L’Università di Verona parla agli studenti con Snapchat

1

Quanto a presenza sui social media, non si può certo dire che l’Università di Verona si sia risparmiata. La consapevolezza di dover stare al passo con le novità del mondo digitale e la convinzione che incrementare gli ottimi risultati ottenuti sia sempre possibile, spingono l’Ateneo verso nuovi orizzonti. Tra le prime in Italia, l’Università di Verona ha scelto Snapchat (con l’account univr) per avere un contatto diretto con i suoi studenti, soprattutto i più giovani.
Abbiamo rivolto alcune domande a Tiziana Cavallo, responsabile della comunicazione integrata dell’Ateneo, Giovanni Cerruti e Francesca Nazzaro, addetti alla strategia social e digital, per conoscere qualcosa in più sul piano editoriale in atto.

L’Università di Verona punta molto sui social media: è presente su Facebook, Twitter, YouTube, Flickr, Instagram, Linkedin e ha recentemente attivato un account Snapchat. Cosa vi ha spinto a dotarvi anche di quest’ultimo mezzo di comunicazione?
Nei primi mesi del 2016 Snapchat ha avuto un’ampia crescita in Italia, soprattutto tra gli adolescenti. Questa diffusione ci ha portati a valutare la possibilità di creare un account ufficiale per inserirci nel trend e far parte della realtà digitale nella quale soprattutto i futuri studenti si rispecchiano. Nel periodo estivo, inoltre, abbiamo condotto un’indagine tra i partecipanti agli incontri di orientamento organizzati dal nostro Ateneo chiedendo quali fossero i social più utilizzati e abbiamo riscontrato dalle risposte che proprio Snapchat, per quel target specifico, era il terzo social dopo Facebook e Instagram. I dati parlavano chiaro e abbiamo deciso di iniziare a usarlo.

Gestire una così ampia gamma di social network può essere impegnativo: quante persone se ne occupano, e quanto tempo viene dedicato a Snapchat?
All’interno dell’Area comunicazione due persone si occupano della gestione strategica e contenutistica dei social.  Per la creazione e diffusione di contenuti su Snapchat (considerando l’immediatezza e il breve tempo di esposizione dei contenuti pubblicati) l’impegno, tra ideazione e gestione del social, per adesso è di circa un paio d’ore complessive a settimana. Monitorando l’andamento, valuteremo in futuro se aumentare l’impegno su questo social.

Quali sono i contenuti e i linguaggi più adatti a Snapchat?
I contenuti più performanti in termini di risultati sono i video; in particolar modo “funzionano” video di eventi o momenti (lauree, momenti di studio, momenti di aggregazione). Il linguaggio testuale e visivo che utilizziamo è meno formale rispetto ad altri social.

Gli utenti che utilizzano Snapchat fanno parte di un target particolare?
Non essendoci in Snapchat strumenti per analizzare le Insights, non siamo in grado di definire con metriche oggettive il nostro bacino di utenti. Presumibilmente si tratta di studenti iscritti ai primi anni di corso e futuri studenti, quindi giovani tra i 16 e i 18 anni.

Parlando dei numeri di Snapchat, la risposta da parte degli utenti è buona o speravate in risultati migliori?
Per un limite intrinseco di Snapchat (per seguire un account ─ a differenza di altri social, vedi Instagram ─ è necessario saperne il nome utente e non esiste un flusso di contenuti che permetta di far conoscere in modo indiretto il profilo a nuovi utenti) l’account Univr ad oggi ha una base di fan abbastanza limitata (circa 500 utenti) rispetto agli altri social istituzionali. È comunque da considerarsi in continuo aumento: + 20% al mese. Il dato corrisponde pienamente alle aspettative.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

Annalisa Sichi

Classe 1986, pistoiese e aspirante giornalista. Laureata in Comunicazione strategica alla Cesare Alfieri di Firenze. Ho lavorato per un anno nell'ufficio stampa del Comune di Pistoia, dove mi sono occupata anche della gestione dei social networ

1 commento

  1. Pingback: L’istruzione si avvicina ai social | Villa Consulting Magazine

Leave A Reply


*