On line la consultazione pubblica Ue su fake news e disinformazione

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“Il giusto equilibrio tra libertà di espressione, pluralismo dei media e diritto dei cittadini a informazioni diverse e affidabili”. Le parole sono di Andrus Ansip, commissario dell’Unione europea (Ue) per il Mercato unico digitale e vicepresidente della Commissione europea, che sul tema della diffusione di fake news e disinformazione ha dedicato in questi giorni una conferenza multipartecipativa (#tacklefakenews) e aperto una consultazione pubblica on line che si concluderà il 23 febbraio 2018.

L’obiettivo è misurare la percezione del fenomeno da parte di cittadini, gestori delle piattaforme social, media on line e tradizionali, compresi i fact-checker, mondo della ricerca e formazioni della società civile.
Quello di medio periodo è costruire azioni partecipate per dare a chi – oggi quasi tutti, nella vita privata e/o in quella professionale – è immerso nel flusso incalcolabile di informazioni potenziato dalla viralizzazione del web e dei social, strumenti di conoscenza per poter valutare criticamente le informazioni ed essere così in grado di “setacciare” le dis-informazioni da quelle affidabili, riconoscere le notizie false o manipolate.

Partendo, va aggiunto, dalla consapevolezza che il concetto di fake news è ampio: non si identifica esclusivamente con quello di notizia falsa, ma comprende ogni forma di distorsione della realtà, compresi il linguaggio d’odio, discriminatorio, sessista, le varie forme di strumentalizzazione, come ha spesso sottolineato tra gli altri il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro.

La consultazione

Si riferisce a tutti i contenuti non illeciti, quindi non sanzionabili in base a norme di legge o regolamentari, per rilevare le opinioni rispetto a 3 aspetti:

  • le dimensioni del problema: come si percepiscono le fake news, quanto si è consapevoli delle forme di disinformazione, quanto ci si fida dei diversi media;
  • l’efficacia delle misure esistenti attivate dai gestori – e qui si pensi ad esempio all’impegno annunciato da Facebook sulla trasparenza delle pubblicità, legate non solo a contenuti politici – e il ruolo che canali di informazione e piattaforme dovrebbero avere;
  • le possibili azioni future a garanzia del diritto dei cittadini a informazioni di qualità, “una pietra angolare delle nostre democrazie”, come lo definisce la commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali Mariya Gabriel.

Due i questionari on line, ai quali si può rispondere in qualsiasi lingua dell’Unione europea: uno è rivolto ai cittadini, l’altro alle persone giuridiche e ai giornalisti, orientato a raccogliere le loro riflessioni come professionisti del settore.

I risultati della consultazione saranno pubblicati on line sulla pagina delle consultazioni del Mercato unico digitale.

Fake news: il piano di azione della Commissione Ue

La consultazione è uno degli strumenti di policy della Commissione su questo fronte, e si inserisce in una timeline di azioni di contrasto alle fake news che entro il 2018 prevede:

  • la creazione di un Gruppo di esperti di alto livello  – le candidature sono aperte fino a metà dicembre – che supportino la Commissione nel portare a sintesi le opinioni raccolte, definire ruoli e responsabilità dei vari “player” e formulare raccomandazioni;
  • il lancio di un Eurobarometro che prenda il polso della percezione/preoccupazione di citadini e opinione pubblica a proposito di fake news.

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MARIA GRAZIA LORETO

Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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