Musei e social media, la fotografia dell’Istat

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L’Istat ha recentemente pubblicato il report 2015 relativo a musei, aree archeologiche e monumenti in Italia. Numerosi i dati presentati: diffusione sul territorio, servizi offerti, ricavi, padronanza delle lingue straniere e, tra gli altri, anche la presenza online e sui social media dove spicca che quattro su dieci hanno attivato un canale di nuova comunicazione.
La rilevazione è stata condotta in stretta collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le Regioni e le Province autonome. I dati raccolti forniscono una descrizione aggiornata e puntuale delle strutture a carattere museale presenti in Italia.

Il patrimonio culturale italiano vanta 4.976 musei e istituti similari, pubblici e privati. Di questi, 4.158 sono musei, gallerie o collezioni, 282 aree e parchi archeologici e 536 monumenti e complessi monumentali. Le regioni con il maggior numero di istituti (30% del totale) sono Toscana (548), Emilia-Romagna (477) e Piemonte (427). Nel Mezzogiorno si concentra invece oltre la metà delle aree archeologiche (52,8%).

Sono ancora pochi i musei e i luoghi della cultura italiani che utilizzano i nuovi strumenti dell’informazione e della comunicazione digitale in tutte le loro potenzialità: la metà degli istituti ha un sito web dedicato (57,4% contro il 50,7% del 2011), ma solo il 24,8% utilizza le newsletter per comunicare con il proprio pubblico e appena il 13,4% rende disponibile un catalogo digitale.
Il 18,6% degli istituti offre ai visitatori connettività Wi-Fi gratuita tramite hotspot mentre solo il 6,6% utilizza Internet per consentire l’acquisto dei biglietti online. Va però evidenziata una crescente familiarità dei musei con le community virtuali: solo l’11,1% dei musei è attivo sul web con blog e forum ma il 40,5% è presente su almeno uno dei principali social media (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube etc.).

Accanto alle esposizioni permanenti è molto intensa l’attività di organizzazione di eventi.
Il 44,6% dei musei ha organizzato nel 2015 una mostra o un’esposizione temporanea. Tra questi sono gli istituti d’arte moderna e contemporanea a mostrare un maggiore spirito iniziativa (63,7%) seguiti dai musei di arte antica e classica (53,5%). L’allestimento di esposizioni temporanee è invece molto meno frequente per le aree archeologiche (solo il 16%).
I musei italiani manifestano nel complesso una forte vitalità e capacità di promozione culturale: più della metà delle strutture ha infatti dichiarato di aver progettato e realizzato attività didattiche organizzando corsi, laboratori e progetti educativi (57,7%), tenendo convegni, conferenze e seminari (51,6%), spettacoli dal vivo o altre iniziative di animazione culturale (50,7%).
Tre istituti su dieci (30,7%) hanno promosso progetti di ricerca o vi hanno preso parte in prima persona. Una minoranza (16,8%) ha invece affittato i propri spazi per ospitare eventi e manifestazioni private.

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