’aumento delle chiamate da parte della cittadinanza. È stata ampliata la fascia oraria di risposta, portata a 12 ore giornaliere (8-20) dal lunedì al venerdì, ed è stato rinforzato il personale che gestisce il servizio: ai circa 20 operatori che ci lavorano, infatti, sono state aggiunte altre 7 persone.

Inoltre, sempre nell’ambito del Contact Center regionale sta per partire un servizio informativo specifico a supporto di tutte le scuole piemontesi, riguardante strumenti e soluzioni di didattica a distanza messi a disposizione dal Miur per la durata dell’emergenza.

Siamo un’azienda chiave per la pubblica amministrazione, che oggi ci sta chiedendo sforzi eccezionali per contribuire alla gestione e alla risoluzione di questa crisi sanitaria”, commentano Pietro Pacini e Letizia Maria Ferraris, rispettivamente girettore generale e presidente del CSI Piemonte. “Per questo vogliamo ringraziare tutto il personale del Consorzio che ogni giorno lavora senza sosta per aiutare il CSI e i suoi clienti ad affrontare questo difficile momento al meglio delle proprie possibilità”.

Il consorzio sta promuovendo anche sui suoi canali social le proprie attività per supportare gli enti nell’emergenza coronavirus.

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