Social e turismo, la formula vincente dell’Emilia Romagna

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Da sempre al passo con i tempi nel settore dell’informazione turistica e dell’accoglienza, l’Emilia Romagna non poteva certo perdere l’occasione di sbarcare sui social per diversificare i numerosi servizi da sempre offerti ai suoi visitatori. Una scelta precisa che l’APT regionale ha fatto per investire nella comunicazione, come ci conferma in un’intervista a Cittadini di Twitter Giovanni Arata (nella foto), referente del servizio e Social Media Manager.

Da dove nasce la scelta di puntare sui social?

“Abbiamo iniziato nel 2009 e la decisione di puntare anche su questo tipo di comunicazione è stata dettata dalla precisa volontà di diversificare gli investimenti, con un progetto significativo che puntasse a migliorare l’offerta”EmiliaRomagna_GiovanniArata

 Come è stata strutturata la comunicazione?

 “Siamo partiti da un progetto che prevedeva una piattaforma social in lingua italiana con un blog  dedicato, ma abbiamo subito aggiunto un account twitter in inglese per venire incontro alle esigenze dei  turisti. Questo tipo di organizzazione è durata un anno e mezzo circa, poi abbiamo allargato il gruppo di  lavoro e di conseguenza potenziato anche l’offerta di servizi sui social che riuscivamo a gestire”.

 Quale strategia avete usato nell’approccio a social diversi per struttura e caratteristiche?

“Questo è stato un problema importante e delicato che abbiamo affrontato. Siamo partiti dalla considerazione del fatto che esistono diverse piattaforme ma c’è la necessità di veicolare uno stesso messaggio, nel nostro caso quello legato all’informazione di tipo turistico. Una delle strade scelte è stata quella di trovare ogni quindici giorni un tema ben preciso sul quale potessero poi in qualche modo innestarsi album fotografici, news e blog del momento. Il turismo è un settore che tocca i temi più svariati, per cui non è facile rendere omogenee le informazioni. Da qui la necessità di trovare di volta in volta un filo conduttore”.

Difficoltà particolari?

“Sicuramente il reperimento nel tempo di una dotazione adeguata di ore-lavoro da dedicare al servizio. Dal punto di vista organizzativo peraltro ci siamo resi conto che gli oneri sono aumentati, segno della bontà del lavoro e del buon riscontro ottenuto tra gli utenti”.

Emilia Romagna territorio dall’offerta variegata: mare, città d’arte, gastronomia. Un vantaggio o un problema in più da gestire nella comunicazione sui social?

“Nel complesso è sicuramente un vantaggio, le opportunità sono sempre tante. Ma proprio per questo è stato fondamentale riuscire a individuare di volta in volta le nicchie giuste per muoverci con le informazioni, intravedendo i maggiori potenziali di crescita. Per i prodotti storici più consolidati abbiamo potuto verificare la validità dell’offerta del territorio”.

Questo aumenta l’importanza del vostro rapporto con l’utente del computer o dello smartphone?

“Assolutamente, senza questo tipo di rapporto non riusciremmo a lavorare. Su dieci segnalazioni di cui parliamo, almeno sette provengono quasi sempre da storie della comunità, che ci aiutano a preservare quella nicchia informativa di cui si parlava prima”.

Iniziative particolari recenti?

“Siamo sempre in movimento, ma mi piace sottolineare l’avvio nel mese scorso di “LetteraTER”, un modo particolare di fare Twitteratura, cioè riportare alla luce un libro in uno spazio condiviso come quello di un social network, raccogliendo in un luogo digitale le suggestioni di altri lettori delle community. Immagini, musiche, video, emozioni o percezioni, tutto può concorrere a questo progetto. Da qui la rilettura del “Viaggio in Italia” di Goethe o più recentemente la rivisitazione in chiave social di un’opera di Pier Vittorio Tondelli. E’ stata una scelta ben precisa, per condividere il più possibile anche questo genere di patrimonio collettivo”.

 

Antonio Lionetti

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