PA Social Day: anticipazioni, riflessioni e prospettive future

0

Lo scorso 5 giugno si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della seconda edizione del PA Social Day 2019, durante la quale Francesco Di Costanzo, presidente dell’associazione nazionale PA Social e Livio Gigliuto, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione digitale e vice presidente Istituto Piepoli, hanno presentato il programma dell’evento.

Dopo i saluti e i ringraziamenti a tutti i partner che hanno contribuito all’organizzazione di questo importante evento, la prima riflessione del presidente Francesco Di Costanzo riguarda l’incredibile crescita di questa associazione, che in pochissimo tempo è riuscita a coinvolgere una rete di numerosi professionisti, amministratori, manager, enti e aziende pubbliche, associazioni e imprese. Questa sviluppo ha avuto un impatto significativo sulle modalità di comunicazione nella pubblica amministrazione e non solo, in quanto i relativi profili sulle varie piattaforme di social network sono oramai sempre più diffusi e consolidati. Anche se “essere” sui social è una modalità comunicativa che deve includere: strategie, piani editoriali, creatività e soprattutto una corretta interazione con gli utenti.

Aprire un profilo non basta

Abbiamo un account su Facebook e ora come lo gestiamo? Che tipo di linguaggio utilizziamo? In che modo possiamo soddisfare i bisogni comunicativi degli utenti? Come gestiamo le crisi mediatiche? Non basta dunque aprire una pagina Facebook o un account su Instagram se non si hanno chiari metodologie e obiettivi. Il PA Social Day offre proprio l’opportunità di approfondire le tematiche inerenti la gestione dei contenuti, soprattutto attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze di altre realtà, sia pubbliche che private. Come sottolineato da Francesco di Costanzo il fulcro di questo incontro è “il tema del dialogo con i cittadini e di come si sta sui social”, argomento attualissimo stante anche gli ultimi casi che si sono verificati nella gestione del linguaggio tra amministrazioni e utenti.

La ricerca aiuta a comprendere i bisogni degli utenti

Un altro buon motivo per partecipare al PA Social Day è sicuramente la possibilità di conoscere i dati. I dati sono oggi il bene più prezioso, sono quelli che permettono a istituzioni e imprese di studiare i fruitori dei propri beni e servizi al fine di proporre le soluzioni più soddisfacenti. Stiamo parlando del cosiddetto “target” di riferimento, ma aldilà di specifici concetti di marketing, è davvero indispensabile conoscere più a fondo gli utenti e i loro bisogni. Durante l’evento del 18 giugno verranno presentati i dati relativi a una ricerca condotta dall’ Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale, promosso da PA Social e dall’Istituto Piepoli, che misura il grado di connessione tra Pubblica Amministrazione, cittadini, imprese e social/chat. “Prima gli italiani utilizzavano i social network tra di loro, oggi invece c’è la voglia di ricevere informazioni utili dalle istituzioni ed è per questo che oggi la pubblica amministrazione deve fare il salto di qualità” ha sottolineato Livio Gigliuto anticipando qualche risultato.

Alcune interessanti anteprime sui dati della ricerca

Dai risultati emerge innanzitutto che gli italiani vogliono interagire con le amministrazioni in tempo reale adoperando i social network. L’utilizzo dei siti istituzionali molto spesso non offre le informazioni di cui gli utenti hanno bisogno; eventuali form e mail restituiscono un feedback tardivo.

La ricerca conferma inoltre anche un altro dato: oggi il 72% degli utenti che utilizzano i social network per cercare informazioni è costituito da una popolazione di ultra cinquantenni, sfatando quindi la credenza che tali piattaforme sono territorio esclusivo dei giovani.

Interessante anche l’appartenenza geografica degli utenti più attivi sui social network, che si collocano nel sud dell’Italia, dove si riscontra una maggiore vitalità e desiderio di partecipazione.

Spesso l’utilizzo frequente dello smartphone potrebbe far pensare a una pratica che tende a isolare le persone dall’ambiente circostante, ma i dati della ricerca mettono in risalto che l’attività preferita di chi utilizza spesso il cellulare è quello di chattare con altri utenti, in particolare con la propria cerchia amicale o affettiva, dimostrando quindi una propensione alla cura delle relazioni interpersonali.

Piattaforme social e funzionalità

Facebook e tutta la sua famiglia (Instagram, WhatsApp e Messenger) risulta essere il social più utilizzato ma “È chiaro che ogni piattaforma ha delle specifiche funzionalità che influenzano la scelta delle amministrazioni per i loro profili istituzionali” ha osservato Francesco Di Costanzo “quindi per esempio alcune istituzioni scelgono di non aprire un profilo Facebook in quanto non offrono un servizio e non hanno necessità di interagire direttamente con i cittadini”. Ma potrebbero scegliere invece Instagram o Youtube per lo storytelling di particolari eventi.

Twitter ha sicuramente dei numeri bassi rispetto a Facebook, ma risulta il mezzo più utilizzato durante le emergenze o gli eventi e quindi per una comunicazione in tempo reale. Linkedin sta crescendo molto e mentre in origine veniva impiegato principalmente nello sviluppo di contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro, oggi offre visibilità anche alle amministrazioni pubbliche che in misura sempre maggiore presidiano questo territorio virtuale. A questo proposito Francesco Di Costanzo accenna al grande lavoro svolto dalla PA Social Academy, con i corsi formativi gratuiti aperti a tutti, durante i quali si apprende come migliorare la gestione dei contenuti sfruttando al meglio le potenzialità offerte dalle varie piattaforme digitali di social network.

Chattare è il traguardo futuro della nuova comunicazione

L’Italia è strapiena di buone pratiche, i social si stanno standardizzando e anche se ora Facebook è il social network che raccoglie più utenti, il futuro saranno le chat” ha osservato Francesco Di Costanzo alla fine della presentazione. La prossima frontiera della nuova comunicazione sarà dunque la chat, che permetterà un dialogo diretto, uno a uno, fra istituzioni e cittadini. Una prospettiva certamente interessante, che ora appare ancora lontana, ma forse non troppo.

Sicuramente è molto più vicina la data del 18 giugno, ed è importante partecipare perchè durante il PA Social Day si continuerà a parlare di nuova comunicazione, di buone pratiche e soprattutto delle prospettive future.

Licenza Creative Commons
Cittadini di Twitter è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

About Author

Assunta D'Aquale

Laureata in comunicazione digitale, mi occupo delle tematiche relative a questo ambito da diversi punti di vista. Nel mio lavoro attuale mi occupo di comunicazione istituzionale, ma il mio interesse si rivolge anche al mondo dell’editoria auto-pubblicata e della scrittura creativa. Pubblico inoltre articoli sui miei canali personali oltre che su diversi magazine online che riguardano i temi dell’innovazione e della trasformazione tecnologica. Appassionata di fotografia, pubblico le mie immagini su Flickr e Instagram, ma mi piace frequentare i territori virtuali di tanti altri social media.

Leave A Reply


*