Pinocchio tradotto in Emoji su Twitter

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E’ il libro che accompagna tutti nell’infanzia e oltre. Parla ai bambini e anche agli adulti, è il Pinocchio di Carlo Collodi. Tra non molto potrà essere letto anche nel linguaggio delle emoticon. Pinocchio da tradurre e riscrivere in ‘faccine’ è un esperimento ‘social’ in corso, ideato e condotto dalla Professoressa Francesca Chiusaroli, docente di Linguistica Generale e Applicata all’Università di Macerata, con i colleghi Johanna Monti, docente di Linguistica Computazionale e Traduttologia all’Università di Napoli L’Orientale e Federico Sangati, ricercatore indipendente in Ingegneria Informatica. Chiusaroli non è nuova a esperimenti del genere, vedi il blog che tiene con Fabio Massimo Zanzotto, e l’hashtag #scritturebrevi. “ Dal dicembre del 2012 i follower si cimentano con passione e attenzione intorno a esperimenti di scrittura e giochi di parole collettivi, con risultati tali da dare vita a una vera e propria community social nell’ottica della costituzione di un ambiente virtuale che è allo stesso tempo laboratorio e osservatorio di fatti di lingua legati alla brevità grafica”, spiega Chiusaroli, a cui abbiamo fatto alcune domande sul Pinocchio da riscrivere.

Come è nata l’idea?

L’idea della traduzione di Pinocchio in emoji nasce da un interesse di ricerca, che considera la possibilità di usare i segni della tastiera emoji creando corrispondenze con le parole e con la grammatica della lingua italiana per un esperimento di riscrittura letteraria. Imprescindibile il confronto con iniziative analoghe svolte con la lingua inglese: Emoji Dick , Alice in Wonderland, ma anche, dello stesso autore, Neverland e Pleasureland, come pure i casi di traduzioni in scrittura mista come Emojibama e ora Bible emoji . Si tratta di importanti operazioni che fanno riferimento alla lingua inglese. L’intento in questo caso era di proporre l’operazione con la lingua italiana: una traduzione esclusivamente in emoji, che, in più, potesse contemplare l’elaborazione di una struttura grammaticale e sintattica, ancora in emoji, con la quale si rendesse possibile la “lettura” ovvero la decodifica dei segni rispetto al testo originale. Tra gli esempi di testi rappresentativi della lingua e cultura letteraria italiana, l’opera di Collodi è sembrata la più appropriata all’iniziativa, senz’altro significativa per la notorietà dell’opera fuori dai confini nazionali. La traduzione prevede la pubblicazione in volume dell’opera Storia di un burattino, l’“originale” Pinocchio collodiano, e, contestualmente, il rilascio di un “kit” per la traduzione, per sperimentare personalmente l’attività di traduzione attraverso il bot.

Come funziona il lato social dell’esperimento?

La traduzione di Pinocchio è partita a febbraio 2016, e può essere seguita attraverso l’hashtag #emojitaliano.Ogni mattina dal mio account Twitter provvedo a pubblicare, secondo l’ordine progressivo del testo, una frase dell’opera di Collodi e nel corso della giornata tutti possono inviare le loro versioni che vengono poi, al termine della giornata stessa, a confluire nei tweet “ufficiali”. In questo modo la forma stabilizzata è sempre il frutto, ragionato, di una riflessione collettiva. La partecipazione è costante e convinta. Pinocchio in #emojitaliano vede la partecipazione fissa di un gruppo di traduttori i quali contribuiscono in maniera sistematica, tutti i giorni e secondo l’ordine di pubblicazione dei tweet, e naturalmente vi è più ampia partecipazione estemporanea. Il gradimento è alto anche fuori dalla rete di Twitter. Per la modalità della traduzione partecipativa, l’elemento portante e valore aggiunto dell’operazione è senz’altro la community social di Twitter.

 

Altri esperimenti?

Nel marzo 2016 è stato pubblicato @emojitalianobot, un bot collocato nella piattaforma Telegram al cui interno confluiscono le corrispondenze stabilite registrate come voci del glossario. Il bot può essere consultato nella versione parola > emoji e in quella emoji > parola. Il bot contiene anche un gioco che consiste nell’indovinare le corrispondenze già fissate e che consente quindi di verificare le proprie capacità di memoria e anche di intuizione. Grazie all’apporto imprescindibile della community, la costruzione della “macchina traduttrice” si definisce senza soluzione di continuità rispetto al dato “naturale”.

 

 

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About Author

SUSANNA BAGNOLI

Susanna Bagnoli, giornalista e addetta stampa. Ha iniziato con la radio e la cronaca locale del quotidiano Il Tirreno. Oggi si occupa di comunicazione politica e istituzionale per un gruppo politico del consiglio regionale della Toscana e scrive di lavoro e viaggi per testate giornalistiche on line. Perché twitter? Perché un giornalista non può farne a meno. Perché Cittadini di Twitter? Perché la trasparenza è un diritto.

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  1. Pingback: Cittadini di Twitter su Pinocchio in #emojitaliano (Libro delle firme) | Scritture Brevi: il Blog

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