Milano punta a 12.000 veicoli per il bike sharing a flusso libero 

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Essere proprietari dei mezzi di trasporto con i quali ci si muove in città è un moda superata, è tempo di condivisione. Automobili, biciclette e ciclomotori utilizzati insieme agli altri portano sono benefici, in termini economici, di qualità della vita di tutti i cittadini ma principalmente per la sostenibilità ambientale.

A Milano ne sono perfettamente consapevoli tant’è che da luglio scorso è stato ha avviato un piano per il “Bike sharing free floating”. L’amministrazione comunale ha infatti definito le caratteristiche del servizio di condivisione delle biciclette che da poco più di 4.600, attualmente disponibili, dovrà raggiungere i 12.000 veicoli a due ruote.

Il piano per la mobilità dolce e sostenibile nel capoluogo lombardo durerà tre anni ed è possibile partecipare al bando direttamente dal sito del Comune, entro il 31 dicembre 2017. Qui tutte le info.

Gli operatori che vogliono partecipare alla gestione del servizio – che avrà un periodo di sperimentazione di tre anni – dovranno assicurare che:

  • la flotta massima complessiva di tutti gli operatori sia di 12 mila biciclette, disponibili 24 ore su 24 tutti i giorni per la durata complessiva della sperimentazione;
  • le biciclette in servizio non siano meno del 90 per cento della flotta disponibile composta da un minimo di 1.000 e da un massimo di 4.000 veicoli per operatore;
  • i mezzi siano disponibili su tutto il territorio di Milano secondo la modalità “one way”. Si dovrà dare in sostanza la possibilità all’utente di rilasciare la bicicletta in un punto diverso da dove l’ha presa;
  • sia attivo un sistema di gestione completamente automatizzato. L’utente dovrà visualizzare le biciclette disponibili, potrà prenotarle, sbloccarle/bloccarle, pagare e segnalare guasti tramite una applicazione per smartphone;
  • il mezzo abbia un sistema Gps integrato per la localizzazione durante l’utilizzo e, in caso di furto, un sistema di bloccaggio/sbloccaggio attivabile da remoto tramite app concepito in modo che la bicicletta possa essere parcheggiata senza essere legata a un supporto;
  • le bici pesino al massimo 30 chili, abbiano un telaio resistente all’uso intensivo e alle intemperie ed siano riconoscibili rispetto alle biciclette commerciali e di altri servizi analoghi con, ben visibile, il logo del comune di Milano.
  • Il veicolo abbia il cambio con almeno 3 velocità. Il “bike sharing free floating” potrà avere anche veicoli a pedalata a batteria o con sistema “smart wheel” con la possibilità per l’utente di attivare/disattivare il motore elettrico quando non lo desidera. La ricarica della batteria all’80 per cento della capacità deve avvenire entro 4 ore al massimo e la stessa deve essere a litio di alta qualità.

Tutti gli operatori del “bike sharing free floating” dovranno garantire l’interoperabilità con il trasporto pubblico urbano.

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Comunicatore pubblico, nato nel 1967, ho due figlie adolescenti, sono di origini sannite ma romano a tutti gli effetti. Quando non ho impegni lavorativi e familiari metto ai piedi le mie scarpe da running e corro nei parchi o sulle strade della mia città: provo così a liberarmi da tutti i pensieri negativi, cerco soluzioni e preparo anche qualche maratona.

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