Storie di successo sui social: il Museo di Storia Naturale di Firenze

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Il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze ed è uno dei primi musei europei aperti al pubblico. Addirittura nel 1775. Possiede milioni di reperti, collezioni storiche che provengono dall’epoca dei Medici, e importanti collezioni scientifiche. “Più che di un museo, inteso come raccolte collocate in un luogo unico, il nostro è un sistema museale con collezioni botaniche, zoologiche, mineralogiche, paleontologiche, antropologiche, mediche e chimiche, distribuite in altrettanti diversi luoghi della città di Firenze”, spiega Alba Scarpellini, responsabile dell’ufficio comunicazione, sviluppo e organizzazione eventi del museo. E’ lei che, all’interno dell’istituzione, ha deciso per prima di ‘buttarsi nella mischia’ e affrontare il discorso ‘social media’. Con successo, dati i numeri raggiunti, e tanta voglia di andare avanti su questa strada.museostorianaturalefb

Come è nata l’esigenza di una ‘comunicazione social’ del museo?

Nasce nel 2010 come interesse mio personale frutto del continuo autoaggiornamento che la rete consente. Mi occupo di comunicazione museale dal 2005 e da sempre mi sono trovata a combattere per affermare il valore della comunicazione per il museo, ancora troppo ispirato dai valori di acquisizione e conservazione ma poco incline alla valorizzazione. Il solo sito web creato nel 2005, all’epoca del web 1.0, davvero non bastava a raggiungere un pubblico ampio e diversificato. La curiosità e l’interesse personale verso quello che succedeva in Internet, e la possibilità che la direzione del Museo mi ha offerto di partecipare a diversi corsi di formazione nel campo della comunicazione e in quello delle ICT e dei nuovi media, mi hanno fatto presto comprendere le straordinarie potenzialità che i Social Network  potevano offrire alla diffusione della cultura e del patrimonio dei musei, che per loro natura sono già dei potenti medium. Nel 2010 ho creato i profili  Facebook e Twitter del Museo che si sono subito rivelati strumenti formidabili di diffusione soprattutto per la comunicazione di eventi speciali, mostre e attività divulgative e ludiche.

Come si è sviluppato il progetto e quali competenze sono diventate indispensabili per portarlo avanti?

La direzione del museo mi ha dato carta bianca basandosi sulla fiducia verso le mie proposte, che erano comunque a costo  zero per l’istituzione. Il progetto si  è sviluppato grazie agli ottimi risultati raggiunti. Per anni  la comunicazione social ha affiancato quella istituzionale, rappresentata dal sito web, senza alcuna interazione. Le competenze si sono formate con la pratica quotidiana, l’autoformazione e lo scambio costante, grazie alla rete, con le comunità di professionisti museali e esperti di comunicazione.

Quali social privilegiate e per quale motivo li avete scelti?

Il Museo opera quotidianamente su Facebook e Twitter e aggiorna Pinterest, Instagram, Google plus e Youtube. Li abbiamo scelti per la loro diffusione e le differenti opportunità che questi offrono. Su FB abbiamo un comunità di oltre 46.000 persone. Anche se i nuovi algoritmi ci penalizzano un po’, sono oltre 20.000 le interazioni settimanali. Pubblichiamo un post al giorno su 7 giorni, alterniamo notizie riferite a eventi o curiosità del museo, con informazioni scientifiche o curiosità inerenti alla natura e all’ambiente.

Su twitter abbiamo 1788 followers. Sono molto soddisfatta del posizionamento su Facebook, sono consapevole invece che Twitter non lo stiamo “sfruttando” al meglio. Si potrebbero creare tweet più mirati con hashtag specifici inerenti alle nostre discipline in modo da creare gruppi che ci seguano e interagiscano. Purtroppo la carenza di risorse umane non permette di utilizzare al meglio i suddetti social.museostorianaturalefirenze

Essere sui social ha cambiato il rapporto con la comunità che ruota intorno al museo, con i visitatori?

Sì certamente, la presenza sui social ha contribuito a migliorare e ampliare il rapporto con i visitatori. Questa mutata percezione ci è stata confermata recentemente nei fatti grazie alla campagna di crowdfunding “colora il Giardino” che abbiamo lanciato nel 2015 per contribuire alla rinascita dell’Orto Botanico,  gravemente danneggiato da una tromba d’aria nel settembre del 2014. Per sostenere questa campagna abbiamo creato molteplici occasioni ed eventi e richiamato, attraverso i social, migliaia di persone che ci hanno permesso di raggiungere e superare la cifra che avevamo richiesto. La grande e attiva partecipazione rilevata grazie a iniziative come Invasioni Digitali  ci ha mostrato quanto è cambiato il modo di fruire il museo.

 

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About Author

SUSANNA BAGNOLI

Susanna Bagnoli, giornalista e addetta stampa. Ha iniziato con la radio e la cronaca locale del quotidiano Il Tirreno. Oggi si occupa di comunicazione politica e istituzionale per un gruppo politico del consiglio regionale della Toscana e scrive di lavoro e viaggi per testate giornalistiche on line. Perché twitter? Perché un giornalista non può farne a meno. Perché Cittadini di Twitter? Perché la trasparenza è un diritto.

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