Turismo, molto tips & poco tricks

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Arte, cultura e bellezza: le nostre risorse sono queste, ma spesso i nostri ospiti sono un po’ lasciati a sé stessi. Trasporti pubblici inadeguati, collegamenti stradali difficili in certe aree del Paese, biglietti dei musei  acquistabili solo in contanti, mancanza di indicazioni “omogenee” sui possibili itinerari alternativi in prossimità dei centri rinomati. Ad aiutare la “grande bellezza” ci sono certo i siti specializzati, ma una volta individuato il sistema di trasporto per arrivare e fissato il luogo dove dormire, c’è da riempire i vuoti, quei dettagli che possono veramente trasformare la visita in qualcosa di veramente piacevole perché ben organizzato.

Diventa quindi urgente una presenza anche sui social network che permetta un dialogo con il visitatore, lo catturi, che lo orienti in tempo reale e che possa suggerire idee, spostamenti, luoghi da visitare. A tutto questo va aggiunto, per innalzare veramente il livello di accoglienza percepito, un’ offerta chiara di strutture di intrattenimento. Siamo di fatto nel web marketing, che si sposta dal prodotto al servizio. Dal sito web turistico, ai “tips” specializzati (ben conosciuti dai gestori di hotel e B&B e dove i turisti poi lasciano i commenti che sono il pre-ingaggio di altri visitatori) fino ai social veri e propri possono essere moltiplicate le armi a disposizione per migliore la conoscenza e ri-orientare l’offerta. Prendiamo i due social più conosciuti. “Facebook offerte” rende disponibile a singoli e aziende la possibilità di creare un’offerta, che sulla base della viralità potrà essere richiesta dalle persone a cui piace la pagina e che poi potranno, se lo vogliono, acquistarla. Se c’è soddisfazione – e qui più che mai c’è una sorta di self made per cui il desiderio si trasforma velocemente in bisogno – allora si che partiranno i “veri” like, non quelli a volte distratti e amichevoli che conosciamo. Twitter può aiutare anche di più ed in modo molto più aperto: la preziosa fonte dati di cui disponiamo può dare origine ad “ingaggi” continui per vie parallele, insomma una vetrina che può permettere di trovare clienti in modo ancora più professionale e sistematico dell’altro social. I tools già disponibili (Social Bro, TweetWally, Topsy, Twilert, etc.) possono migliorare notevolmente il grado di conoscenza e di penetrazione delle campagne digital che curiamo, segmentandone l’azione. Anche qui il concetto è “self made” e l’esito può essere notevole in termini di propagazione successiva ad un buon servizio.

Attenzione però: c’è anche il rovescio della medaglia. Se qualcosa  – anche un piccolo dettaglio –  si discosta da quanto proposto, sarete letti come propagatori di web tricks. Ma essendo nel settore delle proposte e delle offerte, questi trucchetti o scorciatoie poco professionali vi condanneranno. E gli effetti del  disastro si propagheranno anche fuori dai confini –  garantito –  come con nessun altro mezzo, perché avrete tradito anzitutto il self made del potenziale user.

E’ evidente perciò che questo tipo di attività, specifica nei social e per i social, legata ad enti, aziende, attività che si occupano di turismo, deve essere manovrata con attenzione e competenza, basandosi su fatti reali e proposte concrete, poi declinate da “social response” ben preparati nel gestire questa parte di “rete”, che va ben oltre l’utilizzo di pagine e account personali.

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