Operativo il gruppo di esperti scelto dalla Ue nella strategia anti fake news

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Con la prima riunione, il 15 gennaio scorso, del gruppo di esperti di alto livello che supporta la Commissione europea nella sua azione di contrasto alla diffusione on line della disinformazione e delle notizie false o fake news, si attiva il secondo livello della strategia avviata a novembre con il lancio della consultazione pubblica, aperta fino al 23 febbraio prossimo, sulla percezione del fenomeno da parte dei cittadini comuni, dei fact checker, dei media, delle formazioni sociali e degli altri stakeholder, e il lancio della call per le candidature al gruppo.

Composto da 39 esperti selezionati su oltre 300 candidature – 4 gli italiani che ne fanno parte, due giornalisti, Federico Fubini e Gianni Riotta, un’esponente del settore media, Gina Nieri, componente Cda di Mediaset e del Consiglio generale e di presidenza di Confindustria Radio Tv, e uno del mondo universitario, il docente di Diritto pubblico e diritto dell’informazione della Bocconi Oreste Pollicino – il gruppo è già al lavoro per svolgere il suo compito di consulenza a supporto delle strategie e azioni anti fake news dell’Unione.

Monitorare e combattere la diffusione di un fenomeno che non è nuovo e non è sempre illegale, ma che altera il pluralismo e la democrazia e cresce “a un ritmo preoccupante” grazie alla maggior facilità di accesso e circolarità delle informazioni consentita dalle tecnologie digitali che però, al tempo stesso, proprio perciò possono valorizzare il pluralismo democratico: è questo l’obiettivo del lavoro, ha spiegato in conferenza stampa dopo la riunione la commissaria Ue per l’Economia e le Società digitali Mariya Gabriel affiancata dalla presidente del Gruppo Madeleine de Cock Buning, dell’Università di Utrecht.

Tra i compiti principali dell’organismo che, ha annunciato Gabriel, presenterà in primavera una comunicazione, ci sono:

  • la raccolta e l’esame delle diverse posizioni e la formulazione di raccomandazioni su quali strumenti fornire ai cittadini, nel rispetto della libertà di espressione, per metterli in grado di individuare informazioni attendibili e verificate nel mare magnum della rete e dei contenuti che circolano via social;
  • la valutazione degli strumenti eventualmente già adottati dai player principali contro il rischio disinformazione;
  • ultimo ma non meno importante, la definizione di ruolo e responsabilità delle piattaforme digitali e dei social, che nel campo della diffusione e dell’accesso all’informazione sono oggi tra gli stakeholder più di peso.

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MARIA GRAZIA LORETO

Punto ad essere una persona consapevole e partecipe, vivere e contribuire in una comunità che si evolve, e credo che l'informazione sia una leva essenziale di questo sviluppo. In quest'ottica mi sono avvicinata alla comunicazione pubblica, di cui mi occupo come redattrice web. Sono nata e vivo a Roma, cerco di lavorare “al servizio del servizio pubblico”, senza perdere di vista quello che succede intorno.

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